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Nine Perfect Strangers 1×08 – Ever AfterTEMPO DI LETTURA 4 min

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Come tutte le storie drammatiche che finiscono quasi forzatamente con un “e vissero per sempre felici e contenti”, il finale di Nine Perfect Strangers è destinato a dividere gli animi. Recensirlo è però l’occasione perfetta per tirare le somme sull’intera serie.
A conti fatti, si può dire che Nine Perfect Strangers non abbia sicuramente lasciato la “legacy positiva” dell’altra celebre miniserie tratta da un romanzo di Liane Moriarty, Big Little Lies. Come evidenziato nella recensione del pilot, gli elementi in comune erano molti, su tutti il cast blasonato, a partire da Nicole Kidman. Se in Big Little Lies, l’attrice australiana era accompagnata da attrici del calibro di Reese Whiterspoon, Laura Dern e Meryl Streep, in Nine Perfect Strangers sono Melissa McCarthy, Bobby Cannavale, Michael Shannon, Luke Evans e Regina Hall a sostenere con le loro performance una trama sconclusionata. Se il doppio plot twist di Carmel (essere stata tradita dal marito con Masha e essere quella che le ha sparato) è stato all’altezza di un drama mistery, poco altro resta degno di nota nella seconda parte di stagione e in questo finale.

COME DELUDERE LE ASPETTATIVE


Al cast di livello si aggiunge l’atmosfera inquietante densa di misteri e segreti e l’ideazione a cura di David E. Kelley, il cui sodalizio con la Kidman è passato anche da The Undoing. La loro parabola artistica sembra essere, ahinoi, discendente. Nine Perfect Strangers, dopo le ottime premesse dei primi tre episodi e, forse, proprio a causa delle alte aspettative, smette di entusiasmare culminando in un finale inaspettato proprio per la sua scontatezza. Perché, se c’è qualcosa a cui il pubblico di prodotti seriali curati e con una solida produzione alle spalle si è ormai abituato, è non dare nulla per scontato sul percorso di personaggi e sulle loro storie.
È questa consapevolezza che accompagna lo spettatore guardingo mentre aspetta che si svelino i segreti e gli scopi di Masha, le nefandezze di cui si sono macchiati i personaggi o di quali possano potenzialmente macchiarsi nel momento in cui assumono sostanze psicotrope, e quali rischi ha questo protocollo così pericoloso da portare Delilah a scappare per chiamare la polizia. Tutte preoccupazioni fini a sé stesse, nel momento in cui si scopre che Tranquillum è esattamente quello che dice di essere: un posto per guarire dai problemi tramite la stimolazione di droghe allucinogene.

UNA TRAMA SCONCLUSIONATA


Prima ancora del lieto finale, è l’inganno del finto incendio per far provare agli ospiti l’esperienza di pre-morte a deludere le aspettative. Intanto non si capisce il collegamento tra il percorso vissuto dagli ospiti finora, tra droghe e pratiche che sembravano misteriose ma non lo erano, e il fine ultimo del percorso se questo è stato banalmente far credere di essere vicini alla morte per capire quali sono le cose importanti della vita. Per non parlare di come Masha sia arrivata totalmente in maniera casuale a radunare gli ospiti nella stanza. Infine, le conclusioni a cui questi arrivano sono quanto di più banale si possa concepire. Dal “voglio trovarmi un lavoro” a “voglio lasciarmi il passato alle spalle”.

COSA RESTA DI BUONO


Non è tutto da buttare, ovviamente. Nine Perfect Strangers ha mantenuto inalterato il comparto tecnico, dalla fotografia alla musica che creano un’atmosfera ansiogena e claustrofobica anche quando le scene non includono una piccola stanza chiusa. Le performance attoriali del cast unite alla capacità di suscitare un costante sentimento di attesa per ciò che sta per succedere, che sia il fatidico incontro con Zach o l’epilogo del viaggio dei protagonisti, è il pregio di questo show che permette di distogliere in parte lo sguardo dalla trama banale che c’è sotto.
L’incontro dei Marconi con Zach è sicuramente una scena potente e drammatica che lascia il segno nello spettatore, ma che non aggiunge moltissimo a quanto visto finora. Anche perché, insieme al ricongiungimento di Masha con la figlia, finisce per ottenere il tanto acclamato risultato di superamento del lutto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Performance attoriale del cast
  • Atmosfera ansiogena e claustrofobica
  • Ricongiungimento con i morti con effetto drammatico e lacrima assicurata
  • Finale divisivo, esageratamente positivo
  • Trama che si rivela banale a fronte di alte aspettative

 

Le aspettative elevate fanno di Nine Perfect Strangers una promessa mancata che, nonostante alcuni lati molto positivi, confeziona una chiusura a lieto fine che non aggiunge niente ad una serie che si è persa in una trama scontata e probabilmente in troppi episodi.

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