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The Witcher 3×01 – ShaerraweddTEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione The Witcher 3x01Se esistesse un Emmy RecenAward per la serie più gossippata dell’anno, avremmo un vincitore a mani basse… Signore e signori, gamer e serial addicted, ecco a voi The Witcher stagione 3!
Esce finalmente su Netflix il terzo capitolo della serie fantasy che, secondo buona parte del pubblico affezionato, sarebbe stato meglio fosse anche quello conclusivo per consacrare il Geralt di Henry Cavill.
È un caso raro che nella trasposizione per il grande o piccolo schermo un attore riesca a far vincere la propria interpretazione di un personaggio, imponendosi sull’ immaginario ben consolidato della fan base. Eppure, Cavill ha superato questa prova prima ancora che il pilot fosse rilasciato nel lontano 20 dicembre 2019, grazie all’entusiasmo di rendere vivo il protagonista del videogioco di cui lui stesso era appassionato.
Non sono mai state ufficializzate le ragioni dell’abbandono della serie, se non con un vaghissimo post pubblicato su Instagram, ma una cosa è certa: Henry, non sarai mai perdonato per aver preferito Superman a Geralt di Rivia.

UN ANNO E MEZZO DOPO


Umani, mostri ed elfi. Col susseguirsi delle stagioni prendono sempre più spazio le varie specie che popolano il Continente e, questa volta, pare che ci sia la volontà di intrecciarne la storia in maniera più chiara e di proseguire la narrazione in modo più fluido, abbandonando la frammentazione effetto quest, che incentrava gli episodi sui singoli mostri.
Questa scelta, già intuibile dallo sguardo che il primo episodio lancia sul futuro della stagione, dà un orientamento chiaro allo spettatore circa lo sviluppo della trama e le avventure che attendono i protagonisti della serie. Agli occhi di chi scrive, questo è assolutamente apprezzabile e dimostra una grande maturità nelle scelte prese per cercare di non far morire la serie e non abbandonare il pubblico, che è già scoraggiato dalle vicende di produzione e ha bisogno di un prodotto più godibile e meno complesso.
Così, in Shaerrawedd viene fatto un discreto e limpido lavoro di introduzione alla trama, che vedrà le strade dei protagonisti separarsi ancora una volta: da una parte Geralt proseguirà la propria battaglia contro gli umani, sempre i veri cattivoni della saga, mentre dall’altra Yennefer accompagnerà Ciri in un nostalgico ritorno ad Aretuza per aiutarla a sprigionare il suo potenziale magico.
Se chiari appaiono gli sviluppi che avranno le sottotrame dei protagonisti, non altrettanto si può dire per il disegno più grande della guerra tra elfi e umani. Al posto degli spiegoni nella foresta, forse era necessario qualche espediente più efficace (ad esempio dei nostalgici flashback) per riallacciarsi alle dinamiche politiche che hanno diviso il Continente in più fazioni. Un rimprovero alla regia, quindi, che non ha aiutato lo spettatore a reinserirsi nei giochi di potere che caratterizzano il mondo di The Witcher.

POCHI ABBRACCI E MOLTO SANGUE VERSATO


Dando un’occhiata più da vicino alla puntata, in questo primo episodio ci sono tanti passaggi sui quali – per fortuna – non ci si sofferma troppo a lungo.
Il setting iniziale è un tantino fuorviante perché, dopo ben due stagioni di preparazione, non ci si poteva aspettare di trovarsi sic et simpliciter di fronte ad un contesto così “mulino bianco”. Il pentimento di Yennefer dello scorso finale di stagione si è tradotto in uno stravolgimento totale del personaggio, che ha abbandonato il suo carisma lapidario e sensuale per diventare una dolce mamma adottiva ed una sottomessa adulatrice. Ad agghindare questa nuova veste, l’epistolario romantico e inarrendevole di fronte al ghosting risoluto di Geralt. Insomma, nulla di propriamente apprezzabile ma che traghetta velocemente lo spettatore verso un capitolo completamente nuovo della storia.
A compensare la breve parentesi idilliaca della famiglia ritrovata, interviene il minutaggio importante dedicato ai combattimenti, che si confermano essere una chicca dello show. La regia da game play e i diversi stili di combattimento che caratterizzano i personaggi regalano sempre momenti di qualità, che valgono la visione della serie. Particolare attenzione è stata dedicata a Ciri, che sperimenta le sue prime abilità con le armi e con la magia, imitando non proprio egregiamente le mosse e le tecniche di Geralt e Yennefer. Una resa ottima da parte di Freya Allan, che mette in scena una Ciri un po’ goffa ma tenace, alzando parecchio l’hype per lo sviluppo del personaggio.
In conclusione, si può dire che questa prima puntata, seppur con qualche difetto, fa sperare in un cambiamento positivo e fa augurare – ancora una volta – che il futuro di The Witcher non sia stato definitivamente segnato dagli errori del passato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La crescita di Ciri (e non stiamo parlando di Freya Allan!)
  • I combattimenti 
  • La magia
  • Il ritorno di tutti i protagonisti
  • La prospettiva sugli sviluppi di trama futuri 
  • Gli elfi, i più brutti e confusi che siano mai stati portati sullo schermo
  • La Regina degli Elfi emotiva e inutile
  • Redania: la caricatura di un regno
  • Yennefer. Ok il cambiamento, ma rischia di perdere tutto il suo fascino 

 

Un inizio di stagione carico di combattimenti che fa riporre tutte le speranze nel personaggio di Ciri. Riuscirà questa volta la serie a non lasciare il pubblico insoddisfatto?

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Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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