Slow Horses 5×02 – IncommunicadoTEMPO DI LETTURA 3 min

01/10/2025
4.8
(4)

Slow Horses 5x02 recensioneContrariamente alla tipica regola del secondo episodio, Slow Horses si lancia subito dritto nell’azione. Un passaggio ovvio, considerando gli appena sei episodi disponibili, ma che in passato non ha fermato altre serie dal rilasciare una seconda puntata “di passaggio”.
“Incommunicado” si presenta in maniera più concreta rispetto alla season premiere, mettendo i protagonisti subito all’opera. Ovviamente sempre con il loro personale stile.
Come al solito, infatti, nonostante un tema cupo come un allarme per atti di terrorismo, la squadra di Jackson Lamb riesce a spezzare la tensione grazie alla loro inqualificabile attitudine.

UN DUO DISCUTIBILISSIMO


Il pezzo forte della puntata è sicuramente stato il discutibilissimo duo formato da Roddy e Lamb. Nella scorsa recensione, si era auspicato l’arrivo in campo di Lamb il prima possibile, proprio per assistere a tali dinamiche. E infatti non hanno deluso.
L’intera serie di scene avvenute nell’appartamento di Ho possono essere tranquillamente definite come surreali, nel miglior senso possibile. Dal cinismo intrinseco, all’ironia dilagante, risulta difficile anche prendere sul serio una sparatoria quando i protagonisti danno vita ad uno spettacolo così peculiare. Eppure, neanche per un attimo l’insieme risulta esagerato o fuori luogo. La bellezza narrativa di Slow Horses si mantiene viva e dinamica sempre al punto giusto, riuscendo a creare una trama concreta e consistente.
Come già anticipato, infatti, la trama inizia a muoversi sin da questo secondo episodio. Roddy usato come target di comodo per scatenare una reazione più grossa rientra benissimo in una di quelle situazioni paradossali in cui possono infilarsi solo i componenti della Slough House. Naturalmente, le conseguenze più crude, come l’uso delle stesse armi dei terroristi nell’agguato a casa di Ho, rendono la storyline ancora più interessante per le svolte future.

SLOW HORSES IN LOCKDOWN


Ma non è stato solo il duo composto da Ho e Lamb a caratterizzare la puntata. Il ritrovo dell’intera squadra presso l’hotel ha favorito ulteriormente quell’atmosfera surreale a cui si accennava prima.
Va detto: per quanto affezionati al personaggio, l’assenza di Louisa non si è avvertita, grazie ad una gestione sempre ottima del resto dei character. Le interazioni tra Roddy e Lamb, il continuo scontro verbale tra River e Shirley (ma anche con Ho), la costante presenza quasi materna e impacciata di Standish e un inedito uso sempre maggiore della dialettica da parte di Coe, creano un ottimo mix per mettere in scena un perfetto team di disadattati.
Con la presa in custodia di Ho da parte dell’MI5 e il lockdown imposto da Diana Taverner, il prossimo episodio si preannuncia già un ennesimo scontro dialettico di alto livello tra i membri del team. Ottimo metodo per sfruttare a pieno una delle migliori caratteristiche della serie.

CAPITOLO RIVER


La situazione di River merita invece un capitolo a parte. Cartwright junior è sempre stato uno dei protagonisti principali della serie, al contrario dei suoi colleghi della Slough House è anche l’unico (insieme ad Ho) ad essere lì sin dal principio. É anche stato colui che ha avuto la storyline maggiore, non solo per quanto accaduto nella scorsa stagione con suo padre, ma soprattutto per la presenza di un personaggio centrale nella trama come suo nonno.
Quanto accaduto nella scorsa stagione ha indubbiamente lasciato un segno in River, un trauma che, come sottolineato da Lamb, è lì che ancora deve essere metabolizzato.
In questi primi episodi, questo character sembra messo un po’ in disparte rispetto al solito, dando giustamente modo anche agli altri personaggi di prendersi il loro spazio. Tuttavia, non si stenta a credere che le questioni irrisolte torneranno a colpire in pieno con le loro conseguenze. In attesa di quel momento, ci si consola con le solite dinamiche tra River e Lamb, i cui dialoghi sono sempre tra gli highlights degli episodi.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Il duo Ho – Lamb
  • Le dinamiche della squadra: tutti insieme danno vita a scene surreali nel miglior modo possibile
  • La trama già si muove in maniera concreta
  • River e Lamb
  • Alcuni momenti della Taverner un po’ troppo prolungati, seppur servono a dare contesto

 

Un secondo episodio che entra subito nel vivo dell’azione. La trama è ancora instabile, ma questa è la piacevolissima regola quando si tratta dei membri della Slough House.

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Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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