La settimana dopo la guerra è di calma apparente, di perlustrazione, di giochi sotto banco. La settimana dopo l’episodio che ha sancito la contrapposizione di un vecchio amico con un nuovo, fresco, giovane amico senza uffici è inevitabilmente un episodio di circospezione non certo adrenalinico, anche perché siamo ancora al settimo appuntamento con The Good Wife e possiamo tranquillamente affermare che fino ad ora la serie non si è certo risparmiata, fagocitando una trama orizzontale ma prendendosi tutto il tempo per analizzarne minuziosamente ogni aspetto, del giorno successivo, della settimana successiva.
Non è perciò una colpa che l’episodio non sia ai livelli dei precedenti, è invece un grande pregio l’abilità di The Good Wife di intrattenere con quello che ha. Disporre per 22 puntate di Chris Noth è impossibile, ma sono conti con cui la serie tv è abituata a fare, la conseguente assenza del personaggio di Eli, così come quello di Jackie e una moderazione nell’uso di guest star non impediscono certo a TGW di mettere su uno show all’altezza delle aspettative. E allora si prende quel che si ha, Alicia (e scusate se è poco!), Will, Diane e David Lee, si ripesca dalla scorsa stagione il curatore fallimentare che adesso è un avvocato a tutti gli effetti, si utilizzano Zach e Grace ed il gioco è fatto. L’episodio infatti si divide da un lato tra caso della settimana alla Lockhart&Gardner, che sembrava banalissimo (chi non aveva intuito un fratellastro da qualche parte?) e che invece si permette il lusso di chiudere lasciandoci con il dubbio; dall’altro lato si ha un caso interno alla Lockhart&Gardner che coinvolge Alicia e la Florrick/Agos e una parte tutta adolescenziale dedicata ai fratelli Florrick. Aggiungete al tutto Owen (che si fa comparire esattamente all’episodio opportuno), un’occhiata di fuoco mista a tristezza, delusione e ricordi tra Will e Alicia e avrete l’episodio di The Good Wife di questa settimana. Al solito infatti, la serie non si risparmia in colpi bassi e pugnalate (Anthony è tornato alla Lockhart&Gardner, questa volta come socio) alternate a divertenti scenette tra Will e Owen.
Ponendo un attimo l’accento su Will, non si può non notare come sia stato smosso da tutta questa faccenda: inizialmente andato in soccorso del giovane cliente per non perderlo (diversamente infatti Will non sarebbe mai e poi mai andato di persona, avrebbe mandato un socio se non addirittura un associato muovendo i fili da lontano, nel suo comodo ufficio) finisce col restare coinvolto, nei limiti della professionalità, dal caso stesso. Un Will passato avrebbe consigliato di accettare i due anni piuttosto di correre il rischio per l’ergastolo (e anzi avrebbe contrattato fino a far scendere la pena dell’accordo) e mai e poi mai si sarebbe fatto coinvolgere dal cliente che giura innocenza quando invece il DNA lo incolpa chiaramente. Non so se il caso verrà ripreso in seguito, ma è chiara la chiave di lettura: la rabbia ha caricato Will pronto più che mai alla guerra, ma la verità è che il lavoro, i rapporti con i clienti sono stati curati da Alicia, Cary e gli altri associati e basta questo a far vacillare Will.
PRO:
- Alicia negli uffici della Lockhart&Gardner
- Caso della settimana di Will
- Sguardo tra Will e Alicia
- “I had some of the best teachers in the world. I couldn’t help but change.”
- Il vecchio curatore fallimentare della Lockhart&Gardner, ottimo acquisto per la Florrick/Agos
CONTRO:
- Episodio non certo adrenalinico, ma non per questo meno bello
- La scena tra Will e Owen in ascensore: l’ho trovata forzata ai fini della trama, un pò troppo stucchevole
- Cary troppo messo da parte, come se non stesse facendo nulla per il suo studio e fosse tutto sulle spalle di Alicia.
In conclusione un buon episodio che dimostra come la serie riesca ad intrattenere anche senza strafare con personaggi e casi legali.