Why Women Kill continua la scia di ottimi episodi di questa seconda stagione, con lo stile inconfondibile di Marc Cherry che la fa da padrone.
Non si tratta solo dell’ambientazione dei sobborghi americani fatti di villette con giardini curati e bianche staccionate, ma anche dei modi paradossali e ridicoli con cui i protagonisti riescono a risolvere situazioni compromettenti, con tanto di voce fuori campo a dar adito ai loro pensieri in apertura e chiusura di episodio. Per lo spettatore è impossibile non pensare a Desperate Housewives e, nello specifico di questo quarto episodio, sarà stato lo stesso anche per gli attori, visto che la regia è stata curata da Eva Longoria, tra le casalinghe più amate del longevo show che ha consacrato Marc Cherry.
ALMA E RITA
Sapere che dietro la macchina da presa dell’episodio si cela la Gabrielle Solis di Desperate Housewives può portare i nostalgici di Wisteria Lane ad intravedere un’influenza della stessa nei personaggi di Why Women Kill. Ad esempio nelle parole che Rita Castillo rivolge a Alma Wilkins:
“I admire women who try to remake themselves. Reject the hand they were dealt, become someone new. Smarter, prettier, stronger. When women like us do it well enough, no one can imagine we were ever anyone else.”
Le due donne non potrebbero essere più diverse esteriormente ma sembrano avere molto in comune se si parla di carattere, anzi ognuna ha qualcosa da poter insegnare all’altra. L’interazione tra Lana Parilla e Allison Tolman apporta il giusto brio alle vicende delle due protagoniste. Il piacere di vederle diventare quasi amiche svanisce troppo in fretta però e, già con il finale di episodio e la consapevolezza di Rita riguardo il legame di Alma con la donna con cui è stata tradita, fa presagire scontri futuri interessanti.
ALMA E DEE
L’ignara Dee, intanto, prosegue la (scontata) love story con l’investigatore e si trova pure invischiata in una rissa da cui esce quasi vincente. Sebbene la sua storyline sia indubbiamente la più debole, mette in luce un personaggio forte e intraprendente, quasi moderno anche per i tempi attuali e che, quindi, lo è ancora di più se inserito nel contesto di un sobborgo degli anni ’50. L’impressione è che la scrittura del personaggio sia un po’ troppo seria e manchi della verve comica di cui sono intrisi gli altri protagonisti, uno su tutti sua madre. Il confronto madre-figlia risulta ancora impari. Mentre Dee non riesce a farsi strada nel pubblico di Why Women Kill – e le premesse non lasciano sperare in vista di un cambiamento – Alma lo ha già conquistato con un mix irresistibile di goffaggine e determinazione. La stessa determinazione che l’ha portata a intraprendere il cambiamento per diventare la donna che vuole essere.
“She wanted so much out of life. Others convinced her that she wasn’t worthy. So she told herself to be happy with the scraps that were thrown her way. She gobbled them up with gratitude. One day she realized that she deserved more. […] Bertie, help me be the woman I want to be. Let’s bury the old Alma.”
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Un altro ottimo episodio per Why Women Kill. Marc Cherry sfodera ancora una volta le sue armi per costruire una storia di donne, amore, passione e vendetta, senza dimenticare la leggerezza nella comicità surreale delle situazioni in cui i personaggi si inseriscono. Imperdibile per gli amanti del genere.
