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Super Pumped 1×04 – BooberTEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione Super Pumped 1x04Super Pumped continua con un altro ottimo episodio e sposta un po’ il focus dalla figura di Travis a quelle che gli orbitano attorno. Arrivati a metà percorso, la serie comincia a mostrarsi più equilibrata, vuoi perché il ritmo della narrazione è un po’ sceso, vuoi perché lo spettatore si è abituato a registrare le informazioni giuste per seguire le dinamiche messe in scena. Questo rende “Boober”, in un certo senso, una puntata più facilmente godibile rispetto alle precedenti.

NON C’E TEMPO PER LA GENDER EQUALITY


Super Pumped è una serie che parla di finanza più che, semplicemente, del successo di una start-up.
C’è poco della romanzata filantropica di chi vuole cambiare il mondo, alla quale il grande pubblico è generalmente abituato. La serie, non a caso, fa una scelta temporale ben precisa iniziando a raccontare i fatti di Uber non dall’idea iniziale di un giovane Travis al college, bensì dal momento in cui l’azienda (già avviata) decide di trovare un angel investor che le dia accesso al mondo del private equity. Conseguentemente a questa scelta, la materia tecnica diventa un elemento fondamentale della narrazione e viene assolutamente data per scontata. La serie parla ad un target ben definito, che segue con dimestichezza dinamiche complesse di per sé, senza dubbio difficili da trasporre per il racconto televisivo.
In “Boober” però, come si diceva poc’anzi, si nota un cambio di ritmo che rende il flusso informativo meno incalzante, lasciando ampio spazio anche a momenti di silenzio, in cui gli sguardi eloquenti delle donne in scena fanno scivolare l’attenzione su un tema che non ci si aspettava veder affrontato in questa serie: la gender equality.
Effettivamente l’atmosfera maschilista si prestava facilmente ad un momento di rottura e la critica si poteva già intuire dalla differenza marcata tra il rapporto di Travis con le donne e quello più maturo di Bill con sua moglie. Solamente che, data la natura spiccatamente settoriale dello show, si rischia di andare fuori tono ed appesantire il discorso con un argomento troppo serio per essere confinato a qualche scena. Si spera comunque vivamente che non ci si dilunghi oltre.

UNA MRS. HUFFINGTON “SPRECATA”?


Assolutamente in tema con il focus della puntata, fa finalmente la sua apparizione la tanto attesa Uma Thurman nei panni di Arianna Huffington (sì, quel Huffington delle notizie su internet).
L’inserimento prepotente del personaggio, però, fa un po’ storcere il naso stridendo pesantemente con la mancanza di fiducia che Travis, negli scorsi episodi, ha mostrato nei confronti di chiunque. Sebbene lo schizzato fondatore di Uber abbia la capacità di farsi degli amici altrettanto velocemente come sappia farsi dei nemici, il peso che la figura della Thurman ha all’interno dello show meritava che il suo percorso, dalla conoscenza di Travis al suo ingresso in consiglio di amministrazione, fosse maggiormente approfondito.
Non si sa ancora quale ruolo avrà nei prossimi episodi, ma Mrs. Huffington nelle vicende amministrative di Uber non ha avuto certamente un peso maggiore rispetto agli altri colossi seduti al board. Il rischio è quindi quello che il nome altisonante di Uma Thurman si affianchi pericolosamente a quello di Quentin Tarantino nel novero delle presenze sprecate. I due, d’altra parte, vanno a braccetto da tempi immemori.
Se non altro, la partecipazione di un’attrice così celebre enfatizza ancor di più il rilievo che si vuole dare alla Huffington come presenza femminile e appare quanto mai azzeccata la scelta di introdurre il personaggio in questa precisa puntata.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Travis continua a non mancare un colpo, scelta assolutamente in linea con i toni dello show
  • Il board è finalmente al completo
  • L’accento della Thurman avrà dato sazio al pubblico americano
  • La gender equality e le minoranze etniche sembrano il solito “compito per casa” che ci si poteva risparmiare
  • Bill è un gran personaggio, peccato che stia venendo messo all’angolo
  • La relazione tra Travis e Gabi continua ad essere troppo plastica

 

Super Pumped riesce a saziare al pubblico affamato di gossip finanziario, nonostante lo spostamento di focus su argomenti sociali che probabilmente interessano poco allo spettatore target.

 

 

Dalle fila sudiste di Recenserie, la sua lotta con le puntate da recensire imperversa tra slanci creativi e ritardi clamorosi. Le sue recensioni possono essere ottime o totalmente a cazzo di cane. Detesta le serie romantiche, abomina i teen drama e mal sopporta le comedy. Fantascienza e fantasy sono le uniche vie del sapere, al di fuori di queste è ammissibile solo il mystery.

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