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War Sailor: La Serie 1×01 – Episodio 1

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War Sailor: la Serie 1x01 recensioneIl giorno 3 ottobre 2022 scadeva il termine per ogni nazione per poter presentare la candidare di uno dei propri lungometraggi nella sezione Miglior Film Internazionale agli Oscar 2023. Ben 93 paesi hanno proposto una pellicola nella recente 95° edizione degli Academy Awards. La notte dello scorso 12 marzo, la statuetta della suddetta categoria è finita in Germania, con la vittoria del film Niente Di Nuovo Sul Fronte Occidentale (All Quiet On The Western Front). Un riconoscimento che ha visto prevalere il film di Edward Berger su una lista finale che comprendeva altre quattro opere internazionali: Argentina, 1985; The Quiet Girl; Close; EO (per un’analisi approfondita su vincitori e vinti rimandiamo al podcast con la puntata sugli Oscar).
Una finale a cinque, dunque, che ha inevitabilmente lasciato indietro gli altri 90 film proposti, tra cui una pellicola proveniente dalla Norvegia: War Sailor, titolo originale Krigsseileren.
Ma perché raccontare il background di un film internazionale in una recensione di una serie tv? Ebbene, perché tale War Sailor nel frattempo ha cambiato un po’ i suoi connotati presentandosi al pubblico internazionale sotto forma di miniserie, esattamente come accaduto con Esterno Notte di Marco Bellocchio.

DA FILM A MINISERIE


War Sailor versione film è dunque un’opera norvegese scritta e diretta da Gunnar Vikene e prodotta da Rohfilm Factory And Studio Hamburg in collaborazione con Germany And Falkun Films, Malta. Un prodotto ben considerato in patria dato che spicca per essere il secondo film norvegese più costoso di sempre con i suoi 11 milioni di dollari di budget (Troll dovrebbe essere il più costoso in assoluto).
Con un cast principale tutto norvegese che conta attori come Kristoffer JonerPal Sverre Hagen e Ine Marie Wilmann nei panni dei protagonisti, War Sailor si pone come un racconto di guerra prendendo spunto da fatti realmente accaduti. Più precisamente, infatti, la storia ripercorre, pur romanzandone gli eventi, le vicissitudini dei marinai norvegesi e delle loro famiglie durante (e dopo) la Seconda Guerra Mondiale, a seguito dell’occupazione della loro nazione da parte dei tedeschi.
Un racconto ponderato che mira a voler presentare al pubblico la situazione di incertezza vissuta da questi marinai partiti dalla loro patria per lavoro e finiti in un limbo lungo più dei sei anni di guerra. Durante questo periodo, infatti, migliaia di navi mercantili norvegesi sparirono nel nulla, numeri destinati a salire con lo scorrere del conflitto e qui ben sottolineati da War Sailor che scagliona il passare del tempo sullo schermo attraverso un parallelismo tra gli anni della guerra e il numero di navi scomparse.
Nato dunque come film dalla durata di circa 150 minuti, l’opera di Gunnar Vikene è stato rimontato e ripresentato in versione miniserie per un prodotto questa volta composto da 3 episodi di ben 60 minuti circa ciascuno. Episodi che sono stati distribuiti a livello globale da Netflix.

PROLOGO


“Episodio 1” si pone così nel ruolo di un lungo prologo che regala un primo sguardo a fatti e personaggi ponendo le basi della storia. Un primo episodio che si presenta però in maniera ambivalente in quanto da un lato si fa carico di una narrazione abbastanza lenta, dall’altro copre un periodo decisamente lungo all’interno della timeline interna della serie.
Partendo con un flashforward ambientato nel 1948 che dà allo spettatore una visuale su alcuni protagonisti nel post guerra, la puntata torna poi subito indietro fino al 1939. Una prima parte che vede i personaggi fare le loro scelte in un mondo sconvolto dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale ma non ancora caratterizzata dall’occupazione della Norvegia da parte della Germania. Da qui, la scelta dei marinai di imbarcarsi per un lavoro sulla carta sicuro che si trasformerà ben presto in un altro tipo di calvario, diverso da quello vissuto dagli uomini al fronte o dai famigliari rimasti a casa a subire l’occupazione tedesca, ma pur sempre un calvario.
“Episodio 1”, come detto, copre quasi tutta l’intera porzione della guerra, con i minuti finali che mostrano i protagonisti momentaneamente stazionati a New York nel 1944 e in procinto di prendere una decisione drastica che cambierà le loro sorti nei prossimi due appuntamenti.
Intanto, quanto visto in questa prima parte, è un percorso in crescendo di varie sensazioni ed emozioni che traspaiono a dispetto della lentezza narrativa, o forse proprio grazie ad essa. Il viaggio in mare dei protagonisti nel corso degli anni, con le notizie delle navi scomparse intorno a loro e quelle relative al conflitto in continua evoluzione, alla fine è solo un mezzo per dar voce a sentimenti quali preoccupazione, paura e incertezza tipici di un contesto bellico del genere.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ottima rappresentazione dell’incertezza in periodo di guerra
  • Storia basata su fatti realmente accaduti
  • Racconto costruito primariamente sui sentimenti dei protagonisti
  • Lentezza narrativa
  • Tre episodi da 60 minuti ciascuno forse un po’ troppi per una storia con un plot narrativo non eccessivamente “forte”

 

War Sailor è una rappresentazione verace della precarietà vissuta in tempi di guerra, non per altro la storia si ispira a fatti realmente accaduti. Una buona messa in scena dei sentimenti, seppur caratterizzata da un’eccessiva lentezza di fondo.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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