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The Crown 5×10 – DecommissionedTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Crown 5x10 recensioneUn episodio leggermente sottotono chiude questo quinto ciclo stagionale di The Crown. Una puntata strettamente collegata con il terzo episodio dove gli Al-Fayed tornano ad avere un ruolo di primo piano, mentre la crisi della royal family sembra essere ormai inarrestabile.

LO YACHT REALE “BRITANNIA”


Fin dalla sua introduzione nella season premiere, lo yacht reale “Britannia” ha rappresentato un’evidente metafora sulla situazione della monarchia dei Windsor: splendente e maestosa nel passato, decadente e poco avvezza alla modernità alla fine degli anni ’90.
Il titolo della puntata può essere allora riferito non solo al Britannia ma all’intera istituzione monarchica, come si può notare dalla suggestiva open cold e dai continui attacchi, nemmeno troppo velati, che la serie rivolge agli assurdi comportamenti dei membri della famiglia reale.
Netflix, gigante da centinaia di milioni di utenti, certo può permettersi senza problemi di criticare i reali inglesi, ma bisogna comunque riconoscere una buona dose di coraggio al colosso statunitense che cerca di mantenere un giudizio equidistante tra la varie fazioni, mettendo in risalto gli aspetti negativi dei vari character senza far sconti a nessuno.
Il disarmo dello yacht e la breve apparizione del super yacht del miliardario Mohamed Al-Fayed dove Diana e i principi si ritrovano per le vacanze, rappresentano due brevi istantanee di quanto il mondo stia cambiando rapidamente, mentre la Regina fatica a stare al passo con i tempi.

IL PRINCIPE DEL GALLES


Con l’ufficialità del divorzio da Diana avvenuto nella puntata precedente, Carlo ormai è libero di vivere la propria vita privata. Lo stesso, però, non si può dire per quanto riguarda la vita pubblica, visto il suo ruolo di eterno numero 2 che lo vede incastrato nel famoso “sistema” (ampiamente presentato in “The System“), che attanaglia tutti i membri della royal family.
In tutta la stagione, e anche in questo decimo episodio, la serie propone un’immagine di Carlo discutibile per quanto riguarda il suo rapporto con Diana, mentre viene messo in risalto l’impegno del primogenito nella società e l’incessante sforzo, spesso vano, di modernizzare non solo l’immagine della monarchia ma rinnovare l’istituzione stessa dalle radici.
L’importante introduzione del nuovo Primo Ministro Tony Blair, personaggio fondamentale per la Gran Bretagna tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, fa presagire una special relationship tra il politico e il Principe del Galles.
L‘interpretazione di Dominic West è perfetta e esente da critiche ma a non convincere, come già detto nelle precedenti recensioni, è l’immagine scaltra e estremamente sicura di sé che viene data a Carlo attraverso il modo in cui è scritto il personaggio: un profilo lontano dall’immaginario collettivo, anche se forse era proprio questo l’intento, quello di rivalutarne parzialmente l’immagine pubblica.
Da segnalare come sempre l’eccelso comparto tecnico che conferma la validità di regia e fotografia, certo non sperimentali, ma pienamente in linea con la natura della serie e la grande cura dei dettagli, come evidenziato dal francobollo con l’immagine di Matt Smith e Claire Foy, vecchi interpreti di Elisabetta e Filippo nelle stagioni precedenti.

LA SESTA (E ULTIMA ?) STAGIONE


Salvo clamorose sorprese, sempre possibili specialmente dopo la morte di Elisabetta II e l’ascesa al trono di Carlo III, la prossima sarà l’ultima stagione di The Crown e dovrebbe arrivare sul piccolo schermo tra un paio di anni, indicativamente a fine 2024.
Già in questa puntata vi sono diversi indizi su quello che si vedrà in futuro, con la scena in cui i paparazzi inseguono Diana mentre è in macchina, già sintomo dell’eccessiva ossessione dei media verso la principessa, che sfocerà in tragedia. Il tutto mentre Diana si lega sempre più alla famiglia Al-Fayed.
The Crown nel corso degli anni è diventato un fenomeno internazionale, un prodotto televisivo seguitissimo in tutto il mondo e uno dei prodotti di punta di casa Netflix, motivo per cui sarà difficile per il colosso di Los Gatos farne a meno definitivamente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La metafora dello yacht reale che impersona la Monarchia
  • Dominic West perfetto nella sua interpretazione…
  • Open cold interessante e indicativa della crisi monarchica
  • L’aspetto tecnico sempre degno di nota
  • L’introduzione del nuovo Primo Ministro Tony Blair
  • I paparazzi che inseguono Diana mentre è in macchina, suggestioni per il futuro
  • Netflix non si fa problemi ad attaccare la Monarchia, nemmeno troppo velatamente
  • Il francobollo con l’immagine di Matt Smith e Claire Foy, dimostrazione della massima cura dei dettagli
  • Puntata leggermente sottotono, ci si aspettava qualcosa di più
  • … ma l’immagine di Carlo così sicuro di sé non convince a pieno

 

Un ottimo episodio per The Crown che si dimostra, ancora una volta, una delle serie migliori di quest’anno e sicuramente la numero uno del suo genere, complici il lavoro egregio di Peter Morgan, un cast sempre eccelso e l’altissima qualità del lato tecnico. Forse ci si aspettava qualcosa di più da questo finale di stagione, motivo per cui non si opta per il massimo dei voti, ma la valutazione rimane ampiamente positiva per un prodotto televisivo che, a modo suo, continua a raccontare la storia della famiglia reale con grande maestria.

Venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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