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Mayans MC 4×06 – When I Die, I Want Your Hands On My EyesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione Mayans MC 4x06Mayans MC continua la sua inesorabile discesa nell’abisso, regalando al pubblico l’ennesimo episodio lento e triste con annessa svolta finale negli ultimi cinque minuti.
Comunque due minuti buoni in più rispetto ai dignitosi tre di effettivo storytelling in “A Crow Flew By
Riprendendo da dove “Death Of The Virgin” si era interrotto, questo sesto episodio riparte con la conferma del Padrino della morte di Coco, evento che scatena un’ondata di rabbia e dolore che travolge in pieno i membri del club, scaldando così gli animi in attesa di questa guerra tra charter prima annunciata e ora ufficialmente confermata.
L’episodio si muove quasi a tentoni, reiterando concetti e dinamiche con la scusa di dare uno sguardo ai vari punti di vista dei personaggi, e perdendo poi ulteriore tempo inserendo lunghi silenzi nel corso delle varie scene tristi presenti all’interno dell’episodio – si parla di 45 minuti buoni di intensa tristezza – relegando tutto ciò che c’è di interessante negli ultimi attimi della puntata.
L’ennesimo episodio attendista in una stagione che finora potrebbe essere quasi definita di transizione. Non male come decisione, se si pensa che finora lo spettatore è già in credito di sei ore di vita, buttate via per sempre soltanto per seguire in diretta il tracollo inesorabile di uno show che oramai rappresenta soltanto l’ombra di ciò che è stato nelle prime due stagioni sotto la direzione Sutter.
D’altra parte, però, un’ottima alternativa per tutti gli amanti della telenovela.

AH, MA QUINDI TRA UN PO’ LA STAGIONE È FINITA…


L’episodio riprende all’indomani della morte di Coco e si concentra prevalentemente sulla disamina delle emozioni dei vari membri del club e in generale di tutte le persone che avevano un legame con il character di Richard Cabral. I ritmi calano drasticamente, i momenti di silenziosa riflessione aumentano a dismisura e l’introspezione prende il sopravvento, condita poi dal giusto numero di traumi familiari.
Una combinazione di fattori quantomeno azzardata se si pensa che mancano soltanto quattro puntate al termine di questa stagione e in pratica nulla di rilevante è avvenuto fatta eccezione per il cliffhanger del precedente episodio. Ora la conclusione di questo quarto arco narrativo dovrà obbligatoriamente portare in scena la guerra tra Mayans e Sons Of Anarchy, e per ritirare su le sorti di una stagione ormai condannata al Kill The All occorrerà confezionare una chiusura coi fiocchi. Eventualità molto improbabile al netto di quanto visto finora e, tristemente, anche ultima speranza per poter dimostrare a se stessi che le ore passate a seguire le “emozionanti” vicende del club di Santo Padre non sono state proprio del tutto buttate nel cesso.

È MEGLIO MALE


Come se non bastasse, a rincarare la dose, si aggiunge la traumatica esperienza di Nails, che piano piano riesce a risucchiare lo spettatore in un abisso di tristezza ancor più profondo. Il bambino perso, Angel non pervenuto – e poi arrapato – e Reyes Senior in versione tenero vecchietto dolce e amorevole sono elementi che presi singolarmente potrebbero essere sottovalutati, ma che combinati riescono nell’intento di creare un’atmosfera di generale depressione che mai prima d’ora s’era vista all’interno del telefilm. L’impressione, però, è che la serie necessiti di un po’ d’azione per risollevarsi da questo stallo narrativo, e non ulteriore tristezza a palate ad appesantire ulteriormente l’esperienza di visione, già zavorrata da una scrittura non proprio eccellente.
Mayans MC però questo non lo sa, e allora continua ad aggiungere drama, in tutte le sue forme, arricchendo la già futile trama con ulteriori momenti telenovela piazzati qua e là (in primis il “momento di debolezza” di Angel) e marciando a sguardo basso fino ai tanto attesi cinque minuti finali. Oramai una sorta di schema ricorrente per lo show.
Ci sono alcune svolte interessanti, come il ruolo più centrale di Manny all’interno della storia, uno dei pochi character in grado di mostrare un briciolo di carisma, o il ritorno annunciato di Galindo, che pare tra l’altro abbastanza incazzato, o ancora la determinazione di Ez nel voler pareggiare i conti con i Sons e il suo scontro verbale col Padrino al tavolo dei Mayans. Qualcosa da salvare si trova sempre, il problema è che ogni volta bisogna cercare molto a fondo per trovarlo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Galindo pronto a tornare (probabilmente in mutande)
  • Gli ultimi cinque minuti della puntata e la determinazione di EZ
  • Tristezza a palate
  • Ritmi esageratamente lenti
  • Troppo spazio all’introspezione e pochissimo spazio all’azione
  • Mancano quattro puntate alla fine e continua a non succedere nulla

 

Una puntata sicuramente intensa, ma che riesce nell’impresa ardua di annoiare ancora di più delle precedenti. Si potrebbe tranquillamente sfoderare un bel Kill Them All, anche solo a fronte delle ore buttate a guardare il nulla, ma si opterà per un più giusto Burn così da spronare la serie a ritornare quantomeno al livello mostrato ad inizio stagione.

 

 

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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