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The Flash 8×20 – Negative, Part TwoTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Flash 8x20 recensione

“Negative, Part Two” funge da finale per l’ottava stagione di The Flash e non risulta neanche come peggior episodio annuale. Tuttavia, il ricadere in certi schemi visti e rivisti non invoglia di certo il suo pubblico a continuare con la visione. Se “Negative, Part One” aveva gettato buone basi, la seconda parte ricade rovinosamente in scelte ovvie e banali.

UNA STAGIONE ALLO SBANDO


Quando si parla dell’ultima stagione, infatti, sarebbe necessario chiedere a Barry Allen di tornare indietro nel tempo e suggerire agli sceneggiatori di inventare qualcosa di meglio per riempire la bellezza (o per meglio dire, la tortura) di 20 episodi lunghi 40 minuti ciascuno. L’avvento del Covid non ha certamente aiutato lo show targato The CW a trovare una direzione che sembra ormai perduta da tempo. Questo finale è il degno risultato dello smarrimento del team di sceneggiatori che tira le fila dei personaggi: banale, ripetitivo e terminato per l’ennesima volta con la risoluzione di problemi apparentemente insormontabili con sole, cuore e amore.
Nel corso di una sola stagione, molti villain sono apparsi per poi essere subito dimenticati, a partire sin dall’inizio con un arco narrativo auto-conclusosi in 5 episodi in stile miniserie. Questa era solamente la punta dell’iceberg, campanello d’allarme a testimonianza che nessuno aveva la benché minima idea di come continuare. L’unica certezza era che lo show avrebbe continuato a rielaborare, ampliare e riproporre gli stessi stratagemmi narrativi, nonché gli stessi villain, già utilizzati nel corso delle stagioni. Ecco quindi comparire Reverse-Flash, la Speed Force, le Forze dell’Universo viste nella scorsa stagione. Come se non bastasse, il finale riesce in un paio di episodi a ricomporre le stesse identiche dinamiche in un colpo solo.
Un risultato avvenuto, probabilmente, perché “Negative, Part Two” era stato pensato originariamente come series finale prima che arrivasse la notizia ufficiale del rinnovo per la stagione 9. Di conseguenza, lo showrunner Eric Wallace ha dovuto rivedere il tutto per spianare la strada ad un nuovo arco narrativo.

IL RITORNO (PARTE 100) DI EOBARD THAWNE


Tom Cavanaugh ritorna nuovamente in scena desideroso di vendetta e non è una sorpresa: il pubblico ha ormai perso il conto di quante volte è ricomparso.
Cavanaugh è un bravo attore, tuttavia a forza di tornare sempre così arrabbiato e sempre più malvagio, risulta ormai un po’ sopra le righe, diventando di fatto una caricatura del personaggio che deve rappresentare. Anche la lotta tra Thawne e Barr perde d’intensità di volta in volta, poiché non si tratta più di una lotta epica o a lungo attesa: è pura consuetudine.
Si può passare sopra gli effetti speciali al limite dell’imbarazzante (si sa, The CW non naviga certo in ottime acque), si può tralasciare il fatto che tutti i personaggi debbano improvvisamente ritrovarsi con poteri da supereroe per poter dare una mano e si può anche dimenticare che Iris West continua a non morire, mai. Ciò che resta è solo uno spettro di quello che la serie era inizialmente e di come avrebbe potuto evolversi in direzioni completamente diverse.

L’ETERNO LIETO FINE


Iris West, appena citata, diventa emblema dell’altro punto debole dello show: la certezza che comunque vadano le cose, che ci sia un super cattivone o un pericolo mortale o nessuna via d’uscita, alla fine dei giochi tutti staranno bene. Sembra incredibile, eppure la persona che si trova in pericolo, grazie a infiniti viaggi nel tempo ormai a cadenza settimanale, si scoprirà al sicuro, non essendoci alla fine una minaccia reale.
Questo stratagemma funziona e ha sempre funzionato. Tuttavia, quando si inizia ad abusarne perde indubbiamente credibilità, soprattutto in una serie dove i viaggi nel tempo (per quanto pericolosi) sembrano non generare mai alcuna conseguenza negativa. Il viaggio nel tempo è così all’ordine del giorno che i figli di Barry viaggiano avanti e indietro solo per il gusto di farlo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Grant Gustin e la sua interpretazione
  • L’ennesimo ritorno di Thawne
  • L’ennesimo lieto fine
  • Ennesimi effetti speciali imbarazzanti
  • Ennesime scelte narrative viste e riviste

 

L’unico vero punto a favore di questo finale è Grant Gustin che continua, nonostante le scelte narrative terribili al quale è sottoposto, ad essere credibile e giusto nel suo ruolo. Un’altra nota positiva, che potrebbe essere un’arma a doppio taglio, è che tutte (o quasi) le storyline di questa ottava stagione sembrano essersi concluse, quindi gli sceneggiatori avranno modo di partire con una tabula rasa per scrivere la nona. Chissà che loro non siano già stati informati di scrivere per una stagione finale?

 

Soprannominato dagli amici “Enciclopedia vivente di Cinema e Serie TV”, crede che ogni nuova serie sia un mondo inesplorato da scoprire e conoscere.
Ha una malattia: è curiosissimo e più serie guarda, più ne vuole iniziare. Alla ricerca di una cura, forse il vaccino per il Coronavirus arriverà prima...

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