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Mayans MC 4×04 – A Crow Flew ByTEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione Mayans MC 4x04 Dopo l’allontanamento forzato da FX di Kurt Sutter avvenuto nel 2019, che costrinse il creatore di Sons Of Anarchy a passare definitivamente le redini al co-ideatore Elgin James, lo spin-off made in Santo Padre subì un netto e repentino cambio di stile che ancora lascia pesanti strascichi su quella che attualmente pare soltanto l’ombra del Mayans MC mostrato al pubblico nelle prime due stagioni.
A voler essere onesti, non ci si è mai trovati di fronte ad un capolavoro degno di reggere il confronto con l’opera madre, ma quantomeno nelle prime due stagioni lo stile inconfondibile di Sutter aveva permesso allo show di camminare sulle proprie gambe, scongiurando il pericolo di un perenne confronto – prevedibilmente in negativo – con l’epopea di Jax Teller e compagni.
Allo stato attuale delle cose, invece, lo show risulta quasi completamente svuotato da quel carisma faticosamente guadagnato nei primi due anni di messa in onda, lasciando al suo pubblico un guscio vuoto fatto perlopiù di drammi da telenovela, violenza sempre indiscriminata ma spesso fine a se stessa e nomi altisonanti – nella scorsa puntata Happy, in questa Chibs – di personaggi che però, almeno per il momento, continuano a rimanere off screen. Un puro e semplice specchietto per allodole che non aiuta in nessun modo le trame prive di mordente (e in questo caso specifico anche un po’ fini a se stesse) che accompagnano praticamente tutti i personaggi della serie.

SUORE, ADDOMINALI E MURETTI DI GUANO


Torna Danny Pino, aka Miguel Galindo, precipitato dalle stelle alle stalle e ora costretto a tagliar legna e tirar su muretti fatti di guano e pietroni raccolti per strada nel convento della zia in cambio d’ospitalità. Un segmento di trama inizialmente intrigante, più che altro per quanto riguarda la situazione “Galindo latitante“, ma che piano piano tende a deteriorarsi passando da momenti di intensa giocoleria con le pietre fino ad arrivare al “momento clou” dell’arrivo dei cattivoni di turno sventato dall’intervento di zia Galindo e dalla sua tunica speciale che conferisce un bonus di +100 a Carisma ed Eloquenza.
La situazione all’interno del club, invece, è pressoché la stessa. La puntata indugia molto sulle storie personali di personaggi fin troppo secondari, come le relazioni romantiche di Creeper o le zuffe domestiche degli amici di Gilly, buttando via minutaggio prezioso e accennando appena le storyline di altri personaggi decisamente più centrali come papà Reyes e Coco (ma forse è meglio così) o perfino degli stessi fratelli Reyes. C’è perfino posto per assistere al degrado di Bishop, che prima prende le botte da Ez (momento più soddisfacente dell’intero episodio), poi passa ad altre botte di tutt’altra entità e infine finisce chiappe all’aria a montare la sua amica alcolista di cui nessuno sicuramente ricorda il nome. Un bel quadretto probabilmente volto a mostrare, ancora una volta, la totale mancanza di leadership del personaggio, oltre che la sua incommensurabile inutilità.

TRE MINUTI DI MODERATE EMOZIONI


Dopo ben 43 minuti di quasi totale inutilità, tra suore over power, addominali al vento e il solito piacere nel vedere Bishop umiliato dai suoi stessi creatori, la puntata si sveglia e, negli ultimi tre minuti, mette in scena non una ma ben due sequenze diverse, entrambe finalmente legate ad un’effettiva progressione narrativa. Prima abbiamo Ez intento a scavalcare la gerarchia rivolgendosi direttamente all’unico altro character, Alvarez, con il quale è possibile avere una conversazione civile o che non implichi necessariamente la trattazione di temi culturalmente elevati quali moto, droga, armi o figa.
Una conversazione riguardante la reintroduzione di una clausola oramai abolita e chiamata kill-switch, in grado di destituire il Presidente se votato all’unanimità da tutti i membri del charter, e che sembra apparentemente volgere per il meglio. Un ottimo spunto in grado di creare ulteriori fratture all’interno del club e che, combinato con la green light data da Chibs al piano di eliminazione dei Mayans, non può far altro che annunciare l’imminente scoppio di una guerra tra bande.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’osceno muretto di Galindo che sua zia non si osa a dirgli che fa proprio schifo
  • Zia Galindo e la sua tunica speciale
  • Ez che tira un cazzotto in faccia a Bishop
  • L’umiliazione generale di Bishop
  • Ez che va da Alvarez per reintrodurre la regola della kill- switch clause
  • Il via libera di Chibs all’eliminazione dei Mayans
  • Gran parte del minutaggio buttato via impunemente per seguire trame secondarie dal valore dubbio
  • Un generico senso di insoddisfazione dovuto ad un generale stallo narrativo
  • Tre minuti di puntata, quelli finali, unico momento interessante dell’episodio
  • Il tocco di Sutter è oramai sparito del tutto e pronunciare ogni tanto i nomi dei Sons così a caso non risolverà certo il problema

 

Episodio abbastanza fiacco e che dà il meglio di sé negli ultimi tre minuti. Storyline un po’ random buttate nella mischia e sviluppo dei personaggi molto incerto. Insomma, un episodio piuttosto dimenticabile che si salva dalla zona rossa soltanto a causa del sopracitato bonus a Carisma ed Eloquenza di zia Galindo, che quindi porta il voto ad un comunque molto triste Slap.

 

 

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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