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The Blacklist 1×03 – Wujing (No. 84)TEMPO DI LETTURA 4 min

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Siamo solo alla terza puntata ed io aspetto il martedì sera con grande trepidazione, ammetto che Cupido ha scoccato la sua freccia. Non è il primo telefilm che mi ha fatto quest’effetto e non sarà di certo l’ultimo, ma diciamoci la verità: al momento è il migliore in circolazione per quanto riguarda le “new entry”.
Elogiare Reddington è un dovere, ma soprattutto un piacere. Assistiamo, puntata dopo puntata, alla messa in scena di un vero e proprio spettacolo in cui i protagonisti sono inconsapevolmente delle marionette nelle sue mani, il tutto deve rientrare nel piano… ma quale sarà? Una cosa l’abbiamo capita: la collaborazione tra l’FBI e Reddington non è paritaria né subordinata nel modo giusto dato che non è quest’ultimo a lavorare per l’agenzia, ma il contrario, come lui stesso afferma.
Anche in questa terza puntata troviamo un “bad guy” da fermare, e ovviamente non si tratta di un semplice taccheggiatore o un assassino qualunque, ma di un uomo inesistente che non compare in alcun database, il quale, con estrema facilità, ha “fatto fuori” cinque agenti della CIA: Wujing. E, mentre l’FBI pensa che Wujing sia una leggenda, Reddington viene contattato proprio dal criminale per decriptare un messaggio della CIA, messaggio importante per l’organizzazione cinese poiché gli consentirà di conoscere l’identità di un altro agente infiltrato nel loro territorio e, di conseguenza, ucciderlo. Una volta reso noto quel nome sarà una corsa contro il tempo, da una parte ci sarà chi cercherà di salvarlo, e dall’altra chi vorrà fare l’esatto opposto.
Comincia lo spettacolo: Reddington ha già organizzato tutto includendo (scontato) la partecipazione della Keene che, con qualche debole riluttanza, accetta la sua copertura di Carolyn Givins, esperta crittografa con dottorato in Fisica all’Università del Massachusetts. Entrambi incontrano Wujing ed entrambi recitano le loro partialla perfezione, nonostante le numerose provocazione e trabocchetti, persino quando uno dei collaboratori del Cinese viene ingiustamente accusato, perché incastrato dalla stessa Keene, di aver collaborato con l’agenzia americana.
Si sa che, in questi ambienti, le accuse non sono formate da sole parole e, ormai “condannato a morte”, verrà ucciso dallo stesso Reddington perché reo di aver capito il tranello. No, non mi sono dimenticata dell’FBI! Beh, loro seguivano il tutto dall’esterno e, oltre ad aver aiutato la Keene facendo scomparire le sue impronte digitali dai database dell’FBI, anche loro hanno recitato la loro parte mettendo in scena la volontà, ma non capacità, di intervenire e gestire la situazione. Nonostante la serietà della situazione, quelle scene vi strapperanno un sorriso, ma non una risata: quella è riservata a Reddington e alle sue frasi, a dir poco, geniali.
Oltre alla solita adrenalina che vi terrà incollati allo schermo e alla sedia, c’è anche spazio per la verità (o qualsiasi cosa più gli si avvicini). Finalmente Red spiega il suo particolare interesse per Liz, “per via di tuo padre” le dice senza aggiungere altro, ma è arrivato tardi perché noi l’avevamo già capito dalla prima puntata. Come precedentemente detto, speriamo solo non sia la solita carrambata di paternità svelata. Tralasciando questo timore e le motivazioni che spingono Reddington verso Liz (dobbiamo solo aspettare il momento in cui lui deciderà di confessarsi, ha già dimostrato che le regole del gioco le fa lui e noi non possiamo far altro che sottostare), notiamo un reale attaccamento verso quella donna che, fino a tre puntate fa, era una sconosciuta. Lei dice di aver persone che le vogliono bene e che si prendono cura di lei, lui, anche se le apparenze potrebbero ingannare, non è solo… lui dice di avere lei al suo fianco!

 

PRO:

  • La figura di Reddington convince sempre di più dando vita ad una trama intricata, ma soprattutto intrigante
  • Le sue frasi geniali che mostrano un’ottica completamente diverse delle situazioni e un’ironia rara
  • Il gioco continua, lo spettacolo ogni puntata viene riproposto, e tutti seguono inconsapevolmente le regole di Red
  • Le numerose domande senza risposta
CONTRO:
  • Si, purtroppo rimane la paura di una carrambata padre-figlia
  • La continua diffidenza per la Keene, in fin dei conti è lei che è sempre in prima linea mettendo in pericolo la propria vita

 

Nonostante la puntata si sia conclusa nel migliore dei modi con la cattura di Wujing e l’evitato assassinio di un povero architetto che aveva aiutato la CIA, suo era il nome del messaggio criptato, anche questa volta, terminati i 40 minuti, ci accorgiamo di avere ancora più domande e nessuna risposta. Innanzitutto continuiamo a domandarci chi veramente sia suo marito e perché il suo file all’FBI è inaccessibile; poi perché hanno installato delle telecamere nella casa della Keene e chi è che la sta spiando: gli piacciono le mele, questo lo sappiamo; infine, ma non meno importante, vorremmo sapere perché il pagamento di Wujing per Reddington è una sequenza di numeri: 042983 … cosa vorrebbero dire?
Appuntamento alla prossima settimana con la speranza di avere sempre più domande e nessuna risposta perché, ammettiamolo, così è molto più intrigante. Siamo ai preliminari, non possiamo far altro che goderceli.

VOTO EMMY

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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