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Westworld 3×03 – The Absence Of FieldTEMPO DI LETTURA 4 min

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Westworld è cambiata radicalmente rispetto alle prime due stagioni, un’evoluzione inevitabile dopo “The Passenger” ma che, per ora, non si è rivelata all’altezza delle grandissime aspettative. La qualità di HBO non si discute, con una fotografia eccelsa e una regia egregia che regala agli spettatori frangenti cinematografici sul piccolo schermo. Un altro forte elemento di discontinuità invece è rappresentato dalla linearità della narrazione, che non viene più spezzata da ricorrenti flashback e flashforward come nelle precedente stagioni, ma procede linearmente pur nella sua complessità.

 

COMPLOTTI CYBERPUNK

L’ambientazione cyberpunk di questa terza stagione è veramente splendida, per un resa visiva che è una vera goduria per gli occhi dello spettatore. Tuttavia un cambio così radicale di scenario, visibile già nella season premiere, disorienta dopo due stagioni interamente ambientate all’interno di Westworld, tanto che la sensazione è di trovarsi davanti a un prodotto seriale completamente differente. Certo, vi è stata la parentesi Warworld nel precedente episodio, ma è innegabile come per ora la serie di casa HBO si concentri su spionaggio, intrighi e complotti tra megacorporation, controllo di big data e, che ne dica Dolores, per ora di rivoluzionario si è visto ben poco. Il 2058, anno nel quale sono ambientate le vicende, è un concentrato di tecnologia dove uomini, macchine e  intelligenza artificiale lavorano in apparente sinergia, almeno finché qualcuno non porrà fine a questo equilibrio.

AARON PAUL IN FUGA TANTO PER CAMBIARE


Nel momento in cui Dolores dice a Caleb di dover cambiare nome e sparire, la mente non può che tornare a Breaking Bad, senza dimenticare il recente “El Camino”, per un Aaron Paul che a quanto pare è destinato a interpretare sempre personaggi in fuga. Il nome del suo character tra l’altro è identico a quello del nonno di Seth in The OC, non si sa se per coincidenza o qualche omaggio nascosto. L’incontro tra Dolores e Caleb è senza dubbio fondamentale per l’economia dello show, con l’ex militare che potrebbe rivelarsi un aiutante perfetto per la stessa Dolores. L’ex abitante di Westworld, nonostante si faccia portatrice di istanze rivoluzionare, per ora si comporta esattamente come i suoi nemici, manipolando non solo Charlotte ma anche il character interpretato da Paul, rivelandogli un suo possibile suicidio, senza menzionare il fatto che non sia umana. Non si capisce se si voglia soppiantare, sterminare o addirittura liberare la razza umana, ma la volontà di scardinare il sistema da parte di Dolores sembra irremovibile.

REHOBOAM E LIBERO ARBITRIO


La megacorporation Incite, rivale della Delos, è controllata da Serac ed è riuscita nell’impresa di creare un sistema di raccolta datiRehoboam–  su scala mondiale, che gli permette di controllare e influenzare le vite di ogni essere vivente, lo stesso scopo inseguito con la raccolta dati all’interno del parco Westworld. Il nome attinge a piene mani nella Bibbia, visto che Roboamo era il figlio e successore di Solomone, punito da Dio per l’infedeltà dimostrata dal padre. Non è un caso allora se la prima versione di tale sistema si chiami proprio “Solomon”. Queste tematiche sono molto attuali, nonostante lo show sia ambientato nel futuro, visto che nell’ultimo decennio il controllo dei big data e il rispetto della privacy sono diventati temi di discussione pubblica, con tutti gli Stati che hanno legiferato al riguardo. Il libero arbitrio, libero parzialmente in realtà, continua ad essere uno dei temi fondamentali dello show targato HBO: se nel parco gli umani programmano le vite dei robot, nel resto del mondo le vite degli uomini sono indirizzate da un’intelligenza artificiale, che tuttavia non è indipendente ma posta sotto il controllo di un elitario gruppo di ricchi visionari. Si arriva al più grande paradosso della serie, ora sono gli androidi che devono liberare gli umani e insegnare loro come essere liberi.

CHARLOTTE Vs CHARLOTTE


L’enigmatica open cold introduce l’ennesimo mistero della serie: chi occupa veramente il corpo di Charlotte? Forse Clementine, violenta e leale a Dolores, forse qualcuno che ancora non si conosce. Il personaggio interpretato da Tessa Thompson vive uno stato di bipolarismo, accentuato da una missione da compiere sia per conto di Serac (è lei la talpa alla Delos) sia per l’indomita killer interpretata da Evan Rachel Wood, con un’apparente umanità ritrovata nei confronti del figlio, proprio come accaduto a Maeve. A questo punto è lecito chiedersi anche se Dolores sia la vera Dolores, visto che la protagonista femminile potrebbe anche aver scelto di risiedere in un altro host. Tra episodi di confusione mentale e autolesionismo, la sensazione è che Charlotte rappresenti la vera mina vagante di questa terza stagione, aspettando il ritorno di Ed Harris, per un William che è rimasto escluso sin troppo dalla narrazione principale e si spera possa tornare subito alla ribalta.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una regia di stampo cinematografico
  • Open cold che apre all’ennesimo enigma
  • L’ambientazione Cyberpunk
  • Dolores & Caleb: si prospettano grandi cose
  • L’attualità della tematiche affrontate
  • Dopo 3 episodi su 8 è successo veramente poco
  • L’ambientazione cyberpunk
  • Ancora nessuna traccia di Ed Harris

 

Nonostante la complessità dello show e il tempo che richiede lo sviluppo di una trama così articolata, dopo 3 episodi è successo veramente poco, se si considera che questa terza stagione durerà soltanto 8 puntate. La valutazione è sufficiente ma nulla di più, poiché non tutte le storyline convincono e lo sviluppo della trama orizzontale procede a stento, aspettando un deciso cambio di rotta al riguardo.

 

The Winter Line 3×02 0.77 milioni – 0.2 rating
The Absence Of Field 3×03 ND milioni – ND rating

 

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Daniele Abbatini

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

2 Comments

  1. Volevo far notare un typo: nel titolo “Rehoboam e Liberio arbitrio” c’è una I di troppo in “libero”. Oltre quello ottima recensione!
    Pensate che Serac sia solo una visualizzazione dell’algoritmo di Rehoboam (come Logan per intenderci) o esiste veramente in carne ed ossa?

  2. Grazie, errore di battitura 🙂 Contento che ti sia piaciuta la recensione ! Serac secondo me esiste, non so se in forma umana o tramite un androide

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