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The Book Of Boba Fett 1×02 – Chapter 2: The Tribes Of TatooineTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Book of Boba Fett 1x02 recensioneThe Book Of Boba Fett continua a narrare le vicende del famoso cacciatore di taglie, ora nuovo Daimyo di Mos Espa, alternando due linee temporali. Da una parte, infatti, l’episodio segue Boba Fett alle prese con una strana convivenza nell’accampamento di alcuni sabbipodi, dall’altra, qualche anno più tardi, Boba deve difendere il proprio territorio e negoziare con i due cugini di Jabba The Hutt.
La parte action della puntata è tutta concentrata nella storyline ambientata nel passato che guadagna il minutaggio maggiore. Per il resto, la narrazione delle vicende presenti avanza a piccoli passi, sacrificando il ritmo in favore di easter eggs e citazioni agli altri prodotti dell’universo creato da George Lucas.

REVISIONISMO STORICO


Quello che rimane nello spettatore dopo la visione di questo secondo episodio è una nuova prospettiva sui sabbipodi, noti anche come Tusken. Questi predoni rappresentano una vecchia conoscenza per i fan di Star Wars: la loro prima apparizione avviene all’inizio di Episodio IV, quando alcuni di loro attaccano Luke Skywalker e D-3BO, partiti alla ricerca di C1-P8.
Nell’immaginario dei fan, dunque, i sabbipodi sono un popolo aggressivo e violento, capace di atti di estrema crudeltà, come la tortura di Shmi Skywalker, madre di Anakin, che morirà proprio tra le braccia del figlio in Episodio II.
In “Chapter 2: The Tribes of Tatooine”, invece, si assiste ad un capovolgimento di situazione: a poco a poco Boba Fett comincia a conoscere usi e costumi dei Tusken e capisce che con loro è possibile un dialogo e persino una relazione amichevole.
Il cacciatore di taglie arriva persino a salvare lo sparuto gruppo di sabbipodi da un treno guidato da alcuni pyke ed in cambio riceve le vesti ed il bastone da Tusken.

AZIONE E CITAZIONISMO


Ad inizio recensione si è sottolineato come a sostenere l’impalcatura dell’episodio sia proprio la storyline relativa a Boba Fett ed i sabbipodi.
D’altronde è proprio in questo frangente che vengono presentate le sequenze action più importanti: un inseguimento a bordo degli amatissimi speeders, una scazzottata alla stazione Tosche ed un assalto al treno al cardiopalma.
La struttura della puntata ricorda molto quella di The Mandalorian (in effetti The Book of Boba Fett è il suo diretto spin-off), dove il protagonista principale doveva sottostare ad alcune prove o quests per avvicinarsi, a poco a poco, al fine ultimo della trama principale.
Nel presente, invece, le cose vanno più a rilento e la narrazione fatica a carburare, risultando leggermente piatta e poco interessante. Boba Fett ha ancora delle difficoltà a gestire il suo “impero” ed i cugini di Jabba lo esortano a mollare, assistiti da Black Krrsantan (personaggio apparso nei fumetti).

IL TARGET DI RIFERIMENTO


Nella recensione del pilot, sono state discusse le motivazioni per la creazione di The Book of Boba Fett. Oltre ad una palese giustificazione della serie “battere il ferro finché è caldo”, si è cercato di capire se effettivamente ci fosse bisogno di uno show di questo tipo.
Star Wars avrà sempre proseliti ed il bacino di fan è talmente ampio che qualsiasi prodotto legato a questo universo avrà comunque un seguito.
Tuttavia, l’avvio di serie non ha colpito particolarmente ed il fulcro dello show continua ad essere l’incessante citazionismo, senza che ci sia una direzione precisa.
The Book of Boba Fett piacerà sicuramente allo zoccolo duro dei fan che si cibano di pane e Star Wars, ma anche ai nuovi adepti che si sono avvicinati a questo universo grazie a The Mandalorian.
Qualche dubbio, però, rimane soprattutto in virtù di un personaggio non così essenziale (anche se tanto amato) e di una storia che dovrà trovare una propria originalità e spessore, andando oltre gli easter eggs.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tanti easter eggs e citazioni: dai Tusken, alla stazione Tosche, dagli speeder, ai Pyke, passando per Kamino e Black Krrsantan
  • Sequenze action
  • Boba Fett ed il suo umorismo
  • Boba Fett ed i Tusken
  • Ad Anakin non piacerebbe il revisionismo storico sui sabbipodi
  • Un netto stacco da passato e presente: a Mos Espa le cose vanno a rilento e mancano di appeal

 

Per adesso The Book of Boba Fett continua a viaggiare sui binari dei ricordi e del citazionismo, dando più risalto al passato del protagonista rispetto al presente. La strada è ancora lunga e speriamo che quel geniaccio di Jon Favreau riesca a sorprendere tutti episodio dopo episodio.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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