Justified: City Primeval 1×06 – AdiosTEMPO DI LETTURA 3 min

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Justified: City Primeval 1x06 Recensione

I wonder if anybody’s that lucky. I wonder if some combination of this dead judge and this alleged book and this particular shit bird is maybe making people act in ways they otherwise wouldn’t. And I’m feeling like I do when I’m being played a fool. You know what I’m saying?

Qualche tessera del puzzle è mancante? Clement Mansell è un genio del crimine, oppure è un criminale mediocre con un’incredibile dose di fortuna? Questi interrogativi tormentano il sonno dello U.S. Marshall Raylan Givens da ormai diversi episodi. Mansell – noto come The Oklahoma Wildman – è il responsabile dell’omicidio del giudice Alvin Guy e della sua assistente, nonché del tentato omicidio di Skender Lulgjaraj. Nonostante ciò, Raylan e la polizia di Detroit non riescono in alcun modo ad arrestarlo e a imbastire un caso concreto contro di lui. Di conseguenza, la frustrazione e i dubbi del Marshall appaiono comprensibili. Per di più, i suoi sonni sono ulteriormente disturbati dai piani di Carolyn di utilizzare il libro nero per diventare giudice.

TUTTI CONTRO MANSELL


Clement Mansell non ha molti amici. Al contrario, di nemici ne ha in abbondanza, quasi si sforzasse a collezionarli. Il pilastro centrale di questo sesto episodio – non a caso – è dedicato all’intreccio dei piani orditi dai vari antagonisti di Mansell per sbarazzarsi di lui, in un modo o nell’altro.
La polizia di Detroit e Raylan, infatti, vogliono utilizzare la presenza di Diane (Regina Taylor) nel libro nero per organizzare una trappola e arrestare Mansell. La prima vittima di Clement e Sweety – ossia Burt Dickey – vuole invece vendicarsi e manda un criminale di nome Lonnie (Kevin Anderson) sulle sue tracce.
Dopo aver fatto la conoscenza di Lonnie, anche Sweety decide di usufruire dei suoi servigi per uccidere Mansell durante l’incontro tra lui e Diane.

IL PREZZO DA PAGARE


Cosa succede quando multipli piani si intrecciano involontariamente? Solitamente, nulla di buono, e questa puntata non presenta alcuna eccezione alla regola. L’arresto al parco di Mansell sventa indirettamente il tentativo di omicidio nei suoi confronti. Per di più, avendo fiutato che qualcosa non quadrasse nei suoi rapporti con Sweety, Mansell si è presentato all’incontro senza il libro del giudice. Per questo motivo, l’arresto non ha avuto successo.
Il libro del giudice è potenzialmente una miniera di soldi e potere. Tuttavia, è presente un prezzo da pagare per ottenere questi obiettivi. Ha imparato questa lezione Sweety, il cui fallimento lo ha condannato a essere ucciso dal suo ex socio.
La lezione è stata imparata anche da Carolyn. L’avvocatessa, infatti, ha cercato di agire strategicamente e combinare il suo obiettivo di proteggere Sweety con l’obiettivo di diventare giudice. In virtù degli ultimi eventi, il rischio è che entrambi i propositi falliscano.

È SOLO FORTUNA?


Nella sua indagine, Raylan Givens non sta prendendo in considerazione un elemento, ossia l’irrazionale furia omicida di Mansell. La ricerca della verità, infatti, parte sempre dal presupposto che l’omicidio del giudice e il furto del libretto fossero premeditati. Al contrario, come mostrato nel pilot, tutto è nato da una banale questione di precedenza stradale non data.
La presenza di un punto di partenza erroneo ha necessariamente condizionato tutto il corso delle investigazioni. Questo è, con ogni probabilità, uno dei motivi per cui Clement Mansell non si trova ancora in prigione.
Tuttavia, il discorso di Raylan – riportato a inizio articolo – lascia aperta la porta anche a un’ulteriore spiegazione. Qualcuno sta agendo per tenere Clement in libertà, oppure sta agendo per evitare che l’esistenza del libro nero diventi di dominio pubblico.
La presenza di una figura di questo tipo – che potrebbe essere anche un poliziotto – sarebbe forse il primo vero colpo di scena di questa stagione, e renderebbe gli episodi finali ancora più interessanti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il doppio piano per sbarazzarsi di Mansell
  • La sequenza di eventi al parco
  • L’omicidio – oramai inevitabile – di Sweety
  • La fortuna e la casualità delle azioni di Clement Mansell rischiano di trasformarsi in un Deus-Ex-Machina narrativo

“I’m gonna fight ‘em off
A seven nation army couldn’t hold me back
They’re gonna rip it off
Taking their time right behind my back
And I’m talking to myself at night
Because I can’t forget
Back and forth through my mind
Behind a cigarette.”

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Romano, studente di scienze politiche, appassionato di serie tv crime. Più il mistero è intricato, meglio è. Cerco di dimenticare di essere anche tifoso della Roma.

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