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Them 1×04 – Day 6TEMPO DI LETTURA 5 min

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Recensione 1x04 di Them “Said I’d been preparing for this day all my life. Had me start with myself. A bath. Every hour. I liked that. I scrubbed and scrubbed and scrubbed.
Psalm 51:7: «I shall be clean. Wash me, and I shall be whiter than snow»”.

Them raggiunge l’apice di tutti i temi trattati fino ad ora, regalando una puntata perfetta sotto vari punti di vista.

LUCKY E BETTY


Lo scontro tra Lucky e Betty ha portato le medesime conseguenze per entrambe: cercare di scappare da Compton.
Le minacce, la violenza e le pressioni psicologiche che gli Emory stanno subendo hanno dei fattori in comune con molte altre famiglie nere che, in quegli anni, si spostano sperando in uno stile di vita migliore. Croci bruciate nei giardini, sassi tirati alle finestre, proteste con schiamazzi e musica tenuta a volume alto per giorni interi sono dei rituali molto praticati in quegli anni (una problematica che è stata presa in esame anche da Lovecraft Country, per citare una serie uscita da pochi mesi) per impedire che il quartiere subisse delle variazioni etniche.
Le ripercussioni psicologiche sono il topos di Them.
In “Day 4“, durante la cena a casa di Hazel, viene accennato ad una fine tragica per un’altra famiglia nera trasferitasi in un quartiere bianco: la madre ha ucciso i figli per poi suicidarsi. L’instabilità mentale di Lucky spaventa la donna, che ha paura di poter compiere un gesto estremo nei confronti di Henry e delle due figlie.
Una probabile rassicurazione è il motivo per cui va a casa di Ella (interpretata da una bravissima Anika Noni Rose), una rassicurazione che tarda ad arrivare. Ella e i suoi famigliari sono vittime degli stessi soprusi.
Le due donne, Betty e Lucky, agiscono allo stesso modo anche se sono agli antipodi.
Anche Elizabeth vuole trasferirsi, e per potersi permettere una nuova casa va a trovare i genitori con l’intento di chiedere un prestito. L’incontro tra la ragazza e il padre non è dei migliori. Otto non sa nulla della figlia – se abita ancora a Compton e se ha figli ad esempio -, ma quello che può sembrare solamente uno scambio di convenevoli in una famiglia disfunzionale cambia i toni quando arriva la madre della ragazza. Tutta la sequenza è ricca di tensione che viene spiegata solo alla fine, ed anche Betty sembra più terrorizzata che in imbarazzo.
Ed è qui che arriva una delle trovate migliori di Them, che riesce a far capire molto dell’infanzia di Elizabeth mostrando così poco. La scena del bagno spinge lo spettatore a farsi delle domande sull’antagonista della serie che difficilmente si sarebbe posto. Perché Betty ha così paura? Probabilmente le violenze sessuali di cui è stata vittima da bambina hanno contribuito ad alimentare la sua ossessione. Lontani dal voler giustificare il razzismo di Betty, gli autori hanno però approfondito un personaggio tutt’altro che secondario.

DOLLS


Il giardino degli Emory disseminato di bambole nere impiccate non è solo l’inizio della sesta giornata, ma è anche il filo conduttore dell’intera puntata. Sono i fantocci, reali o immaginari, che popolano le visioni della famiglia Emory, i personaggi bislacchi dalle sembianze di burattini che tornano in quasi tutte le scene.
The tip tap man, già comparso nella puntata precedente, è un uomo nero in blackface (che non viene utilizzata solamente da attori bianchi, ma anche imposta ad attori neri per rendere più stereotipati i loro tratti e ridicolizzarli) che ha le sembianze di un burattino molto simile alle bambole che popolano il giardino.
Ogni componente della famiglia ha il suo demone: per Henry è l’uomo del tip tap, per Gracie è Miss Vera, Lucky ha il terrore di “the man in the black hat“, mentre Ruby ha trovato conforto in Doris. Quest’ultima è l’unica boccata di aria fresca nella vita di Ruby, l’amica bianca sulla quale poter contare quando tutti gli altri studenti la evitano e la bullizzano.
Il plot twist con il quale viene rivelato che Doris è solamente un’amica immaginaria (o un’altra maledizione che perseguita la famiglia) poteva essere intuibile, ma non per questo è stato un colpo di scena meno riuscito. La serie ha un tono troppo pessimista (o forse realistico) per permettere un’alleanza tra una ragazza nera e una bianca in un liceo frequentato da soli ragazzi con una radicata mentalità razzista.
Ma l’uomo del tip tap non è l’unico personaggio con sembianze bambolesche. Nello sgabuzzino quando Doris trucca Ruby con una musica di carillon in sottofondo facendola sembrare una bambola di porcellana e, ben più inquietante, le movenze di Ella mentre parla ricordano quelle di una marionetta.

LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA


Come accennato nelle recensioni precedenti, la salute mentale è uno dei tasti dolenti toccati da Them.
Questa instabilità emotiva dei personaggi porta a vedere le vicende da due punti di vista differenti: quelle che hanno trovato nella recensione il nome di visioni (il fantasma in cantina, the tip tap man, l’uomo col cappello nero, etc) possono essere reali. È una delle caratteristiche degli horror avere un registro narrativo che introduca elementi soprannaturali.
Ma il punto di domanda arriva fin dall’inizio, tramite flashback vengono mostrati i traumi che gli Emory hanno dovuto subire. Traumi che possono avere delle ripercussioni psicologiche anche gravi. Them quindi, fino ad ora, può essere anche vista come una serie non solamente horror, ma con dei risvolti razionali.
È solo Lucky, la più colpita tra i quattro, ad assistere allo strano discorso di Ella con il quale ammette velatamente di aver ucciso i figli ed aver amputato le gambe al marito, ridotto ad uno stato tale da averlo indotto al mutismo. Quando Henry entra nella casa dei Mae, tutti gli orrori alla quale ha assistito Lucky sono svaniti.
Anche Ruby ed Henry, gli altri due protagonisti dell’episodio, sono vittime degli stessi attacchi di natura razzista di Lucky ed ognuno di loro due ha i propri problemi anche al lavoro e a scuola. Non è difficile immaginare il motivo per cui Ruby si è immaginata una ragazza gentile con la quale poter parlare, durante le lunghe ore di lezioni e soprusi subiti quotidianamente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’incipit di forte impatto;
  • L’incontro tra Lucky ed Ella, e l’interpretazione di quest’ultima;
  • Il plot twist con protagonista Doris;
  • L’approfondimento su Betty e la scena del bagno
  • Niente da segnalare

 

Con “Day 6”, la serie horror di Amazon Prime Video si conferma d’altissimo livello sia dal punto di vista narrativo che esteticamente, andando a confermare il clima cinematografico degli ultimi anni che sta riscoprendo l’horror come un genere estremamente versatile.

Ha studiato cinema alla Sapienza. Innamorata dell'horror e della fantascienza, la rende felice un buon adattamento di un libro di Stephen King o un film sui viaggi nel tempo. Non parlatele del politically correct se non volete iniziare un litigio infinito. Crede fermamente che Fox Mulder sia il suo spirito guida.

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