Mentre il suo pubblico è ancora in attesa di assistere all’ultima stagione (prevista per il 2026), Outlander si lancia in nuove storie con nuove timeline.
Arriva così il suo primo spin-off: Blood Of My Blood, 10 episodi che introducono personaggi inediti destinati a creare un ennesimo percorso a lungo termine, dato che la rete Starz ha già rinnovato la serie per una seconda stagione.
Blood Of My Blood torna molto più indietro nel tempo, andando a raccontare la storia dei genitori di Jamie e Claire. Una narrazione che inizialmente si dirama in due direzioni diverse: la Scozia del XVIII secolo, con protagonisti Ellen MacKenzie (interpretata da Harriet Slater) e Brian Fraser (Jamie Roy), per poi passare ad un’Inghilterra in piena Prima Guerra Mondiale seguendo Julia Moriston (Hermione Corfield) e Henry Beauchamp (Jeremy Irvine).
MEET THE FRASER
Starz ha rilasciato le prime due puntate di Blood Of My Blood contemporaneamente. Una mossa spesso praticata dalle reti/piattaforme, eppure, dopo la visione del pilot, in questo caso la scelta appare ancora più sensata.
Dovendo raccontare la storia di due coppie e quindi ben quattro personaggi, gli autori hanno scelto di dividere la loro presentazione. “Providence” è un episodio interamente concentrato sui genitori di Jamie, Ellen MacKenzie e Brian Fraser, mentre solo gli ultimi 10 minuti anticipano la storyline dei coniugi Beauchamp rimandando lo spettatore al secondo episodio.
Si parte, dunque, dalla Scozia del VXIII secolo, con il passaggio di testimone del clan MacKenzie. Chi scrive, non ricorda perfettamente cosa o quanto è stato raccontato degli avi nella serie originale, ma l’episodio riesce subito a catapultare al meglio lo spettatore nella nuova realtà.
La storia di Ellen e Brian rilascia qualche vibes alla Romeo e Giulietta, con due famiglie nemiche giurate e due figli che sconvolgeranno l’equilibrio con la loro storia d’amore. I personaggi sono abbastanza stratificati e ottima appare anche la scelta degli attori: soprattutto Brian Fraser, ha momenti in cui i modi ricordano molto Jamie, frutto di uno studio ben ponderato da parte di cast e crew.
Il resto dei character rende ben composta la narrazione, oltre che a regalare diverse esclamazioni nel sentire nomi conosciuti dai fan di Outlander e ora visti per la prima volta nella loro epoca.
MEET THE BEAUCHAMP
Come detto, ai coniugi Beauchamp vengono riservati pochi minuti, destinando la loro presentazione al prossimo episodio. Tuttavia, la storia che si nasconde dietro questa coppia appare giù composta da quell’elemento in più di mistero e incognita.
Così come Claire, anche Julia e Henry si ritroveranno catapultati indietro nel tempo, ma la loro storia sarà comunque raccontata sin dagli albori. Se infatti il pilot presenta la coppia già sposata e genitori di Claire, il prossimo episodio tornerà indietro nel tempo per raccontare il loro incontro fatto di una lunga corrispondenza epistolare durante le Prima Guerra Mondiale. Flashback che daranno contesto a quanto invece accade sul finale di episodio, con questo cliffhanger che vede Julia scomparire a Craigh na Dun e Henry seguire subito dopo.
GIOCO AD INCASTRI NEL TEMPO
Se si pensava che la storia tra Jamie e Claire nel passato, con tutte le ramificazioni che nel tempo sono state costruite, fosse abbastanza complessa, Blood Of My Blood farà quasi “rimpiangere” quella tela.
Sarà sicuramente spiegato meglio nei prossimi episodi, ma le apparizioni dei genitori di Claire nelle dinamiche dei Fraser lascia già presagire una costruzione ad incastri nel tempo molto articolata. E questo potrebbe essere un problema.
Se, infatti, il pilot ha lasciato dietro di sé una buona impressione, con una storia ben presentata e protagonisti interessanti, è il futuro a spaventare. Gli elementi a disposizione sono tanti e le dinamiche accennate lasciano già intravedere troppi innesti che potrebbero non convincere del tutto chi è ormai un po’ stanco della narrazione di Outlander.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
|
|
Sicuramente un buon pilot, che presenta al meglio i nuovi personaggi e alimenta la curiosità per il prosieguo della storia. Ma ne varrà davvero la pena o si rischia solo di rimanere incastrati nell’ennesimo ingorgo narrativo?
