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The Woman In The House Across The Street From The Girl In The Window 1×06 – Episodio 6TEMPO DI LETTURA 3 min

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The Woman In The House Across The Street From The Girl In The Window 1x06 RecensioneIl grado di ambiguità che questo show propone prosegue spedito con un ulteriore sbalzo nella percezione di chi guarda, con continui cambi di fronte.
Percezione di chi guarda che in realtà si traduce nel cambio di prospettiva con cui la protagonista vive gli eventi.
Ciò che rimane è l’incertezza che la stessa Anna sperimenta, tra finzione e realtà, tra esperienze concrete e immaginazione.

IMPROVVISA COMMEDIA


Nell’immagine sopra riportata è presente uno dei momenti chiave per comprendere la labilità di percezione della protagonista, così come per comprendere la vera e propria ambiguità stilistica dello show. Anna che si è ritrovata nuovamente e improvvisamente “single” (dell’improvviso arresto di Rex se ne parlerà) si catapulta in una nuova vita fatta di improvvisa sanità, di manicure, di amicizia, di prospettive lavorative. Come se nulla fosse successo.
L’incontro con Neil ed Emma al cimitero è troppo “semplice”, troppo lineare per non nascondere una qualche insidia. Il misterioso (o forse no) vicino arriva addirittura a scusarsi per l’ordinanza restrittiva. Come un enorme sogno a occhi aperti, gli eventi iniziano a scorrere ad una differente velocità, quasi un avanti veloce che, dopo eventi tragici, tragicomici e catastrofici prende piede con eccessivo ottimismo.
C’è spazio anche per piccoli sprazzi di demenzialità grottesca, come il momento da “mai na gioia” dell’arresto di Rex. L’improvviso quadretto romantico che si va creando viene distrutto da un palese (o forse no) errore giudiziario, ma soprattutto dall’allontanamento di un uomo completamente nudo ad esclusione di un grembiule da cucina.

E SE FOSSE TUTTO UN SOGNO?


La percezione di Anna assolutamente non può ritenersi affidabile. Lo dimostra il fatto che il pubblico è abbastanza certo che lei non abbia ucciso Chastity, ma allo stesso tempo non riesce ad esserne totalmente sicuro. Non tanto perché non sia presente una netta soggettività, ma perché la protagonista dimostra di avere dei buchi di memoria e di non essere totalmente certa di ciò che effettivamente sperimenta.
Ne è una dimostrazione l’inizio di episodio, in cui Anna è convinta che la notte di passione con Rex altro non sia stata che frutto della sua immaginazione, e comunque lo spettatore ha una leggera consapevolezza in più rispetto a lei che invece l’esperienza sia stata vera, se non altro per la quantità di screen-time dei due, paragonato al sogno che nei primi episodi vedeva Anna insieme a Neil.
Il cambio di carattere stilistico che ha caratterizzato finora lo show, oltre che alcuni elementi tuttora inspiegabili come le presenze in soffitta, per finire con l’effettivo flash della protagonista che avrebbe ucciso la fidanzata del vicino, lascia pensare che quanto finora è stato mostrato sia meno fedele alla realtà di quanto si possa credere, sempre a causa dello stato non propriamente lucido di Anna.

IL SEMPLICE BATTE IL SURREALE


Nell’economia della storia, l’immagine di una Anna assassina non è un qualcosa di particolarmente sorprendente, ma sicuramente poco pronosticabile visto il fumo negli occhi lanciato allo spettatore con un incredibile insieme di surrealismi. Viene spontaneo chiedersi allora dove si volesse andare a parare, sia da un punto di vista della storia, sia che clima e linguaggio volessero proporre gli autori.
Una persona con problemi di alcool e dipendenza da farmaci, reduce da una perdita dolorosissima, con tendenze ossessive e percezioni distorte della realtà è effettivamente predisposta ai raptus omicidi, soprattutto se una figura neanche troppo simpatica le si mette in mezzo a quello che sarebbe il suo scenario perfetto (il quadro ritrovato dalla polizia a casa di Anna è indicativo in questo senso).
Rimane da capire se effettivamente Anna abbia ucciso Chastity o se la realtà descritta è ben più complessa e distorta.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Cambi di stile improvvisi
  • Rex arrestato con indosso solo un grembiule
  • La soluzione di Anna assassina è tanto semplice quanto poco pronosticabile
  • Ambiguità continua in ciò che si vede
  • La soluzione di Anna assassina riporta tutto in un clima meno surreale

 

Episodio che fa sbalzare lo spettatore da un lato all’altro, tra momenti cinicamente leggeri (la manicure con il pensiero ad una donna morta e ad un presunto innocente in carcere) e improvvise ricadute nella realtà. Divorarsi immediatamente gli ultimi due episodi è un obbligo.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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