This Is Us 6×10 – Every Version Of YouTEMPO DI LETTURA 3 min

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This Is Us 6x10 recensioneLa trilogia dedicata ai fratelli Pearson, iniziata con “The Guitar Man” e proseguita con “The Hill“, volge al termine con un episodio monografico dedicato ovviamente a Randall che risulta di gran lunga il migliore dei tre, soprattutto a livello emotivo. Una puntata tra l’altro diretta da Justin Hartley che sveste i panni di Kevin e passa dietro la macchina da presa in veste di regista, facendo un ottimo lavoro bisogna ammettere.

THE HERO


“You are my hero Randall. You’re the most incredible person and I..I will not be the person that holds you back anymore.”

Randall ha rinunciato a molto della sua vita giovanile per prendersi cura della madre e cercare, a modo suo, di sostituire Jack come punto di riferimento della famiglia Pearson, un’impresa ardua per un ragazzo così giovane e con tanti problemi per la sua particolare condizione di figlio adottato.
Tali sforzi gli vengono infine riconosciuti con Rebecca che chiarisce, anche se non c’erano dubbi al riguardo, tutta la stima che ha nei confronti del figlio con una serie di dialoghi che sicuramente hanno un forte impatto e fanno anche comprendere meglio la scelta del personaggio interpretato da Mandy Moore riguardante la sua malattia e il ruolo che avrà Kate.
“Every Version Of You”è una puntata scritta molto bene e grazie alla solita alternanza tra linee temporali, caratteristica peculiare di This Is Us, viene delineato al meglio il complicato percorso compiuto dal consigliere dopo la morte del padre adottivo.
Da sottolineare, come al solito, la splendida prova attoriale di Sterling K. Brown che ormai è calato perfettamente nel personaggio e riesce a trasmettere agli spettatori tutte le sfumature di un character complesso come Randall, dominato sempre da un turbinio di emozioni e dotato di una profondità caratteriale difficile da portare sullo schermo.

THE NEXT PRESIDENT?


“If I run mom, I will win”

Ladies and gentleman, the next President of the Usa: Randall Pearson.
Si era già detto in passato che alcuni indizi portavano a pensare che Randall potesse diventare un nuovo Barack Obama e questo decimo appuntamento continua a seminare indizi in tal senso.
Forse sarebbe una forzatura eccessiva, ma anche diventare Senatore sarebbe in realtà un enorme scatto di carriera politica considerando che i membri del Senato degli Stati Uniti sono solo cento, due per ogni Stato, indipendentemente dalla popolazione e dall’importanza dello Stato.
Una cosa è certa, l’evoluzione della carriera di Randall è senza dubbio positiva per la serie, a patto che non vi siano esagerazioni, visto che dal punto di vista professionale è da diverso tempo che non vi sono novità significative.
Altro elemento positivo è la fine della lovestory tra Deja e Malik, almeno si spera sia cosi, per una parentesi poco brillante dello show che ha rubato anche troppo screen time a questioni ben più importanti, per una sottotrama che non ha giovato molto all’economia generale della serie.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una puntata dal forte impatto emotivo
  • Ottima scrittura per un episodio che funziona al meglio anche grazie alla solita alternanza tra linee temporali
  • Sterling K. Brown come al solito perfetto nel ruolo di Randall
  • Nuove opportunità per la carriera di Randall
  • La fine della storia tra Deja e Malik, parentesi poco brillante della serie
  • Niente da segnalare

 

Uno splendido episodio per la serie creata da Dan Fogelman che per l’occasione rispolvera tutto il suo potenziale emotivo con Randall, sempre capace di regalare emozioni profonde agli spettatori, ma senza essere stucchevole o cadere eccessivamente nel melenso. Forse la puntata non sarebbe da massimo dei voti, ma dopo tanti episodi sottotono, per una trilogia che ha deluso abbastanza, si decide di premiare lo splendido percorso del personaggio e il ritorno della serie ad alti livelli, optando per la valutazione massima, sperando che con il proseguo della serie non sia più un caso isolato.

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Venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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