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Vikings: Valhalla 1×02 – 1×03 – Viking – The MarshesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Vikings Valhalla 1x02 recensioneLa serie di casa Netflix non perde tempo e prosegue dividendosi in due macro-filoni narrativi: da una parte l’invasione vichinga dell’Inghilterra; dall’altra il viaggio mistico di Freydis, inaspettatamente più pericoloso che mai.

SCONTRO RELIGIOSO


Vikings è sempre stato un continuo scontro tra civiltà e tale caratteristica, evidente nella serie madre, viene ripresa all’interno di Vikings Valhalla sotto diversi aspetti.
Il popolo vichingo è fortemente diviso al proprio interno tra cristiani convertiti e pagani che adorano i vecchi Dei, una situazione incandescente insita nella società norrena che, a partire dal pilot, permea in ogni situazione narrativa.
Tale scontro si riverbera negli equilibri interni dell’esercito guidato da Re Knut e nel pellegrinaggio di Freydis verso il Tempio di Uppsala, luogo sacro per i norreni che i fan di Vikings hanno già avuto modo di vedere, visto che il sentiero sembra essere sorvegliato da guerrieri cristiani, anche se ancora non si è capito se appartengano a qualche ordine realmente esistito da cui gli autori hanno tratto ispirazione.
Il continuo scontro tra cristiani e pagani per ora  è il vero focus della serie e rappresenta l’elemento preponderante che in un modo o nell’altro emerge sempre, una scelta condivisibile e molto interessante che trova riscontro anche nelle fonti storiche.

I PERSONAGGI


Se si parla di character, non si può non menzionare Estrid Haakon: per quanto sia stata spiegato parzialmente, il casting di Estrid Haakon è assurdo e assolutamente fuori luogo, visto che è impensabile pensare che una donna di colore e di origini africane potesse guidare come Jarl la città di Kattegat in quell’epoca e all’interno della società vichinga. Si possono anche capire le intenzioni di Netflix, ma rimane il fatto che tale scelta, a livello storico, è assolutamente errata.
Anche alcune scelte inerenti ai costumi sono discutibili: senza dubbio la conversione al cristianesimo rese i vichinghi meno “selvaggi” esteticamente parlando e i contatti stretti con i regni inglesi ebbero un’ ulteriore influenza in tal senso, ma l’aspetto esteriore di alcuni personaggi non è consono tra chignon, eyeliner e pellicce molto discutibili.
Da segnalare invece come la costruzione dei personaggi sia positiva, con Leif, Freydis e la Regina Emma (normanna e discendente di Rollo) che risultano essere  personaggi molto interessanti e con del potenziale narrativo molto alto, peccato solo che per ora sia stato dedicato poco screen time allo Jarl Olaf, uno dei character più affascinanti del primo episodio.

L’INVASIONE


Vikings Valhalla 1x03 recensioneLa serie certo non ha temporeggiato e già a partire dall’inizio del terzo episodio si assiste all’invasione dell’Inghilterra con le prime razzie nel Kent e i primi scontri. Il ritmo narrativo è elevato e la visione è piacevole per una trama orizzontale che avanza senza perdersi troppo in storyline secondarie.
Da segnalare come non sia solo il fronte norreno a essere diviso ma anche quello sassone, con gli scontri interni tra i nobili inglesi e il recente avvicendamento al trono tra Re Etelredo e Re Edmund che rendono anche questo schieramento molto instabile.
Infatti la sottotrama politica inglese promette molto  bene e sarà sicuramente foriera di diverse sorprese, mentre per quanto riguarda lo scontro militare la situazione sembra molto incerta e risulta difficile fare previsioni su come si svilupperà lo scontro, ma la facile invasione dei vichinghi e relativa grande vittoria per ora sembrano essere molto lontane.

 

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ottimo ritmo narrativo, gli episodi scorrono e sono piacevoli da vedere
  • Leif, Freydis e la Regina Emma: ci sono diversi personaggi molto interessanti e con del potenziale
  • Il continuo scontro tra cristiani e pagani, per ora vero focus della serie
  • La sottotrama politica inglese promette bene
  • Per quanto sia stata spiegato parzialmente, il casting di Estrid Haakon è assurdo e assolutamente fuori luogo
  • L’aspetto di alcuni personaggi non è consono tra chignon, eyeliner e pellicce discutibili
  • Per ora poco spazio per Jarl Olaf

 

Due buoni episodi per la nuova serie di casa Netflix, costola della celebre serie di History, con un ottimo ritmo narrativo che fa avanzare velocemente la trama e rende piacevole la visione agli spettatori. Al di là di qualche scelta discutibile di casting e costumi, lo show è un buon prodotto televisivo con personaggi interessanti e sottotrame politiche e religiose che possono dare molto. Per ora si sceglie la cautela con una valutazione ampiamente sufficiente ma nulla di più, in attesa di entrare ancor di più nel vivo della narrazione.

Venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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