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This Is Us 6×04 – Don’t Let Me Keep YouTEMPO DI LETTURA 4 min

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This-Is-Us-6x04“Don’t Let Me Keep You” è, in maniera molto oggettiva, uno degli episodi migliori di This Is Us. E non è un caso che l’episodio racchiuda la propria forza nel racconto del passato della famiglia Pearson unitamente alla grande interpretazione di Milo Ventimiglia.
La precedente puntata aveva lasciato il proprio pubblico con l’informazione della morte della madre di Jack, Marilyn. Questo quarto episodio riparte da questo avvenimento e viene costruito attorno al funerale della donna. Si tratta di un episodio considerabile come filler: Jake va in Ohio per prendere le ultime decisioni relativamente alla celebrazione e così facendo si avvicina al mondo della madre poco considerato da parte sua soprattutto dopo l’arrivo dei tre bambini che hanno scombussolato le vite di Jack e Rebecca.

“The house I grew up in wasn’t an easy place to be a son. But it wasn’t an easy place to be a mother, either. We did our best, the both of us, and we were lucky because we got out.
But when you live in a house like that, there’s a part of you that never gets out. So you build a new house. A better house for a better life. And you try as hard as you can to make sure that part of you that still lives in that old house is as small as possible.”

I FANTASMI DEL PASSATO


L’approccio di Jack alla progressiva scoperta del piccolo mondo di Marilyn è all’inizio titubante: l’uomo sta entrando in una realtà a lui totalmente sconosciuta tanto che la madre in più momenti, mentre le persone che la conoscevano e le vivevano accanto ne parlano con Jack, risulta una perfetta estranea. Una estraneità dovuta al passato e alla storia: Marilyn infatti era stata convinta proprio da Jack ad allontanarsi da Stanley, il marito violento (padre di Jack) per salvaguardia della donna. Tuttavia questo allontanamento aveva obbligato Jack e la madre a sentirsi raramente e vedersi ancor meno. Un legame tra i due che si è progressivamente allentato lasciando spazio a conversazioni prive di nerbo ed interesse.
È un aspetto questo che Milo Ventimiglia riesce a trasmettere in maniera superba allo spettatore: l’uomo è affranto dalla perdita dalla madre (nonostante lo sfogo arrivi effettivamente a conclusione dell’episodio) soprattutto per non essere stato in grado di mantenere i contatti e permettere alla donna di far parte a tutti gli effetti della sua vita di adulto e di padre. Jack si colpevolizza di ciò, salvo poi, sotto effetti dell’alcool, cercare di addossare la colpa di tutto a Stanley chiamandolo in piena notte ed informandolo in maniera brusca della morte di Marilyn.
Il confronto padre-figlio è rapido, privo di emozioni nonostante il tentativo di empatia da parte di Stanley, bloccato dallo stato alterato di Jack.

“I did my best to forget everything about that house. But there…there were so many little details. Uh…Heavy footsteps. Cracking of a beer. The creak of an armchair. I don’t know if she was ever able to forget any of the details of that house, but I do know she filled up her life with new ones. Ones worth remembering. A dish of chocolates. A… basket of yarn. A cat that keeps coming back.”

L’ELOGIO FUNEBRE


L’aspetto più coinvolgente e toccante dell’episodio è sicuramente l’elogio funebre di Jack per la madre.
Jack in Ohio si è ritrovato da solo perché fare un viaggio del genere con tre bambini sovraccarichi di energie non sarebbe stato sicuramente un viaggio semplice. Rebecca e The Three sono quindi rimasti a casa. Jack accusa però questa assenza per tutta la puntata, privato della propria personale spalla ed ancora.
Non è un caso quindi che il primo momento ci apparente serenità avvenga nel preciso istante in cui dalla porta della chiesa compaiono i Pearson inattesi, Rebecca, Kate, Randall e Kevin. Una sorpresa che tocca nel profondo Jack tanto da dargli quel carico di energia e motivazione per regalare alla madre (e al pubblico) un elogio funebre toccante e struggente.
Si tratta di un addio affranto in cui il figlio ammette la propria colpa per la rarità dei contatti avuti in passato, ma soprattutto ricorda la madre per la sua vigorosità ed energia.
Arrivati a sera, poi, Jack dopo giornate passate e gestite come un perfetto automa, realizza quanto effettivamente avvenuto e in preda ad una vera e propria crisi scoppia in lacrime dopo essersi rivolto a Rebecca dicendo: “I don’t have a mom anymore”.

“There are four people here today. My wife. My children. Her grandchildren. They gave me a new home. And Debby, Mike…and everyone here today. You gave that to her. As her son, I am very grateful to you all. Thank you. Okay, Ma. Don’t let me keep you.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Milo Ventimiglia, Jack Pearson e l’intero episodio
  • Assolutamente nulla

 

Un episodio filler con i fiocchi, c’è veramente ben poco altro da aggiungere.

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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