R.I.P. (Recenserie In Peace) – The O.C.TEMPO DI LETTURA 5 min

in R.I.P. - Recenserie In Peace/Recensioni/The O.C. by
Estate 2003, mentre noi italiani affogavamo nella monotonia delle repliche estive, nel palinsesto USA compariva timidamente in programmazione un serial, The O.C. acronimo di The Orange County. A prima vista il tipico teen drama ma in realtà molto di più.
Per quelli che come me sono cresciuti a pane e Dawson’s Creek, l’arrivo di The O.C. ha stravolto il genere del teen drama. Niente più melensi stagioni ad aspettare che i due protagonisti si scambino un pudico bacio, no. Tradimenti, abuso di droga e di alcol e la presentazione di un mondo giovanile così come è ora: spietato, superficiale e decisamente fuori dalle regole. Se non sei ricco sei out. Se non sei di Newport Beach sei out. Se sei nerd? Bè sei out ovunque ma qui ancora di più. E quindi la domanda che si è posto Josh Schwartz è stata: cosa succede se mettiamo un outsider dei bassi fondi in mezzo a dei ricconi che cambiano il Suv ogni 3 mesi? Rispondono a questa domanda Ryan Atwood, Seth Cohen, Melissa Cooper e Summer Roberts, più ovviamente le loro rispettive famiglie, non proprio normali ma nemmeno così disfunzionali o diverse da quelle di ciascuno di noi.
Questo è sicuramente uno dei punti a favore dello show: l’empatia con il pubblico nonostante il divario sociale ed economico. C’è chi nasce ricco e c’è chi nasce povero, come tutti sappiamo non è una cosa che possiamo scegliere, tutto dipende da quanto fortunati siamo, tuttavia la fortuna a volte bussa alla nostra porta o nel nostro caso alla porta di Ryan Atwood. Un adolescente della Orange County male che vive con una madre alcolizzata, che cambia uomo ogni 3×2, ed un fratello che spaccia, ruba e generalmente delinque alla bene e meglio, viene difeso per l’accusa di tentato furto d’auto da un avvocato statale, Sandy Cohen, che prenderà il suo caso molto a cuore tanto da portarlo a vivere a casa sua nella, celebre per gli aficionados, casetta in piscina. Da quando viene portato a Newport Beach la vita di Ryan e dei Cohen cambia radicalmente ed insieme alla loro anche quella dei loro vicini di casa, i Cooper. Inutile dire che un ragazzo dei quartieri bassi non è molto ben visto dai ricchi figli di papà, tuttavia la coesistenza viene resa più piacevole da una cotta per una certa Marissa Cooper, la vicina di casa che tutti vorremmo, e dal fratello acquisito (brother in law) Seth. Questi personaggi, insieme alla peperina Summer Roberts, sebbene completamente diversi tra di loro saranno costretti ad interagire e scopriranno stando assieme la loro complementarità oltre che le gioie ed i dolori che un “classico” ragazzo della borghesia californiana sperimenta durante l’adolescenza.
La domanda fondamentale comunque rimane perchè guardare queste 4 stagioni. La risposta è ovviamente l’empatia che si forma subito con i personaggi della serie che, volenti o nolenti, si fanno amare dallo spettatore nel giro di una manciata di minuti. La loro diversità è anche il motivo per il quale ogni adolescente o in generale ogni spettatore riesce a riconoscersi in almeno uno di essi ed è stimolato a proseguire la visione sempre piacevole e mai scontata dello show (la prima metà della 3° stagione è da dimenticare ma questo è un discorso a parte…). Chi vi parla poi si è affacciato al mondo dei telefilm e alla serialità proprio grazie a The O.C. che tutt’ora è l’unico a stazionare con i suoi 4 cofanetti dvd sulla mensola di casa.
Partito in sordina come uno dei classici telefilm estivi che serve più come spuntino in attesa di settembre che altro, l’incredibile quanto sorprendente livello di audience e di rating dei primi episodi della stagione ha portato i vertici dela FOX a farsi i calcoli in tasca e, riconoscendo in tempo la gallina dalle uova d’oro, hanno prolungato lo show per tutta la stagione invernale e primaverile facendogli raggiungere la cifra record di 27 episodi per una sola stagione. E se questa non è una buona motivazione per dargli una chance non so quale altra potrebbe esserlo.
Particolare attenzione degli autori è poi data sin dal principio alla colonna sonora dello show, alzi la mano chi non ha mai sentito Phantom Planet – California, ed in ogni episodio per chi ha l’orecchio sopraffino vengono elargite certe perle appartenente al genere indie rock, rock e dance che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute ai più. Giusto per fare qualche nome e dare più concretezza alle mie parole dirò Killers, Death Cab For Cutie, The Shins e Imogen Heap, ma solo perchè sono quelli che si conoscono di più ma altrimenti ce ne sarebbero molti altri. Insomma oltre che a puro piacere visivo anche l’orecchio viene sollazzato a dovere ed è una cosa da non sottovalutare per niente.
L’impatto che lo show ha avuto con la realtà è stato impressionante tanto da diventare un fenomeno di culto per moltissimi. Anche chi non seguiva la serie avrà sicuramente saputo del finale shock della 3° stagione o si sarà imbattuto in qualcuno che parlava della festività creata ad hoc dall’amatissimo Seth Cohen, cioè il Chrismukkah, o addirittura si sarà chiesto da dove sono derivati i vari reality Laguna Beach e The Hills, bè sono tutti merito di The O.C. in qualche modo. Ora, per quanto ne sia stato appassionato, lungi da me definirlo il miglior teen drama mai esistito o la serie che dovete guardare assolutamente, no, The O.C. non è niente di tutto questo ma il suo successo, che è già un ottimo biglietto da visita, lo deve ad un ottimo cast (tra tutti Adam Brody e Peter Gallagher), al legame che si è creato anche fuori dal set e soprattutto all’amore indiscusso che il creatore, Josh Schwartz (Gossip Girl, Chuck), ci ha messo nello sceneggiare ogni singolo dialogo. Tutto questo e dei personaggi indimenticabili hanno reso lo show una pietra miliare dei teen-drama garantendosi di diritto un posto nella memoria collettiva ponendosi anche come paragone per tutti i futuri show adolescenziali. Se non lo avete mai guardato, mettete mano al portafoglio e procuratevi subito i cofanetti, tutti soldi ben spesi.

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: