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Ms. Marvel 1×05 – Time And AgainTEMPO DI LETTURA 4 min

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Ms. Marvel 1x05 RecensioneGiunti a un passo dalla fine della sesta serie prodotta dai Marvel Studios per Disney+ è forse arrivato il momento di prendersi un respiro, per riflettere su cosa sta accadendo sul piccolo schermo del MCU. “Queste serie le fanno con lo stampino” è forse la critica più frequente posta a questi show. Ed ecco, che con “Time and Again” ripropongono “again” (appunto) la stessa costruzione, ancora una volta. Potrebbe anche funzionare, visto che solitamente il penultimo episodio “spiegone” è quello più importante e anche più emozionante della serie, ma stavolta qualcosa è andato storto. Ms. Marvel ha infatti avuto un andamento totalmente opposto a tutti gli altri show. La serie di Bisha K. Ali è riuscita a ingraziarsi il cuore dei fan contro ogni pregiudizio, grazie a co-protagonisti accattivanti e una storia finalmente originale.
Tuttavia, appena quando i Marvel Studios ripropongono il solito pacchetto da serie Marvel/Disney+, ecco che Ms. Marvel diventa la copia sbiadita di Moon Knight, crollando su sé stessa miseramente. Forse il format da sei episodi può funzionare per personaggi già ampiamente introdotti, ma è assolutamente insufficiente per raccontare a dovere tutti gli elementi buttati nel calderone. Certo, Kamala tornerà in The Marvels, forse addirittura in una seconda stagione. Però è giunta l’ora che Marvel capisca che, come i film, bisogna iniziare a differenziare anche le serie, non solo nel target, ma nell’idea narrativa.

5 = FLASHBACK


Lo sanno anche i sassi ormai: la quinta puntata è riservata alla pausa prima del gran finale, con annesso flashback/spiegone/approfondimento personale. Ms. Marvel non sfugge a questo paradigma che purtroppo “castra” e imbriglia una serie fino ad ora originale in un qualcosa di già visto. Rimane molto apprezzabile la cura con cui è stata portata in scena uno spicchio di storia non proprio mainstream. La partizione è infatti trattata con tutti i crismi, approfondendo il discorso di globalità che sta un po’ abbracciando l’intera fase 4 del MCU (Shang-Chi, Eternals, Black Widow, Moon Knight). Presa a sé stante, la prima metà dell’episodio funzionerebbe anche, se non fosse che arriva in un momento cruciale della stagione, con troppe storyline da sciogliere e pochi minuti a disposizione rimasti.
La sequenza nel 1942 risulta infatti abbastanza forzato ed eccessivamente prolissa. Metà episodio che poteva essere diluito in qualche flashback qua e là negli episodi, a svelare pian piano l’origine della famiglia di Kamala. Di contro, tutto ciò si aggiunge all’intero scorso capitolo, già ambientato in un setting nuovo e affascinante, ma privo di attrattiva per un pubblico già affezionato ai personaggi del New Jersey. Il Pakistan era un passaggio obbligatorio per la formazione di Kamala, ma sarebbe potuto anche arrivare in futuro, oppure non occupare un terzo dell’intera serie.

PARADOSSI A SORPRESA


Ciò che invece uno spettatore mai si sarebbe aspettato di vedere sono invece i viaggi nel tempo, che, a quanto pare, sono un altro potere del bracciale di Kamala. In particolare, i bracciali (a proposito, ma il secondo dov’è?) sembrano star svelando pian piano i poteri, che si evolvono anche nel tempo. È probabile che la giovane supereroina possa avere ancora altri assi nella manica, di cui però non ne è a conoscenza. Questo approccio molto misterioso nei confronti dei poteri di Ms. Marvel e dei bracciali è, in realtà, una strategia ben precisa degli autori, che si riservano per il futuro il potere di “retconnare” ed introdurre magari qualcosa di più grosso come gli Inumani.
Tuttavia, le scelte comode non sempre rendono, ed infatti agli occhi dello spettatore inizia a stufare questa confusione voluta. Altra scelta che non ha reso è sicuramente il viaggio nel tempo, emozionante nel mostrare Sana alle prese con le “stars“, ma che ha creato un paradosso, affrontato in maniera molto sbrigativa e quindi approssimativa. Ciò di cui necessita Ms. Marvel è sicuramente un po’ più di chiarezza. La stessa attenzione dedicata all’inclusività culturale dovrebbe essere posta al lato supereroistico della serie, che rimane sempre l’argomento principale. Un peccato perché questo secondo passo falso rende lo show recidivo, dopo l’insufficiente “Seeing Red“, e quindi difficile da recuperare con il gran finale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Bella la cura con cui è portata in scena la Partizione e la storia pakistana
  • L’evoluzione del rapporto con la madre di Kamala
  • Kamala che salva sua nonna è commovente…
  • Le forzature giustificate con la coscienza dei bracciali
  • Fin troppo tempo perso per raccontare un flashback senza nessun personaggio caro ai fan
  • Fuori dal New Jersey i personaggi non sono così ben caratterizzati
  • … ma è un paradosso ingiustificato
  • Najma villain bidimensionale, sbrigativo e anche facile da convincere
  • Perchè Kamran ha questi poteri?
  • Troppo di non spiegato, o spiegato in maniera confusionale
  • Finale che lascia basito lo spettatore

 

Rivedere Bruno a fine puntata è la cosa migliore degli ultimi due episodi. Questo fa riflettere sulla sbagliata costruzione di una serie che, se ambientata interamente nel New Jersey, o se avesse avuto più episodi a disposizione, avrebbe potuto essere una vera sorpresa. Alla gravità del voto incide molto anche il finale, tagliato con l’accetta e senza alcun criterio di cliffhanger o suspense. La prossima è l’ultimo strike, e solo il ritorno dei comprimari potrebbe salvare il tutto.

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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