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Hellbound 1×02 – Episodio 2TEMPO DI LETTURA 3 min

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Hellbound 1x02 recensioneDopo l’inaspettato ma meritatissimo successo di Squid Game, i riflettori sono di nuovo puntati verso la Corea del Sud che comincia a far mordere la polvere ai suoi competitors europei e statunitensi.
Con Hellbound, infatti, la Corea del Sud si mostra capacissima di sfornare un ottimo prodotto, dalle tinte horror e con quel giusto tocco di sadismo, splatter e distopia.
La serie, creata dal regista di Train To Busan (Yeon Sang-ho) e basata sull’omonimo webtoon, catapulta il pubblico in un futuro non troppo lontano, dove l’umanità – o meglio, i peccatori – viene giudicata ed annientata da delle creature infernali.
Quello che ne scaturisce è una spirale di violenza, panico, sangue, sadismo ed isterismo religioso che getteranno il mondo nel caos e faranno crollare qualsiasi barlume di normalità e speranza.

IL FANATISMO RELIGIOSO


Il grande protagonista di Hellbound è il fanatismo religioso in ogni sua accezione e sfumatura negativa, esempio perfetto di come un concetto in teoria benevolo, si trasformi nel suo esatto contrario, perché contaminato dalla natura umana.
Anche Midnight Mass, altra serie tv apparsa su Netflix di recente, aveva basato la sua intera struttura narrativa sull’estremismo religioso ed il male che si cela dietro di esso.
Nel primo episodio di questo nuovo k-drama, vengono presentate al pubblico le creature infernali, considerate come una manifestazione della volontà di Dio di punire gli uomini, ormai schiavi del peccato.
Entrano in scena anche la Nuova Verità, una setta religiosa che profetizza la venuta di queste condanne e la Punta di Freccia, gruppo di ultras delle leggi divine, dediti ad episodi di violenza e pestaggi.
Con questa seconda puntata i toni, gli animi e la qualità si alzano di parecchio, trasformando “Episodio 2” in un incontro perfetto tra Squid Game e Black Mirror.

LA SOTTILE LINEA TRA BENE E MALE


La continua lotta tra Bene e Male ha origini antichissime e continua ad essere un argomento di dibattito molto attuale. Nel mondo, infatti, non esistono solo il bianco ed il nero, ma una gamma variegata di grigi. Soprattutto, nessuna persona può ergersi a giudice integerrimo ed impeccabile perché nessuno è esente da difetti e peccati. “Episodio 2”, quindi, spinge proprio su questo tasto e dipinge un’umanità terrorizzata e, proprio per questo, più incline a lasciarsi plagiare da fanatici affamati di gloria e potere.
Le creature infernali, reali o meno che siano, sono solo un’escamotage per parlare di come la religione, nella sua forma più estrema, non sia più un porto sicuro, ma il primo dei carnefici.
Emblema di questa finta bontà di facciata è la decisione di trasmettere in diretta la condanna di Park Jeong-ja. La sequenza preparatoria è una parabola ascendente di ansia e tragicità, dove la benevolenza religiosa lascia spazio ad un sadico voyeurismo di massa.

LA CRITICA SOCIALE


Proprio come il suo predecessore, anche in Hellbound la critica sociale è un elemento preponderante che si insinua nell’intera trama. Il protagonista principale, il detective Jin Kyeong-hoon, è un uomo disilluso e tormentato che ha perso la speranza di un futuro roseo per sé e la figlia.
La sua nemesi, il Presidente della setta Jeon Jin-soo, invece, si presenta come un portatore di verità e salvezza (per certi versi ricorda il Padre Paul di Midnight Mass), ma cela ombre molto profonde dentro di lui.
“Episodio 2” intreccia ancora di più le loro vite, mostrando la figlia del poliziotto ormai succube dell’angelo diabolico. La sequenza dell’uccisione del criminale, infatti, segna un punto di svolta per la Nuova Verità che mostra la sua vera natura.
Sono tante le domande sollevate dai primi due episodi di Hellbound ed altrettante sono le risposte che l’ideatore Yeon Sang-oh vuole dare al suo pubblico. La sua personale storia horror-religiosa, infatti, è solo all’inizio, ma il regista ha già colpito nel segno.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Parabola horror-religiosa in salsa coreana
  • Regia e fotografia
  • Omaggi a Squid Game (il forno, i VIP che assistono all’esecuzione) e Black Mirror (il vouyerismo e la violenza di “White Bear”).
  • La bontà di facciata della religione
  • La critica sociale e personaggi mai del tutto o bianchi o neri
  • Nulla di particolare

 

Il secondo episodio di Hellbound è ancora migliore del precedente ed alza l’asticella, immergendo lo spettatore in un vortice di incubo e violenza.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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