È un compito arduo per qualsiasi serie, specialmente per un fenomeno globale come Mercoledì, mantenere lo slancio dopo una prima stagione che ha superato ogni aspettativa.
L’atmosfera gotica, l’interpretazione magnetica di Jenna Ortega e l’abile regia di Tim Burton avevano, infatti, creato un mix irresistibile, catapultando Mercoledì nell’olimpo delle serie tv più viste su Netflix. Ora, con i primi quattro episodi disponibili su Netflix il 6 agosto, la domanda che pubblico e critica si pongono è: il fascino macabro di Nevermore regge ancora?
I numeri sembrano dare una risposta affermativa a questa domanda, in quanto, la serie ha debuttato con più di 50 milioni di visualizzazioni nei primi cinque giorni di streaming, dati in linea con la prima stagione uscita a novembre 2022.
Il RITORNO A NEVERMORE: PIÙ ENIGMI E MENO LOVE STORY
Questa recensione della prima parte della seconda stagione non può che partire dalla trama. Dalle prime battute è chiaro che la produzione abbia ascoltato il pubblico, o meglio, una parte di esso. L’elemento sovrannaturale e il mistero sono amplificati, con una minaccia che sembra più profonda e radicata nella storia di Nevermore. La sceneggiatura si concentra meno sulle dinamiche adolescenziali e triangoli amorosi vari, preferendo immergersi nel cuore pulsante dell’universo Addams.
Dopo le accuse di violenza sessuale ai danni di Percy Hynes White (accuse che, almeno per il momento, sono state ritirate), il personaggio di Xavier, infatti, è stato fatto sparire, così da permettere a Netflix di discostarsi da questa grave situazione.
La mancanza di un personaggio come Xavier si sente, ma tutto questo è funzionale nel dare più spessore e importanza alla trama principale, senza perdersi in chiacchiere e teen drama. Mercoledì è molto più sicura di sé e padroneggia la scena con battute taglienti e sguardi volutamente inespressivi.
Ciononostante, anche i romantici più incalliti vengono accontentati con alcune sequenze create con maestria e tensione tra Mercoledì e il redivivo Tyler/Hyde (Hunter Doohan) che fa sempre la sua figura a torso nudo.
VECCHI E NUOVI PERSONAGGI
Una novità di questa seconda stagione è, inoltre, la promozione a series regular di Catherine Zeta-Jones e Luis Guzmán, che vestono i panni di Morticia e Gomez, genitori di Mercoledì.
Purtroppo la loro presenza non buca lo schermo come si vorrebbe, soprattutto Gomez relegato quasi al ruolo di macchietta. La Zeta-Jones ha sicuramente più screen-time, anche per via del burrascoso rapporto con la figlia, ma, per ora, la sua interpretazione rimane costretta dentro i soliti stilemi.
Come se non bastasse, gli autori infilano a forza una sottotrama dedicata a Pugsley Addams e al suo nuovo amico zombie che non convince del tutto, se non per una magnifica sequenza animata in puro stile Tim Burton.
L’istrionico Steve Buscemi sostituisce Gwendoline Christie nel ruolo del preside e il suo personaggio risulta ambiguo e intrigante, soprattutto per via della mimica facciale di Buscemi. Anche Johanna Lumley entra nel cast come nonna di Mercoledì, l’unica in grado di suscitare un briciolo di emozione e ammirazione nella nipote.
Per quanto riguarda i giovani attori, dispiace constatare che la licantropo tutto pepe, Enid (Emma Myers) appaia sottotono rispetto alla prima stagione, cedendo quasi il posto all’inquietante stalker di Mercoledì, l’invisibile Agnes de Mille.
LA PERFORMANCE DI JENNA ORTEGA E LA SPLENDIDA COLONNA SONORA
La forza della serie rimane, senza dubbio, la sua estetica. La fotografia continua a essere un capolavoro di toni cupi e Nevermore si espande, rivelando nuovi angoli e segreti che stimolano l’immaginazione. I costumi sono impeccabili e la colonna sonora di Mercoledì si conferma uno dei punti di forza.
Sebbene non vi sia un nuovo tormentone virale, l’uso di brani iconici rivisitati in chiave orchestrale, con il violoncello e il pianoforte che rielaborano successi dei REM e dei Cranberries, è una scelta geniale. Questa rilettura musicale aggiunge un’ulteriore sfumatura gotica e malinconica, fondendosi perfettamente con le atmosfere della serie.
E poi c’è Jenna Ortega. La sua performance è ancora una volta il cuore pulsante e l’àncora della serie. Il suo sguardo impassibile, la sua dizione affilata come un coltello e il suo linguaggio del corpo perfettamente calibrato sono l’anima di Mercoledì. Ortega riesce a trasmettere un’incredibile gamma di emozioni (o la loro totale assenza) con un semplice movimento del sopracciglio, dimostrando una padronanza del personaggio che va ben oltre la sua giovane età. La sua Mercoledì è più determinata, più cinica e, inaspettatamente, più vulnerabile in certi momenti.
UN PRELUDIO CHE AUMENTA L’ATTESA
Come detto precedentemente, questa seconda stagione inizia con un tono più oscuro e un’atmosfera da true crime, come richiesto da Jenna Ortega, che ha voluto un character meno romantico e più da detective.
Il villain è rappresentato da un’enigmatica figura incappucciata, soprannominata “Aviario”, che controlla uno stormo di corvi assassini e commette svariati omicidi, sui quali indaga Mercoledì, aiutata da zio Fester e Agnes.
La caccia all’Aviario porta Mercoledì nei sotterranei di Willow Hill, il manicomio dove è rinchiuso Tyler. Qui, Mercoledì scopre un programma segreto (L.O.I.S.) in grado di estrarre i poteri dagli emarginati e trasferirli ai normali.
Nonostante questa buona premessa, a volte si ha la sensazione che gli autori abbiano voluto mettere troppa carne al fuoco, inserendo sottotrame che non sempre si integrano alla perfezione. Una tra tutte è quella dedicata a Bianca Barclay e sua mamma, delle quali non frega nulla a nessuno.
La scelta di Netflix di dividere la stagione in due parti (6 agosto e 3 settembre), inoltre, potrebbe spezzare il ritmo della narrazione. Questo rende i primi quattro episodi quasi un preludio che aumenta l’attesa, ma potrebbe risultare frustrante per alcuni spettatori.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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Tutto sommato questi primi quattro episodi riescono a mantenere alta l’asticella della qualità della serie, anzi, forse l’atmosfera più da murder mystery riuscirà a conquistare anche una fetta più matura del pubblico. Ora si aspetta il 3 settembre per la resa dei conti e il cameo di Lady Gaga.
