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Squid Game 1×06 – GganbuTEMPO DI LETTURA 6 min

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Squid Game 1x06 Recensione

“Nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive.”

“Gganbu” mette in scena il quarto gioco, probabilmente il più banale e semplice dal punto di vista del regolamento, eppure anche il più crudele e drammatico. Il gioco non ha un nome di per sé e in realtà anche il modo in cui può essere affrontato varia a seconda dei concorrenti. La vera difficoltà sta nell’identificare il proprio compagno in un nemico da battere.
In seguito al tiro alla fune, i concorrenti danno per scontato che formare delle coppie per il gioco successivo voglia dire giocare come alleati. L’episodio si prende dunque il suo tempo per mostrare le scelte dei vari personaggi: c’è chi sceglie il proprio compagno dal punto di vista meramente strategico, chi per affetto e chi per pietà.
In ogni caso, per quasi tutti i protagonisti il compagno rappresenta la persona a loro più vicina. Proprio per questo, il tono dell’episodio cambia drasticamente nel momento in cui le regole del gioco vengono rivelate e si scopre che i compagni di squadra dovranno affrontarsi a vicenda, condannando automaticamente il perdente alla morte.

DISPOSTO A TUTTO PUR DI VINCERE VIVERE


Una delle prime coppie a formarsi è quella di Sang-woo e Ali. I due hanno avuto modo di legare nel corso della serie, pur avendo due modi di pensare molto diversi.
Il primo si è sempre dimostrato un freddo calcolatore che vede nel prossimo un mezzo per raggiungere la vittoria più che un vero e proprio alleato. Ali, d’altra parte, rispetta e tiene veramente a Sang-woo, considerandolo un salvatore e un amico.
Mentre Ali sembra distrutto alla notizia di dover sfidare il compagno, Sang-woo non si scompone più di tanto e decide di procedere con il gioco. Probabilmente “Gganbu” è l’episodio che mostra per la prima volta i true colors di Sang-woo, un uomo disposto a tutto pur di sopravvivere e ottenere il denaro in palio.
Per Sang-woo l’unica cosa che conta è vincere e sopravvivere e lo dimostra ampiamente nel corso dell’episodio, dapprima esortando il compagno a giocare, poi accusandolo di barare nel momento in cui si trova in una posizione di svantaggio e infine implorandolo e convincendolo a risparmiargli la vita.
L’ultima risorsa di Sang-woo è proprio sfruttare il buon cuore e l’ingenuità di Ali per portarlo a rinunciare al gioco. Il tutto con la promessa di un inverosimile realtà in cui entrambi potranno salvarsi. Ovviamente è solo uno stratagemma per rubare le biglie di Ali e farlo allontanare, abbandonandolo così alla morte senza nemmeno una parola di commiato.
Questo comportamento da parte di Sang-woo apre a un interessante dibattito riguardo il contrasto tra morale e spirito di conservazione. In una condizione di scelta tra vita e morte è chiaro che gran parte degli individui sia disposta a tutto pur di sopravvivere, ma è possibile giustificare in questo modo qualcuno che sfrutta il buon cuore e l’affetto di un’altra persona a proprio vantaggio?

UNA RAGIONE PER VIVERE


Altra coppia su cui viene posto particolare focus è quella formata da Sae-byeok e Ji-yeong. Le due ragazze, già dai precedenti episodi, si sono rivelate molto affini, ma non hanno avuto modo di legare particolarmente. A questa mancanza però decide di sopperire “Gganbu”, che sfrutta lo screentime dedicato alle due per farle parlare e fornire dettagli riguardo il loro passato e la loro vita nel “mondo esterno”.
Mentre Sae-byeok ha un motivo per vincere, ovvero tornare da suo fratello e donargli un futuro più roseo, Ji-yeong rivela di essere sola al mondo e di essere tornata nel gioco solo perché non ha un altro posto in cui stare.

“I have nothing. You got a reason to get out of this place, but I don’t. I thought hard about what I’d do if I were the one who got out since you asked me earlier. No matter how hard I thought, though, I got nothing. The one who should have a reason to get back there… That’s what’s right.”

