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The Crown 6×10 – Sleep, Dearie SleepTEMPO DI LETTURA 5 min

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The Crown 6x10 finale recensioneDopo sei stagioni, 60 episodi e ben tre cast, The Crown si congeda dal suo pubblico con fare regale. E lo fa rimettendo al centro della scena la figura da cui tutto era iniziato: Elisabetta II.
Con il passare delle stagioni, la storia della famiglia Windsor ha regalato uno sguardo globale ai suoi membri, mettendo sotto la lente d’ingrandimento gioie e dolori degli ultimi 80 anni. Con un pilot datato 4 novembre 2016 che raccontava in modo romantico e delicato il matrimonio tra Elisabetta e Filippo, il cerchio si completa con un simile inno emotivo all’ormai defunta regina. E, forse anche per questo, il tutto ottiene un effetto ancora più incantato.

“All human things are subject to decay and when fate summons, even monarchs must obey. We’re a dying breed, you and I. Oh, I’m sure everyone will carry on, pretending all is well. But the party’s over. The good news is, that while Rome burns and the temple falls, we will Sleep, Dearie Sleep.”

REGINA ELISABETTA


In tempi non sospetti, l’ideatore della serie Peter Morgan aveva già annunciato l’intenzione di seguire la regola dei 20 anni, ossia non avventurarsi in una narrazione più recente per evitare di trasformare la storia in un affare giornalistico e fermarsi, appunto, circa 20 anni prima rispetto ai giorni nostri. Una regola seguita in pieno che porta The Crown a fermarsi agli avvenimenti del 2005.
Un anno che ha segnato un punto di svolta per l’attuale re Carlo ma che la serie ha deciso di trasformare in un capitolo più approfondito ed emozionale per la stessa Elisabetta.
Stando agli esperti della famiglia reale, la regina non avrebbe mai davvero considerato l’idea di abdicare in favore del figlio. Ma la peculiarità di una rivisitazione televisiva sta anche nel trasformare sussurri e speculazioni in storytelling di qualità. The Crown mette così in atto il suo piano finale raccontando uno spaccato romanticizzato della regina Elisabetta unendo concretezza, dovere ed una forte emotività.
Tra situazioni realmente accadute e la solita dose di licenza poetica, l’ultimo episodio diventa un encomio per la regina Elisabetta sia come sovrana che come persona. Una scelta efficace da parte della serie che decide di strutturare l’episodio partendo dalla crisi esistenziale della regina mentre affronta due situazioni particolari: da un lato il matrimonio di un Carlo che sembra ormai maturo per il trono, dall’altro i preparativi per il suo stesso funerale in vista degli 80 anni d’età.
Non si saprà mai con certezza se la regina ha davvero avuto questa crisi esistenziale, quel che è certo è che a livello di storia ha funzionato.
I dubbi, le incertezze e l’angoscia, ma anche il senso del dovere e la consapevolezza di potercela ancora fare appaiono tutte sullo schermo facilitate dall’apparizione congiunta delle regine che furono. Claire Foy e Olivia Colman in modalità fantasmi del passato accompagnano Imelda Staunton in questo viaggio interiore dal sapore nostalgico, aiutando a creare un ottimo commiato, sempre favorito da una regia superba che si esalta soprattutto nell’ultima scena. Un’attenzione ai dettagli che è sempre stata un marchio di fabbrica della serie che regala l’ennesima dimostrazione chiudendo sulle note di Sleep, Dearie Sleep in versione cornamusa, melodia che ha davvero, quasi 20 anni dopo, riecheggiato nell’Abbazia di Westminster durante il funerale reale.

CARLO E CAMILLA


Con l’omaggio alla regina a fare da sfondo principale al series finale, non mancano i riferimenti anche agli avvenimenti che hanno contraddistinto i primi anni 2000 di tutta la famiglia reale.
Fondamentale è quindi la parte dedicata al tanto agognato matrimonio tra Carlo e Camilla. Un evento di cui si è tanto discusso nella realtà ma che per l’occasione viene confezionato in un’impronta più romantica. Al di là delle polemiche, dei riferimenti al passato e degli assenti, The Crown sceglie di approcciarsi al matrimonio prediligendo la coppia di sposi senza inserire ulteriori polemiche, seguendo la scia dell’approvazione della regina stessa. In questo senso, lo spettatore si ritrova quasi commosso per il coronamento di una storia d’amore tormentata, favorito anche dal carisma dei protagonisti.
A tal proposito, va nuovamente menzionato uno dei pochi passi falsi della serie. Per un cast che per ben tre volte ha sempre trovato i giusti interpreti, stona fino alla fine lo charme di Dominic West nei panni di Carlo, anche in quest’occasione fin troppo carismatico per come appare invece l’attuale re.

WILLIAM E HARRY


Infine, proseguendo sulla scia degli eredi al trono, non può mancare un riferimento a William. Dopo aver accennato la parentesi Kate, per una relazione che è apparsa fin troppo lineare per guadagnarsi una più pesante trasposizione, nel finale non mancano i riferimenti ai dissidi col fratello. Tutto sempre molto pacato e accennato, eppure le allusioni alle attuali divergenze non mancano, con un Harry molto più emotivo e ribelle (immancabile l’inclusione del controverso costume nazista) e un William più razionale.
O almeno questa è la versione che The Crown ha voluto dare dei due principi, un po’ superficiale ma sensata al punto giusto per quella che è una parte di storia solo accennata. Dopotutto, il focus da adulti su William e Harry si è sviluppato negli ultimi 20 anni e per quello c’è ancora tempo per una futura trasposizione. Nel frattempo, non mancano di certo i libri al riguardo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La regina Elisabetta torna protagonista
  • Un finale delicato che predilige il lato più intimo ed emotivo 
  • Omaggio alle tre regine Imelda Staunton, Olivia Colman e Claire Foy
  • Seppur messo da parte nelle ultime stagioni, il rapporto tra Elisabetta e Filippo è sempre apparso come un saldo pilastro 
  • Regia superba, con una scena finale regale
  • L’intero comparto tecnico e le prove attoriali 
  • Dominic West ha sempre avuto quel qualcosa in più per interpretare Carlo 

 

Un series finale che è perlopiù un encomio alla sua protagonista assoluta. Una scelta emotiva ben proposta che, sulle note di “Sleep, Dearie Sleep“, ottiene un effetto ancora più incisivo dopo che i telespettatori hanno assistito in prima persona all’ancora recente funerale della regina Elisabetta.

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Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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