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Billions 5×09 – ImplosionsTEMPO DI LETTURA 3 min

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Billions 5x09 recensione Cosa fa un pelato quando entra in una stanza? Riflesso.
Battute veramente divertenti a parte, “Implosions” è un ottimo specchio riflesso delle abitudini di Billions, tanto che, in maniera più astratta, si può immaginare abbastanza bene la lavagna nella stanza degli sceneggiatori con i vari “threesome” tra personaggi. Threesome che, proprio in questo episodio, diventa ancora più chiaro nelle battute finali quando Mike Prince, conscio di essere diventato un burattino del burattinaio Charles Rhoades Jr., vede arrivare una nuova/vecchia alleata: Taylor.
Una svolta narrativa non da poco che arriva con tanto di pugnalata alle spalle potente e disarmante (Charles Rhoades Sr.) che apre ad un finale al fulmicotone, pronto a dipanarsi in tutta la sua distruzione nei prossimi tre episodi.

Mike Prince:I’m the bait and the bank is the trap.
Taylor:How are we taking down Bobby Axelrod?

IMPLOSIONI


Il titolo della puntata non è solo un evidente riferimento a quanto sta accadendo nelle compagnie rispettive di Mike Prince e Bobby Axelrod, ma è anche un velato collegamento ai titoli delle opere di Nico Tamer che avevano fatto capolino per la prima volta in “Beg, Bribe, Bully” e che qui escono ufficialmente di scena. L’addio del character di Frank Grillo si può definire semplicemente per l’assenza di sensazioni negative, anzi, è piuttosto un sollievo vedere Tamer capitolare definitivamente vista la sua involuzione, la storyline molto asciutta che lo circondava e l’austerità della sua relazione con Wendy. Di fatto l’unica vera ragione della sua esistenza.

Mike Prince: Axe claims he’s not an emotional player, but he’s all emotion. I saw how much he was willing to pour into a pizza business, and that was just for sentimental reasons. He dumped his positions in impact companies just to hurt me, even though he cost himself maybe more than he cost me. When he wants something, he’s blind to everything else.

Sempre parlando di implosioni, è molto interessante notare l’analisi oggettiva fatta da Michael Thomas Aquinius Prince su Axe, una spiegazione veramente cristallina che “giustifica” la chiamata a Mafee ed il doppio gioco ai danni di Taylor. Ciò che Bobby Axelrod vuole, Bobby Axelrod ottiene, potrebbe dire qualcuno, ed è effettivamente così anche se i prezzi da pagare, a volte, sono veramente alti.

ESPLOSIONI


Chi invece passa da un processo di implosione ad uno di esplosione è Prince. La puntata per l’ex membro del congresso democratico Peter Russo è un viaggio molto lungo alla ricerca di se stesso che passa dalla richiesta di perdono (molto tardiva) alla madre del suo ex socio, ad una rivalutazione della sua carriera e della sua azienda (“Right now, this company is the house built on a Native American burial ground. It doesn’t matter how good the house is. We have to start from scratch.“) e finisce con una svolta (scontata) nella ripicca e nella vendetta.
Un percorso analogo a quello di Chuck, piuttosto spento ultimamente a causa della malattia del padre ma sempre pronto a riaccendere il fuoco della passione quando si tratta di Axelrod e di “power via destruction, a motivation you have handed down to me“. Perché effettivamente alla fine Chuck e Bobby sono estremamente simili: gioiscono e si rinvigoriscono quando distruggono un avversario e ne succhiano via la linfa vitale, facendola diventare parte di loro. Con una 6° stagione già confermata però, sembra che la vera esplosione arriverà solo fra un bel po’.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Addio Nico Tamer, non mancherai a nessuno
  • Wags che assapora la pizza in faccia a Scooter
  • Threesome finale: Chuck, Prince, Taylor
  • Doppio gioco di Axe
  • Pugnalata alle spalle di Charles Rhoades Sr. a Chuck
  • Taylor continua a non essere al massimo del suo splendore
  • E lo stesso si può dire di Wendy che però, senza Tamer, ora può ritrovare di nuovo il sorriso

 

Con tre episodi ancora a disposizione ed una nuova formazione sulla scacchiera, il nuovo triumvirato è pronto a dichiarare guerra ad Axe. Tre contro uno. Si pregusta già il profumo di sangue e di milioni di dollari andati in fumo.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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