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Why Women Kill 2×05 – They Made Me A KillerTEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione 2x05 Why Women Kill L’interazione della coppia Alma e Bertie aveva dato ottimi frutti già a partire dal terzo episodio. Mentre si è avuta già occasione di conoscere meglio Alma, il personaggio di Bertie è stato finora trattato come un personaggio di accompagnamento, semplicemente il marito della protagonista (quasi a voler sovvertire le caratteristiche dei due personaggi all’interno della storia dove Alma è conosciuta solo come moglie del buon veterinario).
In questo quarto episodio si scopre il passato traumatico di Bertie che l’ha portato a diventare il serial killer che è ora ma, anche, l’unica altra persona consapevole di questo oltre alla moglie: il buon vecchio reverendo Keegan, interpretato da Dakin Matthews (specializzato in prelati e affini visto che aveva già interpretato il confessore di Bree Van De Kamp/Hodge in Desperate Housewives). Ovviamente, dal confronto con il prete in pensione emerge un siparietto simpatico, soprattutto quando si apprende che Bertram avrebbe coltivato il suo “hobby” – come lo definisce la moglie – sulla base delle parole di conforto che il prete gli aveva riservato quando aveva solo sei anni. Sarà interessante vedere come verrà preso alla lettera il nuovo consiglio di seguire i dettami della moglie, ritenuta molto più coscienziosa di lui, quando proprio l’attività da serial killer del marito sembra ispirare Alma per attuare la vendetta contro Rita.

MACCHINAZIONI E VENDETTE


Come emerso nel precedente episodio, Rita e Alma non sono così diverse come si potrebbe credere. Entrambe dimostrano una certa ingegnosità nell’articolare piani che per la maggior parte appaiono abbastanza ridicoli (Alma che crede di ricattare Rita con un banale segreto o Rita che crede di liberarsi di marito e figlia ingannando quest’ultima con la storiella con Scooter). Per il momento a spuntarla è Rita che, come una Blair Waldorf degli anni ’50, ha molta più esperienza di macchinazioni e sotterfugi della nuova arrivata. Ciò non toglie che la paffuta Alma potrebbe rivelare degli assi nella manica interessanti grazie proprio a quell’altrettanto paffuto e apparentemente innocuo marito. L’apparente riuscita del piano di far avvicinare Scooter e Catherine sembra invece un po’ forzata e scontata, tanto più che Carlo sembra aggrapparsi alla vita con le unghie e con i denti pur di non darla vinta alla moglie.

UNA STORYLINE PARALLELA


La storyline di Dee e Vern procede come tutti si aspettavano. L’intraprendente e determinata Dee riesce ad ottenere l’intimità con l’uomo nonostante la sua reticenza per via delle ferite. Le loro vicende continuano a non essere particolarmente interessanti e, anzi, sembrano totalmente parallele a quello che succede tra i veri protagonisti. Per il momento, infatti, non si intravede nessun collegamento tra il loro rapporto e la diatriba Alma-Rita o l’ossessione di Bertram che, già molto valida anche a sé stante, sembra che troverà maggior forza con il suo sfruttamento da parte di Alma.
Sia l’episodio dell’aggressione nella puntata precedente, sia questa reiterata problematica della guerra e dell’aspetto fisico di Vern, sembrano scollegate tra loro e dal resto delle vicende. Che fine ha fatto l’aggressore? Tornerà ad attaccarli? Ora che l’investigatore ha trovato una persona di cui fidarsi tutti i problemi psicologici che gli hanno impedito di frequentare una donna per anni sono svaniti? La loro interazione sarà solo uno sviluppo del sentimento d’amore o avrà dei risvolti più accattivanti?

1950 o 2050?


Restando in tema “Dee” non si può non notare con un po’ di disappunto come certi temi vengano trattati da Why Women Kill come se la serie fosse ambientata nel nostro tempo.
Il fatto che una donna single potesse permettersi una condotta sentimental-sessuale così disinibita senza essere tacciata di “donna dai facili costumi” sembra irrealistico se si pensa al tipo di società che vigeva negli anni ’50. Cherry non sembra preoccuparsene, anzi, in un’operazione che potrebbe richiamare quella di Shonda Rhymes in Bridgerton, sembra voler intenzionalmente traslare le abitudini di una società moderna (l’autodeterminazione femminile, la possibilità di una vita al di fuori degli schemi prefissati) in un’epoca passata. La stessa indifferenza con cui Alma apprende che la figlia sta avendo una relazione con un ragazzo che nel frattempo è amante di una donna più grande sembrerebbe fin troppo moderna anche per la società attuale, stonando con il carattere più mite e tradizionale del suo personaggio.
Senza indugiare in digressioni sulla tanto chiacchierata cancel culture, in questa sede si porrà l’attenzione solo sul rischio di questo tipo di operazioni: che si perda parte del fascino di ambientare una storia in un’epoca passata che ha sempre il pregio di ammaliare gli appassionati che guardano un determinato show anche per perdersi in essa, al di là dei retaggi positivi o negativi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Approfondimento del passato di Bertram
  • Confronto Rita – Alma
  • Irrealistica mentalità moderna dei personaggi su temi come quello sessuale
  • Dee e Vern: una storyline parallela

 

Il quinto episodio di Why Women Kill appare più debole dei precedenti indugiando leggermente troppo negli aspetti negativi dello show. Una leggerissima battuta d’arresto che sarà facilmente recuperata da Cherry and Co.

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