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The Flash 8×14 – Funeral For A FriendTEMPO DI LETTURA 3 min

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The Flash 8x14 recensione“Funeral For A Friend” vede il Team Flash alle prese con la perdita di Frost e nel mentre è costretto anche a lottare contro un nuovo villain rapinatore di banche.
Proprio questo miscuglio di diverse situazioni ha rappresentato l’ennesima dimostrazione che lo show può brillare in certe situazioni, ma zoppicare in altre.

UN TRIBUTO IN PARTE RIUSCITO


L’episodio sembra essere a tutti gli effetti una sorta di ammissione da parte del team di sceneggiatori del fatto di non essere più in grado di gestire diverse storylines contemporaneamente.
Infatti, mentre l’episodio ha avuto alcune parti scritte molto bene, ci sono stati troppi momenti in cui si è percepito come la scrittura non fosse per niente all’altezza.
C’erano tutte le premesse, data l’importanza della situazione, di sfornare un episodio di The Flash davvero speciale e, sebbene in parte sia stato così, troppe situazioni si sono poi rivelate banali e scontate.
Se l’episodio 13 aveva stupito il pubblico, l’episodio 14 si è posto l’obiettivo di commemorare Frost, rallentando l’avanzare della storia per prendersi un momento di pausa per metabolizzare l’accaduto.
Un tempo conosciuto come Killer Frost, il personaggio era diventato positivo, dopo aver iniziato come alter ego malvagio di Caitlin Snow. In effetti, Frost è diventata un’eroina a tutti gli effetti avendo sconfitto definitivamente Death Storm.
Proprio grazie all’evoluzione di questo personaggio, molte parti dell’episodio sono riuscite davvero a evocare emozioni.

UN CAST DISOMOGENEO


In questo episodio così commemorativo, spicca senza ombra di dubbio la performance Jesse L. Martin, l’attore veterano dell’intero show. Nel corso degli anni, Joe è diventato il personaggio più saggio dello show, dispensatore di utili consigli nei momenti difficili e importanti, ottimo ascoltatore e uomo dal cuore grande. Tutto questo avviene grazie agli sceneggiatori che con lui non hanno (quasi) mai sbagliato, ma soprattutto grazie alla bravura di un attore che vanta anni di carriera alle spalle.
Se ci fossero più attori di talento come Jesse L. Martin, The Flash sarebbe uno show migliore.
Gli unici che riescono ancora a sostenere il proprio ruolo sono Danielle Panabaker e Grant Gustin, che tuttavia hanno avuto un minutaggio ridottissimo in questa puntata.
Sono stati costretti a condividerlo con alcuni degli attori che semplicemente non hanno lo stesso tipo di impatto emotivo per coinvolgere il pubblico, prima tra tutti Candice Patton.

SCELTE DI SCENEGGIATURA DISCUTIBILI


Ci sono state altre scelte che non hanno funzionato, come quella di vedere Barry coinvolto in una gara stile Man vs. food a mangiare hot dog. Gli sceneggiatori non volevano che l’episodio fosse troppo pesante, ma alcune scene sembravano proprio fuori luogo.
Lo stesso vale per la scelta di dividere nettamente l’episodio concentrandosi sui diversi personaggi, anziché amalgamare armoniosamente i diversi modi di affrontare il lutto.
Si sarebbe potuto tranquillamente evitare anche il classico villain della settimana, non sconfitto inizialmente per poi essere stato fatto fuori completamente fuori scena. Perché quindi togliere del tempo al fulcro importante dell’episodio (Frost) e descrivere dettagliatamente un villain di cui nessuno si ricorderà e del quale non è stata mostrata nemmeno la sconfitta?
Tutte queste scelte incomprensibili dimostrano che lo show continua ad avere alti e bassi e non riesce a stabilizzarsi in una direzione precisa.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il meritato tributo a Frost
  • Jesse L. Martin e la sua performance
  • Scelte di sceneggiatura non concepibili
  • Pessima performance di alcuni attori secondari
  • Ennesimo villain inutilmente presentato

Un episodio importante è stato gestito in maniera approssimativa, confusionaria e illogica. L’addio di Frost meritava di meglio, soprattutto perché era uno dei pochi characters interessanti rimasti.
The Flash è già stato rinnovato per una nona stagione ma di questo passo si spera che la prossima stagione sia anche l’ultima, dato che gli sceneggiatori sembrano aver terminato le buone idee.

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Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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