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Squid Game 1×02 – InfernoTEMPO DI LETTURA 3 min

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Squid Game 1x02 recensioneSquid Game è il nuovo k-drama a tema survival game che sta riscuotendo un discreto successo tra gli appassionati di serie tv. Lo show di Hwang Dong-hyuk è un mix sapientemente dosato tra Hunger Games, Battle Royale, Saw ed Alice in Bordeland. Un tripudio di colori, distopia, teatralità e quel risvolto brutale che ha sempre il suo perché.
Squid Game è senza dubbio una horror-story, ma strettamente legata ad un critica sociale neanche troppo velata. I protagonisti dello show sono dei reietti, degli emarginati e dei falliti (un po’ come i protagonisti di Sweet Home). Persone che lottano ogni giorno per sopravvivere, attraversando il loro inferno personale fatto di debiti, sconfitte ed umiliazioni. Per quanto sadici, orrendi e brutali possano essere i giochi ai quali i personaggi sono chiamati a partecipare, l’illusione di un riscatto sociale e di poter uscire dal buco nero fanno mettere da parte qualsiasi remora e paura.

UN EPISODIO INTROSPETTIVO


Dopo il rocambolesco primo episodio, durante il quale lo spettatore ha fatto conoscenza sia dei personaggi principali, sia del meccanismo dei giochi, la seconda puntata preme decisamente sul freno e decide di dare un taglio più introspettivo, focalizzandosi sulla vita dei protagonisti.
Per quanto ad alcuni possa sembrare azzardato chiudere quasi subito il rubinetto dello splatter/gore, “Inferno” è necessario per far comprendere la scelta finale dei personaggi, di riprendere a giocare.
La loro, infatti, è una scelta consapevole che dà ragione alle figure mascherate che accompagnano i giocatori e li controllano. La vita all’esterno, per i protagonisti, è un vero e proprio inferno dal quale difficilmente riuscirebbero a fuggire. Schiacciati dai debiti, inseguiti dagli strozzini, pestati a sangue, soli ed abbandonati: Seong Gi-hun (n° 456) e gli altri partecipanti si rendono conto di non avere più nulla da perdere.
Il premio in denaro (45.6 miliardi di Won per ogni giocatore) è l’unica scelta possibile per dare un senso alla propria esistenza e recuperare almeno un briciolo di dignità. Così, durante i minuti finali dell’episodio, decidono di sacrificarsi e attendere il loro destino, come agnellini al macello. Una sequenza forte, potente e triste allo stesso tempo, resa ancora più intensa dalla colonna sonora.

GET RICH OR DIE TRYIN’


Uno dei punti di forza di Squid Game, oltre al lato estetico, è quello di mettere costantemente in discussione ogni personaggio, ogni azione ed ogni decisione. Il protagonista principale, Seong Gi-hun, è un rammollito, dipendente dal gioco d’azzardo, per colpa del quale ha perso moglie e figlia. Difficile, dunque, provare empatia per un character del genere, soprattutto quando viene sottolineata troppo spesso la sua debolezza e stupidità.
Anche gli altri giocatori non brillano certo per intelligenza, soprattutto in virtù del fatto che loro stessi sono gli artefici del proprio degrado. Certo, tra i giocatori ci sono persone sfortunate ai cui la vita ha girato le spalle (il vecchietto malato terminale, il ragazzo sfruttato dal datore di lavoro che non riesce a mantenere la famiglia), ma la maggior parte di loro si trova in quella situazione per mancanze personali e scelte sbagliate.
Dunque, se all’inizio i creatori dei giochi potevano sembrare dei carnefici interessati solo a veder morire la gente, ora diventano quasi neutrali e democratici. Come promesso, hanno indetto una votazione per decretare la fine dei giochi ed hanno rispettato la volontà della maggioranza.
Il loro scopo è quello di lasciare scegliere liberamente alle persone di voler partecipare, consci del fatto che 45,6 miliardi di won prevalgono sulla paura di finire ammazzati. Per i protagonisti non si tratta di egoismo ed ingordigia economica, ma semplicemente di darsi un’ultima, seppur folle, possibilità.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nonostante la pausa dai giochi, l’episodio introspettivo funziona brillantemente
  • Panoramica della quotidianità dei protagonisti
  • La scelta libera e consapevole di riprendere a giocare
  • Sequenza finale con i protagonisti che vanno verso il patibolo
  • Comparto tecnico
  • Episodio lento in alcuni punti

 

Una puntata introspettiva di buon livello, che mostra fino a che punto possa arrivare la gente disperata. I protagonisti si recano consapevolmente al patibolo, passando da un inferno all’altro.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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