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Queen Charlotte: A Bridgerton Story 1×03 – Even Days

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Queen Charlotte: A Bridgerton Story 1x03 Il terzo episodio della serie spin- off del fortunato Bridgerton, che attenzione come già ribadito precedentemente non è la terza e attesissima stagione, bensì un intramezzo per ingolosire il pubblico e non lasciarlo orfano di balli e promenade, svela dopo due episodi decisamente sotto tono, il vero volto dei due autori. Finalmente Shonda Rhimes e Tom Verica hanno sfoggiato le loro carte vincenti regalando al pubblico sessanta minuti intensi e divertenti, un abisso rispetto ai capitoli precedenti.
Neanche a dirlo, ma chi è fan della saga letteraria e anche della Rhimes già sa, a farla da padrona è la tensione sessuale, anzi il sesso vero e proprio. I due attori protagonisti, mostrano qua la loro intesa e la loro freschezza dopo un esordio un po’ annoiato e confermano la scelta azzeccata del cast. Esordisce nel terzo episodio anche la stagione dei balli e torna con lei la splendida colonna sonora che è il marchio di fabbrica dello show: il riadattamento in chiave neoclassica di canzoni contemporanee e questa volta è toccato ad Alicia Keys con il suo famosissimo pezzo If I Ain’t Got You. I coreografi si sono rimessi all’opera ed è stato bello vivere di nuovo quell’atmosfera di ben amate frivolezze. L’altra faccia della medaglia però e più oscura, infatti viene rivelato il segreto – di pulcinella – delle stranezze di Re Giorgio.

SESSO MADE IN UK


Giorgio e Carlotta sono freschi della cerimonia di incoronazione, neanche il tempo di tornare a casa, la regale Buckingam House, che subito li si vede intenti nell’arduo compito di concepire l’erede al trono. Per lo spettatore questo significa che dal minuto dieci dell’episodio ha assistito, con un ritmo serrato e senza dubbio più intrigante rispetto agli episodi precedenti, a una alternanza di scene romantiche tra il Re e la Regina. Le scene sono ben girate, come sempre del resto nell’universo di Bridgerton e fanno sognare anche i più smaliziati.
Si potrebbe dire che siano irrealistiche, ma a quel punto si fa appello al patto con lo spettatore che dovrebbe sapere sin dall’inizio che quella che sta vedendo è una storia ricca di licenze poetiche che più che far riflettere vuole far svagare. Indubbiamente Corey Mylchreest, aka Re Giorgio e India Amertifio aka la Regina Carlotta fanno la loro parte: entrambi sono bellissimi, giovanissimi e giusti nel loro ruolo.
Se la scrittura lascia a desiderare come si è già detto, per fortuna le atmosfere che traghettano in un mondo distante e sognante sono salve.
I costumi conservano la bellezza e la maestria che il pubblico ha già potuto apprezzare nelle stagioni della serie originale, guardarli è un piacere per gli occhi.

GOD SAVE THE KING… AND THE QUEEN


Che qualcosa non tornasse nei comportamenti di Re Giorgio si era capito, i più attenti o anche coloro che hanno studiato storia al liceo, sapranno che il Monarca soffriva di una malattia mentale che lo esponeva a crisi di nervi violente.
Peccato che la regina, ignara del tutto, scopra il segreto del coniuge in una notte di luna piena in cui lui impazzisce.
Questo momento di rottura tra i due, che da poco si sono avvicinati, è stato scritto e raccontato forse troppo sopra le righe rischiando di diventare eccessivamente drammatico per i toni della serie. A salvare lo spettatore da delle scene poco autentiche, di nuovo sono i membri del cast in particolare i protagonisti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il primo ballo della stagione
  • I due protagonisti
  • I costumi
  • La scrittura ancora troppo debole

 

Il terzo episodio di Queen Charlotte: A Bridgerton story rientra nei ranghi e riesce ad appassionare e coinvolgere, senza però eguagliare né la trama né la messa in scena della serie da cui è tratta. Forse a mancare è l’irriverente voce narrante di Lady Whisteldown o forse è l’idea di base a essere scarna e priva di suspense e appeal. Non mancano però dei momenti più coinvolgenti, soprattutto perché i due protagonisti si avvicinano e apparentemente innamorano proprio in questo episodio. La curiosità di vedere la fine della storia c’è, ma non è così forte.

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Vivo a Milano, ma sono una romana doc, guardo tante serie tv e film e nel mio tempo libero lavoro, faccio sport e viaggio tanto.
Mi piacciono molto i cani e amo le mezze stagioni, anche se non ci sono più.

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