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The Flash 8×06 – Impulsive Excessive DisorderTEMPO DI LETTURA 3 min

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The Flash 8x06 recensioneDopo una pausa di tre mesi che, detto francamente, non è affatto dispiaciuta visto che è servita a dimenticare l’inutile finale di Armageddon, The Flash ritorna con una nuova “graphic novel”, come piace chiamarla a Eric Wallace. E bisogna ammettere che “Impulsive Excessive Disorder” è una piacevole ventata di freschezza, totalmente inaspettata, e che velatamente potrebbe aver gettato le basi per il tanto agognato series finale.
Infatti Wallace, da bravo showrunner che non ha ancora ricevuto alcuna informazione circa il rinnovo della serie, ha confermato in una recente intervista che l’ultima puntata della stagione potrebbe funzionare benissimo come series finale, il che, detto di nuovo francamente, sarebbe esattamente ciò che tutti gli spettatori vorrebbero vedere. Ma la situazione è piuttosto fluida e dipende non tanto dagli ascolti (in questo episodio si è segnato un nuovo minimo storico con 590mila spettatori ed un -40% rispetto alla season premiere dell’anno scorso) ma dalla sorte del network che, stando a notizie recenti, è stato messo in vendita perché non è mai diventato profittevole sin dalla sua creazione (quando The WB e UPN sono state fuse in un unico network) nel lontano 2006. Il che implica diversi scenari che coinvolgono tutte le serie dell’Arrowverse, ma questo è un discorso più ampio.

LA POTENZA DELL’ASSENZA DEI PROTAGONISTI


Era già capitato in passato che Grant Gustin o altri character principali non comparissero in un episodio (possibilmente anche con scuse molto banali), vuoi per risparmiare sul budget, vuoi per fare qualcosa di diverso (fallendo per esempio in “Rajo De Luz“) e non è mai andata a finire molto bene. Stavolta, invece, c’è stato un risvolto positivo da questa decisione ed è fondamentalmente merito dei character secondari che sono stati messi al centro della narrazione: Bart e Nora.
In particolare, il personaggio interpretato da Jordan Fisher dona un rinnovato vigore a quello di Jessica Parker Kennedy e si denota una certa chimica tra i due fratelli ed è proprio grazie a quella chimica, più una trama focalizzata sul classico ritorno al passato, che questo episodio riesce a risplendere di luce propria pur essendo a conti (quasi) fatti un filler. In più, il ritorno di Eddie Thawne è stato piuttosto gradevole nonostante non abbia avuto alcun impatto nella trama, il che lo rende un divertissement degno di nota, specie perché Rick Cosnett è un altro attore decente che purtroppo è stato sacrificato troppo presto.

L’INTRODUZIONE DI UN NUOVO FLASH (MADE IN CHINA)


Il ritorno al 2013 porta con sé l’introduzione di un nuovo character, tale Avery che si rivela fin da subito un interesse amoroso per Bart, il che implica sia un ritorno nel presente a breve per il figlio di Barry, sia un potenziale sviluppo della trama orizzontale. Nei fumetti, infatti, Avery Ho è un’altra speedster, si fa chiamare Flash e fa parte della Justice League Of China insieme ad altri omologhi dei vari Batman e Superman.
Pur immaginando che questo non sia il punto focale della serie, l’introduzione di questo personaggio fa riflettere e apre le porte ad una teoria che è già piuttosto discussa nei vari forum: e se questa stagione di The Flash fosse impostata per creare una seconda generazione di speedster che possa raccogliere il testimone da Barry? L’idea piace molto e sarebbe anche perfetta nel caso in cui questa sia l’ultima stagione, viceversa potrebbe rappresentare una buona storyline simile a quella della 5° stagione di Arrow quando Oliver Queen aveva cominciato ad addestrare delle reclute. Idea non nuova ma interessante e che potrebbe ancora portare quella freschezza narrativa necessaria anche grazie ad attori più dotati, tipo Fisher.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’assenza del Team Flash è un fattore positivo
  • Bart e Nora dimostrano di poter sostenere una puntata intera sulle proprie spalle
  • Inserimento di Avery che, molto probabilmente, è Avery Ho dei fumetti
  • Il ritorno di Rick Cosnett nei panni di Eddie Thawne
  • L’assenza del Team Flash è un fattore positivo
  • Assolutamente non interessante l’origine della Royal Flush Gang

 

Pur sembrando un filler, “Impulsive Excessive Disorder” si dimostra essere molto più curato e guardabile rispetto al pompatissimo Armageddon che, di fatto, è stato estremamente deludente. Se The Flash continuerà sulla direzione auspicata (creare una nuova generazione e passare il testimone), allora la serie potrà riservare delle piacevoli sorprese.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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