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Scandal 3×06 – IcarusTEMPO DI LETTURA 4 min

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Chi di noi non conosce la storia di Icaro della mitologia greca. Il suo mito racconta di come lui, nonostante gli avvertimenti del padre Dedalo, si avvicini troppo al sole tanto da far sciogliere la cera che teneva uniti il suo corpo con le ali di penne costruite da suo padre per fuggire da Creta e da Minosse. Icaro cadde in mare dove morì. Il mito racconta di come ci si può spingere

oltre l’umana resistenza, anche senza avere pienamente coscienza di cosa realmente stia accadendo. Molte volte la vita ci spinge oltre i nostri limiti, e tutte le volte ci sorprendiamo del fatto che riusciamo sempre a superare quelli precedenti nonostante lo sconforto iniziale. Questo è ciò che vediamo in questa favolosa puntata di Scandal, una puntata degna di questo telefilm e di Shonda Rhimes. E’ bello vedere come un telefilm possa sorprendere puntata dopo puntata, ieri una critica e oggi una (quasi) standing ovation. Finalmente tutti i tasselli cominciano ad essere inseriti, le azioni e le relative conseguenze spiegate. Tante volte è stato raccontato il presente dei vari personaggi attraverso salti temporali che mostravano un passato a noi sconosciuto, il tutto per mostrare il perché e il come di una determinata situazione o scelta. In “Icarus” andiamo molto tempo addietro, a quando Olivia aveva 12 anni e vedeva per l’ultima volta sua madre. Questo salto temporale è forse tra i più commoventi di Scandal: siamo ai tempi della purezza quando tutto doveva ancora cominciare, ai tempi di una semplice bimba di 12 anni che preferisce ascoltare musica piuttosto che le solite prediche di una mamma. Il parallelismo al termine della puntata tra la scena della chiusura della porta da parte della madre e la chiusura dell’ascensore su cui c’è Fitz, è a dir poco epico. Quando si dice che il talento è innato… Nonostante Olivia confessi a Fitz che sull’aereo abbattuto ci fosse anche sua madre, il Presidente continua a non voler rispondere alle continue domande anzi, forse per protezione o forse no, afferma addirittura di non sapere di cosa si stia parlando. Questa, dopo tante peripezie, sarà la fine dei due innamorati e della loro storia? La scena della porta chiusa lascia presagire questo, ma ho dei forti dubbi anche perché metà del telefilm è concentrata sulla loro storia.
Tutto questo si accompagna alla campagna (scusate il gioco di parole) politica di Josephine Marcus, per la quale Olivia (e team al seguito) ha scelto di lavorare. In questa puntata, attraverso gli occhi e le parole della Marcus, viene trattato il tema del pregiudizio nei confronti delle donne, considerate incapaci di governare uno Stato nonostante, nel caso preso in considerazione, gli anni spesi nelle Forze Militari e l’esperienza che ne consegue.
E come dimenticare i gladiatori in doppio petto. A Queen è stato lasciato più spazio, soprattutto rispetto alle precedenti puntate di questa nuova stagione. Da tempo avevamo notato il suo interesse per la vita di Huck, ovviamente non quella odierna, ma quella ai tempi del B613. Questo ci ha fatto sempre più insospettire tanto da destare preoccupazione sia in noi sia nello stesso Huck che aveva notato negli occhi della ragazza un certo piacere nell’idea e nella pratica della tortura. Tutto questo non è passato inosservato neanche al The Comand che manda un suo scagnozzo (una nostra vecchia conoscenza) a innaffiare quel bocciolo di fiore che prima o poi dovrebbe sbocciare. E poi c’è Harrison minacciato a morte da Cy intenzionato (e lo fa per davvero) a riportare sul suolo americano un pericoloso criminale: Adnan Salif. A quanto pare se dovesse rientrare nel Paese, Harrison è un uomo morto. Non sappiamo il perchè, infatti confido in una delucidazione attraverso i famosi salti temporali sul suo passato oscuro, a noi ancora ignoto. Come può Cyrus Been, un uomo, un marito innamorato, agire con una così grande spietatezza?
PRO:

  • L’intera puntata è di per sé un pro
  • Il confronto tra Olivia e Fitz, e quello tra Olivia e suo padre
  • Il tema affrontato da Josephine Marcus: femminismo a gogo
  • Ballard salvato dal Presidente. Finalmente assistiamo ad un fallimento di Rowan Pope
CONTRO:
  • La strada intrapresa da Queen verso il B613
  • Il comportamento di Cy nei confronti di Harrison
Ah, la magia della televisione e la bravura degli sceneggiatori nella caratterizzazione dei vari personaggi. Non ci si può mai stancare quando vi sono così tante sfaccettature che condannano e giustificano lo stesso personaggio. Questo telefilm fa apparire tutti buoni e tutti cattivi nello stesso tempo: la verità non è mai assoluta e non sempre coincide con la giustizia.

VOTO EMMY

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Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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