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The Blacklist 10×03 – The Four Guns (No.199)TEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione The Blacklist 10x03Innanzitutto, un plauso allo show per come ha saputo risolvere, in questi primi episodi di stagione, il problema di avere un personaggio femminile di spicco.
Stavolta, al centro degli intrighi, c’è la senatrice Panabaker, in corsa per la rielezione. Un modo intelligente di cogliere due piccioni con una fava, organizzando anche un degno saluto alla vecchia amica Deirdre Lovejoy, caso non si dovesse vederla più.
In secondo luogo, va segnalata una ghiotta curiosità: nel ruolo una delle guardie del corpo della senatrice c’è Guy Lockard. L’attore è reduce da diversi episodi di Chicago Med, dove impersonava un medico dall’atipico passato di poliziotto (tutti poliziotti in famiglia).
Questo ha fatto sorridere diversi spettatori: alcuni perché hanno pensato che il personaggio fosse tornato al suo lavoro precedente, altri perché hanno subito intuito, azzeccandoci, come quella guardia del corpo fosse destinata ad avere un ruolo importante nelle macchinazioni in corso.

L’ESERCITO DEI NON MORTI


Titolare della puntata è un gruppo di borsaioli, ovviamente di altissimo profilo e grandi capacità. Per quanto sono abili, Red non solo li lascia vivere, ma si segna pure il loro indirizzo, non si sa mai averne bisogno in futuro.
A questo proposito, se ci fosse uno scontro finale contro qualche peso massimo tipo Katarina Rostova, chiunque abbia occupato il trono di Neville Townsend o simili, il Concierge del Crimine potrebbe evocare un bell’esercito in suo aiuto, come Aragorn con i non – morti nel “Il Signore Degli Anelli”. Ci si riferisce, per esempio, a tutta la Corte dei Miracoli di cui è a capo come Skinner.
Questo non sarebbe certo un male, basta solo che ai piani alti si mettano tutti d’accordo su quale finale dare allo show. Recentemente, lo showrunner John Eisendrath ha dichiarato che, dipendesse solo da lui, si concluderebbe con una spiegazione chiara sull’identità di Red. Se così non sarà “vuol dire che è stato scavalcato“.

UN OSPITE A SORPRESA


Non sarebbe male rivedere i Four Guns, soprattutto perché Quentin è un personaggio di spessore, capace di tracciare un profilo psicologico piuttosto ficcante di Red con un solo colpo d’occhio. Quasi meglio della psicologa Lizzie.
Il super borsaiolo rileva nel Concierge del Crimine una stanchezza, un sentire di non aver più nulla da perdere, tranne la vita stessa. Questo sicuramente prelude a momenti molto cupi nel futuro, ma, almeno per ora, la tristezza dovrà aspettare.
Red decide infatti di far evadere di prigione, in modo assai creativo, il vecchio amico Robert Vesco.
Lo vuole al suo fianco in una grande caccia al tesoro, quella per festeggiare il duecentesimo episodio (10×04). Nulla in contrario a momenti divertenti come quelli che hanno segnato la centesima puntata, ma c’è un ma.

TRA STEVENSON E SCOTT FITZGERALD


Red si presenta a Vesco recando in dono L’Isola Del Tesoro, come se fosse il giovane protagonista del romanzo, Jim, davanti a Long John Silver. La scena avrà anche soddisfatto quanti vedono continui parallelismi fra The Blacklist e Il Grande Gatsby. In effetti, anche l’uomo che cambiò il suo nome in Jay Gatsby fece fortuna grazie ai consigli, non tutti legali, di un anziano mentore.
Il rischio però è quello di una Re(d)tcon snaturare troppo il personaggio interpretato da James Spader. Già è stato privato di gran parte del suo contorno, ma questo può essere coerente con un “andare leggeri perché si sta andando a morire”, per dirla con Vassilij Grossman.
Essendo Lizzie già scomparsa, purtroppo, si è persa la maggior parte dell’eventuale valore di redenzione che un finale cruento potrebbe avere. Soprattutto si rischia di creare una deviazione troppo grande mentre il tempo ticchetta impietoso e bisogna portare la storia ad una conclusione coerente e degna.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Non c’è un attimo di noia
  • Quentin Dodd
  • Sembra di vedere troppe deviazioni mentre il tempo stringe

 

Puntata godibile, ben congegnata, senza un attimo di noia e che prepara la prossima. I difetti stanno tutti nel retro pensiero del poco tempo rimasto per chiudere molte questioni rimaste in sospeso. Si spera che, festeggiati i 200 episodi con la comprensibile gioia, il resto sia dedicato senza indugi a far procedere la trama orizzontale.

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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