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Anatomy Of A Scandal 1×03 – Episode 3TEMPO DI LETTURA 3 min

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Anatomy Of A Scandal - Episode 3

A metà della sua prima stagione, quella che appare come un’anacronistica riproduzione britannica di The Morning Show sembra fondersi con un’altra sua simile, The Good Wife.
Lo scandalo è ormai scoppiato in casa Whitehouse, l’ennesima bomba è stata sganciata e questo terzo episodio è pronto per concentrarsi soprattutto sul processo giudiziario contro James da parte di Olivia.
A questo punto della trama una cosa risulta ben chiara, benché al centro del ciclone ci sia l’ex ministro, la serie TV (come tante altre hanno saputo fare, sulla medesima scia) è incentrata sulla figura della donna: ora avvocatessa agguerrita, ora amante delusa, ora moglie tradita e cosiddetta madre (quasi santificata) di famiglia.

YOU DIDN’T SAY “NO”


Il personaggio di Olivia, nonostante a questo giro abbia gran voce, risulta ancora pieno d’ombre – al contrario di quanto ci si aspetterebbe o si spererebbe. Non è dunque facile, tanto per lo spettatore da casa quanto per la giuria presente sullo schermo, riuscire a capire da quale parte stare, sebbene dato il delicato tema trattato ci si senta automaticamente spinti dalla morale comune a sostegno dell’ex assistente di Whitehouse.
Quest’ultimo tuttavia non fa eccezione: la medesima ambiguità alimenta altrettanti dubbi nei confronti del suo character, i quali lati oscuri emergono a singhiozzo in un gioco di flashback funzionali alla struttura narrativa fin dal primo episodio. È proprio attraverso i ricordi (legati soprattutto alla gioventù) che Sophie inizia a costruirsi un’immagine nuova – probabilmente solo per lei – di suo marito, la cui iniziale infedeltà potrebbe rivelarsi soltanto la famosa punta dell’iceberg. Ne esce fuori un classico ritratto del tipico ragazzo viziato di buona famiglia, in balia di festini a base di droghe e machismo. In questo senso lo show resta fedele al proprio titolo conducendo una dissezione non più di uno scandalo ma del suo protagonista.
Tirando le somme è possibile definire questo un “episodio rivelazione” che va a completare il quadro dei personaggi principali: come quello precedente si sofferma ancora sull’avvincente scontro tra Kate Woodcroft e l’avversaria della difesa Angela Regan (Josette Simon) che domina magistralmente buona parte dei quasi 45 minuti di telefilm.

NON HAI VISTO NIENTE


L’inevitabile tensione causata dagli eventi messi in scena viene tagliata solo da inframezzi di riprese familiari che paiono (in maniera surreale) immuni dall’accaduto, almeno finché in esse vengono inclusi i figli di Sophie e James. Genitori esemplari si direbbe, da un lato, tipico perbenismo british dall’altro. Nonostante si cerchi di salvare le apparenze, i pregiudizi in primis si fanno strada nell’esistenza dei Whitehouse e nel privato della coppia (in quanto coniugi e nella loro individualità) iniziano a riversarsi le più ovvie conseguenze: la vita sociale e quella lavorativa sono irrimediabilmente compromesse.
Tra un pianto e l’ennesima accusa di molestie spuntata fuori come dal nulla, Anatomy Of A Scandal, a tre episodi dal finale, fa un po’ fatica a ingranare la marcia giusta offrendo al pubblico un’atmosfera di sospetta e relativa quiete, puntualmente sconvolta a ridosso degli ultimi minuti di ogni puntata. Regola che neanche “Episode 3” trasgredisce, nutrendo così maggiori speranze per uno sviluppo più dinamico per i prossimi episodi. Sviluppo eventuale che lascia già percepire alcuni possibili risvolti della medaglia.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il personaggio di Angela Regan
  • Il puntuale plot-twist di fine episodio
  • Regia durante il processo, di nuovo
  • La ripresa vorticosa della scena di chiusura, letteralmente nauseante

 

L’andamento relativamente lento della trama lascia lo spettatore alquanto a bocca asciutta, ma il colpo di scena di questa volta potrebbe essere quello decisivo a sollevare le sorti dell’intera serie che per questo motivo merita un voto mediocre basato sulla speranza di una narrazione finale più accattivante. Sperando non si ripeta lo stesso schema nei prossimi episodi.

 

Dice di essere "vicina ai trenta" da quando ne ha fatti 25 e ancora non ha trovato un'alternativa con cui definirsi una volta che li avrà effettivamente compiuti. Infatti, si tratta essenzialmente di una procrastinatrice seriale che rimanda le responsabilità dell'età adulta tra una serie TV (di troppo), un concerto metal e una fetta di pizza.
Come se la vita non fosse già complicata di suo, ha deciso di studiare tedesco, ma compensa col suo hobby preferito: viaggiare per seal watching.

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