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White House Plumbers 1×04 – The Writer’s WifeTEMPO DI LETTURA 3 min

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Questo penultimo episodio di White House Plumbers è molto diverso rispetto ai tre precedenti e questo è probabilmente il suo pregio principale visto che nell’insieme è anche la puntata qualitativamente migliore. E parte del merito va sicuramente data a Lena Headey nel ruolo di Dorothy Hunt che qui diventa improvvisamente la protagonista principale dell’episodio.
Il focus improvviso sulla moglie di Howard, ovviamente supportato da una veridicità storica che lo show scritto da Alex Gregory e Peter Huyck continua ad avere, è una ventata d’aria fresca che espande in maniera considerevole le dinamiche nel cast che cominciavano ad essere un po’ strette. E questa è un’affermazione detta con il massimo rispetto e apprezzamento sia per i due ottimi attori (Woody HarrelsonJustin Theroux) che per le loro interpretazioni sopra le righe che hanno tenuto a galla la miniserie finora.

DAL TRONO DI SPADE AL TRONO DI SPIE


La puntata riprende esattamente da dove si era interrotta “Don’t Drink The Whiskey At The Watergate“, ovvero nella notte del 17 giugno 1972 quando James W. McCord Jr. e i quattro cubani del progetto “Plumbers” sono stati arrestati. Ma l’episodio non si limita ad osservare solo questo specifico giorno ma si estende fino all’8 dicembre 1972 quando il volo United Airlines 553 partito da Washington D.C. e diretto Omaha precipita improvvisamente. Volo su cui Dorothy Hunt e una giovane giornalista della CBS Michele Clark si trovavano a bordo, una coincidenza a cui Alex Gregory e Peter Huyck ovviamente non credono.
Per chi non fosse a conoscenza della storia di Howard e Dorothy Hunt, lo shock con cui si conclude questo episodio è un qualcosa di completamente impronosticabile. Un fulmine a ciel sereno che, anche grazie alla resa più drammatica dell’ultima conversazione tra marito e moglie, arriva nel momento più inaspettato interrompendo quell’ironia parzialmente assurda di cui White House Plumbers si fregia.
È uno shock sia a livello narrativo che a livello emotivo perché il character di Lena Headey era appena stato reso più rilevante all’interno dell’intera trama orizzontale e lo spettatore aveva appena stretto un legame con lei. In tal senso la resa scenica è perfetta e i complimenti vanno fatti direttamente ai due showrunner che sono riusciti a riproporre il classico schema televisivo in cui si concede improvvisamente molto spazio ad un character proprio per accelerare e accentuare l’impatto dovuto alla sua futura dipartita. E in questo caso il risultato è da manuale.

NIXON NON DIMENTICA


In quest’assurda commedia degli errori, il rapporto tra Howard Hunt e Gordon Liddy è una comica costante: da un lato c’è un “nazista” disposto a sacrificare la propria vita per salvare il suo Presidente, dall’altro c’è un uomo un po’ più cosciente della realtà dei fatti che però cerca di dimostrarsi più sicuro rispetto a com’è. Il distaccamento dalla realtà è ovviamente più accentuato nella riproposizione del character di Liddy piuttosto che in quello di Hunt ma la paranoia galoppante (“The house is bugged!“) è palese e la rimane come l’obiettivo generale di Gregory e Huyck.
A supportare questo obiettivo arriva Dorothy Hunt che aiuta a mettere con i piedi per terra il proprio marito in una serie di viaggi aerei e finte telefonate in cabine telefoniche dove sono nascoste chiavi che apriranno scompartimenti dove gli sgherri di Nixon allocavano il denaro necessario per tenere tutti i “plumbers” in silenzio. Per quanto tutto ciò sia altamente plausibile, la drammatizzazione di questi eventi è ovviamente non confermata realmente, quindi va presa per ciò che è.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Lena Hadey: proprio nel momento in cui avevi fatto breccia nel cuore degli spettatori
  • Assurdità generali come Liddy che tritura i soldi
  • Interpretazioni generali come al solito più che soddisfacenti
  • Ritmo più elevato del solito
  • Nuove dinamiche tra personaggi
  • Plot twist dell’aereo caduto
  • Niente da segnalare

 

Questa penultima puntata regala emozioni leggermente diverse dal solito e si chiude con uno dei plot twist più inaspettati che farà la gioia di chiunque non abbia un po’ di conoscenza storica ma farà anche rompere più di qualche cuoricino.

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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