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Ju-On: Origins 1×03 – Episode 3TEMPO DI LETTURA 3 min

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Il senso di straniamento che lascia lo show alla fine dei suoi 28-29 minuti è spesso anche dovuto dalla sensazione di non star assistendo ad eventi che si sviluppano in uno stesso presente. Proprio per questo, l’indicazione data dall’anno all’inizio di questo episodio aiuta, e non poco, a tracciare una prima linea nelle storie narrate. Storie che rivelano una natura ben più tragica rispetto alla dimensione orrorifica che la famosa casa mette in gioco.
Lo stupro di una ragazza, l’omicidio di sua madre con tanto di ricatto, incastrare un innocente: sono questi elementi che denotano una natura “maledetta” che va oltre al fatto che gli eventi si siano parzialmente svolti dentro la casa. Certo, la nascita di un figlio verosimilmente chiaroveggente e la straziante storia interna a quella famiglia sbagliata in partenza non possono non essere il frutto di un rapporto violento avuto in uno scenario che di normale ha ben poco.
Ju-On: Origins ha dalla sua la capacità di inquietare e spaventare mai in maniera gratuita ed eccessiva. La carica di situazioni inquietanti è dosata e limitata in momenti ben delimitati, utili a far sobbalzare lo spettatore ma senza dargli il tempo di abituarsi alla scena spaventosa di turno.
Momenti da incorniciare in questo senso sono sicuramente quello della seduta spiritica e, in maniera ben più sottile, la sequenza finale in ospedale. Il primo è sicuramente un topos narrativo con cui difficilmente si sbaglia. La carica emotiva e di tensione che si viene a creare, fino all’apparizione finale, è quella classica di una seduta spiritica. La sopracitata apparizione è lancinante, istantanea, incisiva: la presenza del trapassato è fisica e terrena, seppur momentanea.
La straziante scena finale in ospedale, con una deriva quasi scontata in una famiglia così disastrata e maledetta in partenza, regala forse il momento insieme più psichedelico e horror in assoluto. Sin dal primo episodio vi è questa costante dei passi, a simboleggiare un incessante e imminente presenza inquietante. Sentire dei passi avvicinarsi rende impotenti e in preda ad un senso di pericolo costante, oltre che inconsapevoli del grado di minaccia. Nello squallido corridoio di ospedale, dove una madre distrutta realizza quanto irrimediabile sia la sua vita familiare e quanto in generale sia rovinata la sua vita in generale (forse da molto tempo prima), qualcosa di indefinito ed indefinibile accade. Il bambino incapace di prendere coscienza (crudelissimo il fatto che il trauma cranico sia avvenuto con un telefono, stessa arma del delitto utilizzata in precedenza) cammina in maniera cadenzata e regolare, inquadrato in una maniera che rende impossibile metterlo a fuoco del tutto. Esattamente come quando si guarda (o si percepisce) un qualcosa con la coda dell’occhio, senza riuscire a definirla.
Il senso di indefinito e indefinibile è esattamente ciò che rende riuscita l’atmosfera horror di Ju-On: Origins: pericolo costante, presenze demoniache dietro ogni angolo. E non è un complimento da poco considerando che tale risultato era riuscito tra gli altri ad un maestro come David Lynch.
In tutto ciò però continuano ad aumentare gli interrogativi. Chi è la donna incinta al centro di uno strano triangolo? È stato effettivamente il marito a picchiare il figlio, considerando la sua faccia sconvolta tra la folla?
Ecco, proprio lo straniamento e la difficoltà ad unire le trame rende per ora questo show spesso di non facilissimo assorbimento, ma non c’è dubbio che i fili siano destinati a sciogliersi abbastanza presto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scena della seduta spiritica
  • Il finale
  • Inquietudine diffusa
  • Forse si inizia a trovare la casa
  • Non semplicissimo tenere il filo della storia, ma forse è opinione soggettiva

 

L’opinione poco dettagliata del thumb down si riflette nell’incapacità di chi scrive di non ricordare neanche un nome di qualsivoglia personaggio.

 

Episode 2 1×02 ND milioni – ND rating
Episode 3 1×03 ND milioni – ND rating

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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