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Doctor Who – Christmas Special: The Church On Ruby RoadTEMPO DI LETTURA 4 min

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Doctor Who Christmas Speciale 2023 RecensioneNella precedente recensione è stato sollevato un problema che riguarda sicuramente una fetta molto esigua della popolazione: ovvero la redazione di RecenSerie. Si chiede ai lettori un aiuto in tal proposito: come numerare gli episodi che usciranno a partire dalla primavera del 2024?
Si riparte da 1×01? Oppure si ignora completamente il diktat delle alte sfere whovian e si riprende da dove si è lasciato?
Nel finale di questo Speciale Natalizio (per cui ancora ce la si può cavare dal punto di vista della catalogazione dell’episodio), si rincara la dose con quel minacciosissimo “New Home” (Disney+), “New Who” (un nuovo Dottore, ma una nuova intera epoca che si apre).

2005-2023>1989-2005


Che poi effettivamente il periodo passato da quando Russell T. Davies ha ripreso in mano lo show con Christopher Eccleston e Billie Piper è molto più lontano nel tempo rispetto a ora, se paragonato all’intervallo tra la fine della serie classica e l’inizio del nuovo corso sopracitato. Ci sta quindi un rinnovamento, o meglio la ripresa di uno stile che tanto ha avuto successo nei primi anni duemila.
L’allora stagione 1 rappresenta quindi un “nuovo” periodo classico da riprendere e recuperare in quelli che erano i suoi ingredienti vincenti che poi con il tempo (e con Moffatt) si sono piano piano andati dissipando, lasciando spazio alla gravosità del protagonista, in piena rievocazione di stilemi veramente classici.
Russell T. Davies riprende a descrivere e raccontare la vita quotidiana inglese, storie rapide e urbane, in cui l’inclusione e la lente di ingrandimento sociale regnano sovrane. Il Dottore è nuovamente giovane, con una venatura malinconica, amico di giovani. Le storie raccontate sono volutamente non brillantissime ma che lasciano intravedere grandi intuizioni sul piano della creatività e delle idee di stampo puramente fantascientifico.

NCUTI GATWA E MILLIE GIBSON


Per esempio i Goblin sono il simbolo di poco impegno nella ricerca di figure aliene originali, ma la scusa per inventare un intero sistema comunicativo basato sulle coincidenze. Se si prende il personaggio di Ruby Sunday, ad esempio, una trovatella, il concetto di coincidenza, di fato e di destino non può non essere preponderante.
Il Dottore di Gatwa rappresenta al meglio una nuova generazione in diretta continuità con il trittico Eccleston-Tennant-Smith, con quel sapore di primo decennio degli anni 2000 che ha caratterizzato al meglio i primi due. La gravitas è presente con il contagocce, in momenti specifici in cui comunque l’intera eredità alle spalle del time lord è più viva che mai. Ad un certo punto, infatti, afferma candidamente di essere anche lui adottato, quindi un trovatello. Mai modo poteva essere migliore per semplificare la storica svolta narrativa che ha visto coinvolta l’incarnazione interpretata da Jodie Whittaker.
Tra l’altro da poco si sono spese parole al miele per la capacità di RTD di riprendere filoni narrativi non suoi, che sarebbe stato delittuoso lasciar cadere nel vuoto. Allo stesso modo, questa nuova incarnazione pensa di essere lui stesso un cattivo talismano, lasciando di fatto a Ruby la scelta di seguirlo nel Tardis. Possibile trovare in questo elemento l’aspetto che maggiormente ha legato i dottori da Tennant a Smith, fino a Capaldi e Whittaker: l’incapacità di stare fino in fondo da solo/a e la tendenza a mettere in pericolo gli umani al seguito.

NEVER SEEN A TARDIS BEFORE?


In perfetto stile Davies, gli elementi di trama orizzontale vengono disseminati. Già nel precedente episodio il Toymaker faceva riferimento ad un villain in attesa in silenzio e se si vede come la vicina di casa di Ruby catturi la scena nel finale con la frase che dà il titolo a questo paragrafo, si può facilmente iniziare a godere di una trama orizzontale già sparsa ovunque.
La stessa Ruby e le sue origini incerte saranno al centro di sviluppi di trama. A tutto questo bisogna accostare anche le origini incerte del protagonista che, guarda caso, nella sua prima avventura si trova a confrontarsi con trovatelli e adozioni.
L’episodio in sé non sarà al centro di rewatch compulsivi e ricerca spasmodica di scene cult, come spesso è avvenuto nella storia recente di Doctor Who, tuttavia, conoscendo il pubblico e la cifra stilistica da aspettarsi, l’attesa non può essere poca.
Occorre aggiungere poi che nel 2005 Russell T. Davies poteva solo raccogliere una lontana eredità da sviluppare e riproporre, ma soprattutto da rilanciare. Oggi, anche se di fatto è passato più tempo, ha molto più materiale su cui lavorare, molto del quale ha avuto origine dalla sua penna.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Pochi fronzoli nella storia
  • Elementi di orizzontalità sparsi
  • Curiosità indotta
  • Ruby e il nuovo Dottore rendono il corso del 2005 un classico da rivisitare
  • La vicina di casa
  • I Goblin poca roba

 

Non un episodio per cui si può gridare all’epicità, bensì un uovo che si sta schiudendo. La testimonianza di un eterno ritorno televisivo, verso una nuova modernità, chiudendo un’enorme parentesi che è già “classica”.

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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