Servant 3×01 – DonkeyTEMPO DI LETTURA 3 min

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Servant 3x01 recensioneLa famiglia Turner ritorna con la premiere della terza stagione e il pericolo ormai si nasconde in ogni angolo della residenza di Philadelphia.
Il produttore esecutivo M. Night Shyamalan torna dietro la macchina da presa per dirigere il suo quarto episodio e lo fa con il suo solito stile, mischiando paranoia e mistero.

PREVIOUSLY…


La seconda stagione di Servant si era chiusa con una vera e propria svolta: Jericho è di nuovo vivo e Leanne è nuovamente ben accetta all’interno della famiglia Turner. L’episodio finale aveva lasciato gli spettatori con un cliffhanger scomodo da risolvere che probabilmente occuperà il nuovo ciclo di episodi: Dorothy uccide zia Josephine (la misteriosa zia arrivata a casa Turner vestita di nero e pronta per un funerale) per difendere Leanne. La ragazza è stata di fatto protetta da Dorothy come se fosse sua madre e per sdebitarsi (o almeno così sembra, con Shyamalan non si può mai dire), restituisce Jericho alla sua famiglia in carne ed ossa.
La terza stagione inizia quindi con il nucleo familiare composto da quattro persone, proprio come al principio della serie, con l’eccezione che ora che zia Josephine è stata definitivamente eliminata e qualcuno della setta verrà a cercare Leanne e i Turner per saldare il conto in sospeso.
Di conseguenza, ci si aspetta (e già la premiere lo ha dimostrato) che casa Turner diventi il santuario volto a contrastare la minaccia di chi vuole vendicare la morte di zia Josephine.

IL MALE SOTTO LA SUPERFICIE


Mentre il creatore Tony Basgallop è ancora impegnato a tenere Dorothy all’oscuro dell’insolita risurrezione di Jericho, tre mesi sono passati dal finale della seconda stagione. La casa dei Turner sta marcendo dall’interno e si percepisce una sensazione claustrofobica fin dai primi istanti dell’episodio. Non a caso, ogni qualvolta che un membro della famiglia lascia la casa, il mondo esterno viene mostrato unicamente tramite schermi televisivi, monitor o cellulari.
Si tratta di una tecnica efficace per accrescere la tensione e soprattutto per alienare i protagonisti, confinandoli all’interno di un dispositivo o delle mura di casa, piuttosto che lasciarli liberi. Tutto questo è merito del regista Shyamalan che riesce ancora una volta a trasformare la banalità in qualcosa di terrificante.
Ancora dopo due cicli da 10 episodi, la casa ha angoli nascosti da svelare e misteri che custodisce gelosamente, tanto che si fatica a immaginare cosa possa succedere ancora.
Nonostante la carta da parati sofisticata, il lusso e i giocattoli minuziosamente disposti, emerge terrificante una cantina marcia, testimone delle forze oscure in atto che premono per venire allo scoperto.
Tutto questo non sarebbe possibile senza il perfetto scambio di interventi tra i protagonisti, in particolar modo grazie alla chimica che funziona alla perfezione tra Lauren Ambrose e Nell Tiger Free (rispettivamente Dorothy e Leanne).

UN PERICOLO CONCRETO


Non si capisce se quella di Leanne sia paranoia o se la minaccia sia reale. Lo stesso vale per l’uomo che si introduce in casa per derubare i Turner. Ogni volta che si avvicina una risposta concreta, qualcosa si intromette e, sebbene questo non sia un problema nella premiere, la seconda stagione è inciampata a causa di problemi di ritmo e ostacoli inventati.
Per fortuna “Donkey” dimostra, a differenza del pilot, che un pericolo concreto esiste, e lo si evince da diversi fattori all’interno della casa, così come dalla miracolosa abilità di Leanne che non sembra più funzionare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Shyamalan allla regia
  • La chimica tra Lauren Ambrose e Neil Tiger Free
  • Atmosfera claustrofobica resa perfettamente dalla regia
  • La premiere concede alcune risposte concrete
  • Nulla da segnalare

 

L’ambiziosa serie è già stata rinnovata per una quarta stagione ed ultima stagione, nonostante non sia una serie per tutti. I fan di Shyamalan sanno avere pazienza, fiduciosi che tutto prima o poi avrà un senso.
“Donkey” è un ottimo inizio per questo terzo ciclo di episodi, soprattutto grazie a Shyamalan dietro la cinepresa. I Turner giocano alla “famiglia felice” ma è questione di poco e i segreti verranno a galla.

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