Ragnarok 2×02 – What Happened To The Nice, Old Lady?TEMPO DI LETTURA 5 min

/
()

Ragnarok 2x02 Recensione

Come già espresso nella recensione di “Brothers In Arms“, è evidente come in questa seconda stagione di Ragnarok si sia voluto spingere sull’acceleratore. Con soli 6 episodi a disposizione, è chiaro che ci sia il bisogno di condensare molte informazioni e avvenimenti affinché non occupino troppo spazio.
Va però comunque detto che questo, seppur renda le puntate più ricche di eventi e, di conseguenza, interessanti, va ad intaccare la verosimiglianza del racconto. Con troppi fatti, troppi cambi di fronte e troppe poche domande da parte dei personaggi, è facile che la serie possa perdere di credibilità. Cosa che, in effetti, già sta accadendo.

LA NASCITA DI LOKI


“If you’re gonna drag me up here on a motorbike to ask me to spy on my brother, maybe you should practice a little bit first?”

“What Happened To The Nice, Old Lady?” è un episodio quasi interamente incentrato sulla figura di Laurits.
L’avvicinamento tra questo e Vidar porta a un certo parallelismo con un altro episodio della prima stagione: “Jutulheim“. In quell’occasione avveniva la presa di coscienza di Magne riguardo i propri poteri e la propria identità, avvenuta proprio a casa Jutul. Vedendosi riflesso nello specchio nei panni del dio norreno del tuono, il ragazzo iniziava infatti a capire l’origine delle proprie neo-acquisite abilità.
Allo stesso modo, qui Laurits ottiene capacità sovrumane e scorge nel proprio riflesso la figura di Loki, in una maniera estremamente simile a quanto accaduto al fratello.
Riguardo le reazioni di Laurits si potrebbe aprire un dibattito, dato che non è propriamente chiaro come mai accetti tutte le stranezze di cui è testimone così di buon grado. Da una parte la fretta evidente anche in altri ambiti potrebbe applicarsi a questo frangente. Rendendo quindi le scoperte di Laurits meno combattute possibile, sarebbe possibile per gli sceneggiatori arrivare alla presa di coscienza del ragazzo molto più rapidamente rispetto al fratello Magne nella prima stagione. Dall’altra parte è possibile che Laurits sia in qualche modo guidato dall’istinto e intontito dall’alcool e, di conseguenza, non sia propriamente conscio di ciò che vede o fa.

LAURITS PORTATORE DI CAOS


Pur essendo Laurits il fulcro dell’episodio, non vuol dire che sia il protagonista assoluto della puntata. La rivelazione avvenuta in “Brothers In Arms” infatti, semplicemente influenza pesantemente tutti i fronti e tutti i personaggi, chi più, chi meno.

“Oh, so many feelings. When did they become a part of our world?”

Sicuramente uno dei personaggi più colpiti dalla vicenda è Magne, ritrovatosi con un membro della famiglia strettamente legato al suo più acerrimo nemico. Tuttavia non è l’unico a essere infastidito e travolto da questa vicenda.
L’episodio mette infatti in risalto i dissapori che iniziano ad accentuarsi tra gli Jutul stessi e, in particolare, tra Vidar e Ran. La famiglia di Giganti di Ghiaccio, reduce dall’abbandono di Fjor, dimostra ancora una volta di non avere bene il controllo della situazione e di costituire per sE stessi una minaccia maggiore di quanto possa essere Magne.
Viene reso chiaro che Fjor non sia l’unico degli Jutul ad essere influenzato dagli esseri umani e ad averne preso i tratti e le emozioni. Se infatti Fjor ha dimostrato di provare sinceramente amore e affetto, Ran inizia a farsi travolgere dalla gelosia, mentre Vidar riscopre un improvviso lato paterno e protettivo. Un’evoluzione molto interessante dei personaggi “negativi”, che permette loro di brillare rispetto a un sempre più blando Magne.

DEN SNILLE, GAMLE DAMEN


Stando a quanto scritto finora, dunque Laurits è il principale protagonista dell’episodio. Una domanda a questo punto potrebbe sorgere spontanea: chi è la gentile signora a cui si fa riferimento nel titolo?
In realtà, più che chiedersi chi sia, lo spettatore si ritrova a chiedersi per quale motivo il titolo sia dedicato a lei se invece non ha un ruolo principale all’interno dell’episodio. E’ verso la fine che si iniziano a mettere insieme i pezzi e appare presto chiaro che Wenche sia destinata a morire.
La strega infatti perisce per mano di Ran, ma riesce in tempo a passare il proprio ruolo di guida (e probabilmente anche i poteri magici) al vecchio Wotan, palese incarnazione di Odino.
Oltre a dare probabilmente maggiore importanza proprio a Wotan nelle puntate a venire, è auspicabile che questo evento abbia un effettivo impatto su Magne che esuli dalla semplice rabbia. Il ragazzo infatti è indirettamente il responsabile della morte della donna, essendo stato poco prudente nell’approcciarcisi e avendo, dunque, rivelato la sua identità a Ran stessa. Purtroppo è anche elevato il timore che, vista la rapidità presa dalla narrazione, Magne possa non elaborare questa perdita in maniera interessante e credibile e semplicemente il tutto si traduca in ulteriore astio nei confronti degli Jutul.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Riflesso Laurits/Loki e il parallelismo con Magne nella prima stagione
  • Jutul sempre più umani
  • Rapporto tra Laurits e Vidar
  • Crescente ambiguità di Laurits, in perfetto stile “Dio degli Inganni”
  • Magne
  • Eventi, reazioni e plot-twist troppo frettolosi e rapidi: avviene tutto troppo velocemente!
  • Ma Wenche l’ha visto che Ran aveva arco e frecce come armi? Si è impegnata proprio per essere un bersaglio facile

 

Il secondo episodio di Ragnarok non può ottenere nulla più che una misera sufficienza. Purtroppo il ritmo accelerato sta iniziando a mostrare i propri lati negativi e benché alcuni risvolti siano effettivamente interessanti, non godono del tempo necessario per essere approfonditi a dovere. Sarebbe bello sperare in una migliore gestione nelle puntate a venire, ma purtroppo è possibile che da qui in avanti possa essere un viaggio in picchiata.

Quanto ti è piaciuta la puntata?

Nessun voto per ora

Precedente

Quelli Che Mi Vogliono Morto

Prossima

Grey’s Anatomy 17×16 – I’m Still Standing

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.