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American Crime Story: Impeachment 3×02 – The President Kissed MeTEMPO DI LETTURA 4 min

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American Crime Story 3x02 recensioneAmerican Crime Story: Impeachment non è sicuramente la storia di gossip e scandalo che tutti si aspettavano. Il cosiddetto Sexgate che ha travolto il Presidente Bill Clinton durante il suo secondo mandato, ha tenuto banco per mesi e mesi, attirando i riflettori di tutto il mondo.
Nel 1998 non c’era, infatti, nessuno che non conoscesse la vicenda di Monica Lewinsky e del suo famosissimo abito macchiato. Una storia fatta di sesso, tradimenti, bugie e scalpore, ma che, a quanto pare, era molto di più.

UNA STORIA DI DONNE FERITE E MANIPOLATE


Come già detto nella recensione del pilot, il punto di vista scelto per raccontare la vicenda, potrebbe risultare destabilizzante. La protagonista assoluta, infatti, non è Monica Lewinsky e la sua relazione con il Presidente Clinton, bensì Linda Tripp. Salita alla ribalta come la “talpa nel caso Clinton-Lewinsky“, la Tripp viene presentata agli spettatori come una donna che avrebbe fatto di tutto per il suo lavoro. Felice e appagata nel lavorare come segretaria per il Consigliere della Casa Bianca, quando i suoi servizi e la sua presenza non furono più necessari, Linda decise di vendicarsi.
Relegata agli Affari Pubblici del Pentagono, la Tripp strinse amicizia proprio con Monica Lewinsky, spedita anche lei in quegli uffici per allontanarla da Clinton. Se da un lato l’amicizia da parte di Monica era vera e sincera, la stessa cosa non poteva dirsi per l’ex segretaria. Linda, infatti, si avvicina alla Lewinsky solo per vendicarsi di chi l’avesse tradita ed abbandonata. Da vittima, dunque, si trasforma in carnefice e decide di sacrificare l’agnellino Monica, ingenua, innamorata e, pertanto, molto fragile.
Le due donne, nonostante le palesi differenze, hanno anche molto in comune: entrambe ferite, non valorizzate e manipolate come fossero pedine, da un potere (maschile) più forte di loro.

SARAH PAULSON UBER ALLES


Sarah Paulson è, senza ombra di dubbio, la stella che brilla più di tutte nel firmamento di questa terza stagione. La sua trasformazione in Linda Tripp è impressionante e quasi si fa fatica a riconoscere la musa di Ryan Murphy, sotto le imbottiture, il trucco e la parrucca bionda cotonata.
La Paulson aveva ampiamente dimostrato di potersi calare in qualsiasi veste, già nella prima stagione di American Crime Story, dove aveva interpretato l’avvocato Marcia Clark, ma è in questo terzo ciclo che si evince la sua bravura e versatilità.
Un lavoro sicuramente certosino da parte della Paulson, nel ricercare e studiare il personaggio di Linda Tripp in ogni minimo dettaglio e regalarci una interpretazione da Golden Globe.
Il risultato è una figura ambigua, la quale suscita empatia e disprezzo allo stesso tempo: il fine del piano messo in atto dalla Tripp è giustificato e comprensibile, i mezzi un po’ meno.

AH, CLINTON…VECCHIO VOLPONE!


Diciamo le cose come stanno: il personaggio di Bill Clinton non ne esce bene da tutta questa faccenda. D’altronde, come potrebbe essere altrimenti? Clinton viene dipinto come un playboy che non si faceva scrupoli ad usare la sua posizione per ammaliare le donne e provarci con loro. Basti pensare all’altro scandalo sessuale tra Clinton e Paula Jones, presentato come storyline parallela e alternata alla vicenda principale. Anche in questo caso, Paula Jones è la vittima di un sistema ignobile, che considera le donne come meri oggetti del desiderio, da sfruttare ed usare a piacimento. Un argomento ancora attuale e che, purtroppo, non sarà mai anacronistico, tenendo conto del peso sociale e culturale del movimento del Me Too.
Il complotto ordito da Linda Tripp e coadiuvato dai repubblicani detrattori di Clinton, non mirava, comunque, a distruggere questo sistema, ma bensì a ribaltare la situazione politica statunitense e portare all’elezione di un nuovo Presidente. Il gioco della politica, dunque, sovrasta ancora una volta il lato umano, non guardando in faccia a nessuno e mietendo vittime lungo il suo cammino. Monica Lewinsky in primis.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Sarah Paulson irriconoscibile e magistrale
  • Un punto di vista diverso
  • Linda, Paula e Monica: donne ferite e manipolate
  • Casting azzeccato
  • In alcuni punti è presente una leggera lentezza narrativa

 

La seconda puntata conferma l’ottima qualità dello show e Sarah Paulson continua a brillare di luce propria. Un inizio di stagione diverso dal solito, dove gli autori scelgono di non focalizzarsi sul gossip e sullo scandalo in sé, ma offrono allo spettatore una storia di complotti e vendetta.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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