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Godfather Of Harlem 1×07 – Masters of WarTEMPO DI LETTURA 4 min

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Godfather Of Harlem 1x07 Recensione Dopo il finale elettrizzante de “Il Canto de Malavita”, Godfather Of Harlem prosegue nella scia tracciata verso la faida tra il clan di Vincent “Chin” Gigante e quello di Bumpy Johnson. In “Masters Of War” molti nodi vengono al pettine, scatenando conseguenze irreparabili. Inoltre, alcuni personaggi finora ostili fanno squadra verso obiettivi comuni, vedasi Adam e Malcolm, così come Mayme ed Elise, fino ad arrivare a Bumpy e Stella.
La direzione che sta prendendo la trama orizzontale è ormai ben delineata, e il ritmo incalza di episodio in episodio. Merito di una sceneggiatura solida che ha ben piantato i semi nelle prime puntate per raccoglierli ora che i tempi sono maturi. Brancato e Eckstein stanno dando prova delle loro capacità nello sviluppare personaggi tali da far affezionare il pubblico nonostante le azioni criminose.

LA GUERRA INIZIA


Dopo la rivelazione su Villabuena come talpa, con conseguente assassinio a sangue freddo, Bumpy decide di contrattaccare Gigante utilizzando la risorsa più preziosa che possa avere a disposizione: sua figlia. Il rapporto padre-figlia è uno dei temi ricorrenti di questa serie, ma il nuovo team-up formato da Stella ed Ellsworth è qualcosa di inedito. Il padrino di Harlem sfrutta furbescamente le informazioni ottenute dalla giovane Stella per mettere gli italiani del clan Genovese uno contro l’altro. Il sentimento di invidia e frustrazione covato da Chin, mai rispettato a pieno dai grandi di Cosa Nostra si rivela terreno fertile per seminare zizzania.
La goccia che fa traboccare il vaso, come preannunciato in “I Am The Greatest”, è la morte del figlio di Joe Bonanno. Il figlio del boss della famiglia Bonanno, affiliata alla grande famiglia Genovese, fu assassinato su commissione di Chin, che ha poi letteralmente sotterrato le tracce. Quando la notizia giunge alle orecchie di Joe scoppia la guerra, ormai inevitabile, ed il primo a subirne le conseguenze sulla propria pelle è proprio Bumpy.

LA “FARSA” SU WASHINGTON


La seconda alleanza interessante è quella instaurata tra Malcolm X e il “Congressman” Adam Clayton Powell. Entrambi gli attivisti hanno un nemico in comune, e che nemico: Martin Luther King. King, ai tempi della famosissima marcia su Washington fu accusato da X di essersi venduto ai bianchi, di essersi alleato con coloro che invece dovrebbero essere i nemici di una guerra razziale sociale per i diritti umani. D’altro canto, Adam, che è più interessato al ritorno economico che alla questione sociale in sé, disprezza King per la scarsa considerazione nei suoi confronti.
Viene nominato più volte anche “Jack” Kennedy, accusato sempre dalla NOI di voler calmare le acque soffocando le gride di protesta dei fratelli neri. Per l’ennesima volta Godfather Of Harlem si fonde con la storia recente intersecando pezzi di puzzle e delineando i contorni tra le vicende che hanno maggiormente caratterizzato la storia americana degli anni ’60. Infatti, la serie di Star non è un semplice show sulla criminalità organizzata, bensì mira a raccontare la storia delle lotte per i diritti civili. Un collegamento sottile ma ben piantato nello spettatore, mai distratto da due temi all’apparenza così agli antipodi.

EROINA, SEMPRE PRESENTE


Una delle protagoniste, colpevolmente mai trattata nelle recensioni degli episodi precedenti, è l’eroina. La droga spacciata da Cosa Nostra ad Harlem dà la possibilità agli autori di narrare il dilemma di Bumpy. Il personaggio di Whitaker cerca di vendere a ogni costo l’eroina alla povera gente di Harlem cercando di generare una dipendenza. Fin qui tutta roba già vista, se non fosse che, ironicamente, la figlia stessa di Bumpy diventa dipendente dall’eroina.
Questo trauma torna a galla quando si scopre che anche la nipotina seconda figlia nasconde bustine di tale sostanza. Lo spaccio, attività che ha reso il padrino di Harlem quel che è ora, è più che mai in bilico. Ellsworth sembra afflitto da dilemmi etici dopo che la figlia gli ha aperto finalmente gli occhi. Se prima spacciare serviva a sopravvivere (dal punto di vista di Bumpy), adesso è giusto arricchirsi giocando con la vita delle persone?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Maggior minutaggio per Joe Bonanno
  • Giancarlo Esposito è una delizia
  • Il discorso di Malcolm contro la marcia su Washington
  • Il continuo intersecarsi con le vicende storiche
  • La guerra è iniziata
  • Nulla da segnalare

 

Godfather Of Harlem ci regala il più bell’episodio finora, innescando la guerra tra Chin e Bumpy. Johnson ha rivelato i segreti di Gigante a tutto il clan, e ne ha già subito le conseguenze, mentre Adam e Malcolm si dirigono a Washington per un appuntamento con la storia.

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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