Grey’s Anatomy 22×08 – Heavy On MeTEMPO DI LETTURA 4 min

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Il titolo dell’episodio “Heavy On Me”, che evoca il peso emotivo, morale e fisico che i protagonisti si trascinano dietro, è appropriato: l’episodio cerca di intrecciare i consueti casi medici di puntata con conflitti interiori radicati. L’idea sarebbe quella di mettere in scena sia la fragilità che la resilienza dei membri del Grey Sloan Memorial Hospital. La problematica principale, tuttavia, è che alcune dinamiche risultano per ovvi motivi di annosità del prodotto, già viste: Jo deve superare il trauma del parto e riavvicinarsi al lavoro; Winston e Jules si stanno evidentemente rincorrendo sentimentalmente; Simone e Lucas in una stranissima dinamica di amicizia; Owen che cerca di farsi strada nel campo medico dopo i successi di Teddy; Richard che deve affrontare la propria diagnosi.

RICHARD E UN CAMBIAMENTO REPENTINO, FORSE TROPPO


Al centro della puntata c’è il dramma personale di Richard, che si confronta con la decisione più difficile della sua vita professionale e personale: come affrontare il suo recente cancro alla prostata. Dopo settimane di evitamento e di lotta interiore, Richard si trova faccia a faccia con la necessità di prendere una scelta che potrebbe cambiare irrevocabilmente la sua carriera. A spingerlo verso una scelta decisiva è l’incontro con la dottoressa Kaplan, un urologo di livello che convive con la sclerosi multipla: si tratta di un punto di vista che permette al personaggio di Richard di accettare questa sua nuova “fase” e lotta, combattendo e reinventandosi. Si tratta questo dell’arco narrativo più convincente dell’episodio, proprio perché prende in esame paure e dubbi più che legittimi di uno dei pochissimi personaggi presenti fin dall’inizio. L’unico lato negativo è la rapidità con cui tutto viene fatto accadere: l’evoluzione e il cambiamento di idea di Richard è repentino ed avviene in meno di 40 minuti di puntata. Occorre capire cosa gli sceneggiatori abbiano in mente per questa stagione e per Richard stesso, a questo punto.

ECCESSIVO HUMOR?


Parallelamente ad un arco narrativo introspettivo, Grey’s Anatomy costruisce anche due casi medici. Il primo votato alla drammaticità (l’asportazione di un tumore benigno che comprime polmoni e cuore di una paziente), il secondo votato meno al lato medicale quanto piuttosto a quello humor e alla commedia degli equivoci. Questi ultimi elementi cardine dello show da sempre, senza ombra di dubbio, ma dosati qui in maniera abbastanza imbarazzante. Oppure pesa anche in questo caso la longevità dello show e qualcosa che poteva funzionare oltre venti anni fa, ripresentato oggi non ha la stessa identica forza. Purtroppo.

MOMENTO LACRIME E MOMENTI DI IMBARAZZO


Sul versante introspezione, come appuntato all’inizio della recensione, c’è spazio anche per Jo, svegliatasi nel finire del precedente episodio e in fase di recupero. Per coprire alcuni minuti lo show dedica le consuete sequenze di pianto e di abbracci, giusto per rafforzare il legame di Link-Jo con il pubblico pagante. Niente di più.
Accantonata la lacrimuccia facile, occorre segnalare la gestione di Jules e Winston che hanno davanti a loro due uniche strade: o riuscire a ritrovarsi e stare insieme (alla Derek e Meredith) o finire tragicamente nel dolore (alla Mark e Lexie). Non si intravedono all’orizzonte altre possibilità: la lungaggine con cui la trama sta arrivando ad un loro rapporto affettivo vero e proprio oltre ad essere snervante risulta qualcosa di già visto e di conseguenza pedante nella visione. Saranno gli avvenimenti del finale di stagione a decretare cosa accadrà alla coppia, evidentemente.
Simone e Lucas sembrano intenzionati ad ottenere il premio di personaggi peggio scritti all’interno dello show, rubando il primato a Teddy e Owen. Dopo un tira e molla durato un numero esagerato di episodi, ora l’idea sarebbe quella di gettarli in un rapporto di forte amicizia con Simone interessata a Wes e Lucas, invece, vicino a seguire le orme di Izzie con Denny Duquette. Il problema sorge quando i due si confidano tra di loro…mentre pochi episodi prima parlavano di andare a convivere insieme e del loro amore reciproco. Insomma, un’evoluzione repentina, esagerata e sicuramente di dubbio gusto. Anche per questa sottotrama occorrerà valutare sul lungo periodo, ma per ora non convince per nulla. Fermo restando che, piuttosto di restare al consueto tira e molla tra i due, meglio qualcosa di più audace e diverso. Magari scritto in maniera differente però.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Richard
  • Caso medico di Miranda e Owen
  • Jules-Winston
  • Momento lacrime e abbracci per Jo e Link
  • Lo stranissimo rapporto tra Simone e Lucas

 

In conclusione, “Heavy on Me” è un episodio che ambisce a molto ma non sempre riesce a centrare i propri obiettivi. Le componenti individuali (l’introspezione di Richard, il caso medico di Bailey e Owen) contengono spunti interessanti e profondi, ma l’insieme soffre di un equilibrio narrativo incerto e di un ritmo che alterna efficacia a passaggi dispersivi o meri riempitivi (Jo e Link; Jules e Winston; Lucas e Simone).
Meredith resta lontano dai riflettori, ma si ha sempre e comunque la certezza di guardare il (buon) vecchio Grey’s Anatomy. Sia nel bene, ma soprattutto nel male.

 

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Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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