Il passato di Ji-yeong è probabilmente uno dei più tragici della serie, ma alla fine la ragazza accetta la morte e si arrende per concedere a Sae-byeok una chance di vittoria, esortandola a uscire e tornare da suo fratello.
Ji-yeong in generale è un personaggio che non ha avuto il tempo di essere approfondito e mostrato come gli altri protagonisti, eppure con un solo episodio riesce a toccare il cuore dello spettatore e a rendere il momento della sua morte una scena emotivamente dolorosa e difficile da digerire.

GGANBU


“Gganbu, come on, you know. It’s a good friend. One you trust a lot. You share things with them, you see?”

L’ultima coppia che è necessario trattare (e anche la più importante, che dà il titolo all’episodio) comprende il protagonista Gi-hun e il vecchio giocatore #001.
Questa è probabilmente la storyline che inizia con l’intento di coinvolgere maggiormente lo spettatore ma si rivela infine la più lenta nella narrazione. Gran parte del tempo a loro dedicato si perde infatti nel tentativo da parte di Gi-hun di convincere il vecchio a giocare quando questo mostra segni di demenza senile.
Una volta convinto, la paura di morire supera l’affetto e Gi-hun si ritrova a ingannare il vecchio per ottenere la vittoria.
Anche qui è interessante la dinamica per lo stesso motivo già esplicitato riguardo Sang-woo e Ali. Gi-hun ha dimostrato più volte, anche nel corso dello stesso episodio, di tenere al vecchio, aiutandolo quando i segni della malattia hanno avuto la meglio, o anche semplicemente scegliendolo come compagno pur di non lasciarlo solo. Eppure, quando c’è in gioco la vita, non esistono scrupoli di sorta e le priorità tornano ad essere vittoria e sopravvivenza.

“Does tricking your friend like that make sense to you? […] We are gganbu, aren’t we? Don’t you remember? When you and I swore that we were gganbu buddies. Gganbu always share everything with each other no matter what.”

Pur rivelando di aver solo finto di non capire la situazione e di essere dunque conscio di tutti gli inganni, il vecchio Il-nam cede comunque di sua spontanea volontà l’ultima biglia in suo possesso a Gi-hun che continua a considerare il suo “gganbu”.
Al contrario di Sang-woo, Gi-hun e Il-nam dimostrano di tenere veramente l’uno all’altro e di essere seriamente legati da un affetto sincero. Purtroppo quando solo una persona può sopravvivere, non c’è molto spazio per i sentimentalismi e questo “Gganbu” lo rende estremamente chiaro.
Il sesto episodio di Squid Game può essere definito il più tragico della serie e dimostra allo spettatore che i protagonisti non sono automaticamente salvi dalla morte solo perché tali.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La morte di Ali, la più crudele dell’episodio
  • L’addio e l’ultima volontà di Ji-yeong
  • Il sacrificio di Il-nam
  • Sang-woo e Gi-hun: la perdita della bussola morale
  • Il momento in cui vengono rivelate le regole del gioco
  • Il passato di Ji-yeong e il suo legame con Sae-byeok
  • La partita di Deok-su
  • Troppo tempo speso a inseguire il delirante Il-nam
  • Il modo in cui Sang-woo inganna Ali è davvero stupido e inverosimile

 

“Gganbu” riesce ad essere uno degli episodi più appassionanti e tragici di Squid Game. Nonostante un gioco di per sé poco entusiasmante, a giovare realmente sono l’approfondimento dei personaggi e il coinvolgimento emotivo.

Appassionato di horror, fantasy e soprattutto di fumetti. Così disorganizzato che anche la stesura della biografia è stata procrastinata all'inverosimile, cerca di andare avanti a passi piccoli e costanti, ma finisce per essere distratto dalle mille serie e film che escono lungo il tragitto.
Avvertenze: di norma è gentile e amichevole, ma parlare di viaggi nel tempo potrebbe innescare in lui "l'effetto Gremlin".

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