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The Boys 1×04 – The Female of the SpeciesTEMPO DI LETTURA 4 min

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The-Boys-1x04“Siamo spesso da biasimare in questo: è ben provato che con un’aria devota e un’azione pia inzuccheriamo lo stesso diavolo.”

Dopo tre episodi volti più all’esposizione al pubblico della ricerca della verità da parte dell’inconsueto gruppo investigativo formato da Butcher, Hughie, Marvin e Frenchie riguardo The Seven e la loro inattaccabilità sociale, The Boys decide di rallentare un attimo e porre maggiore attenzione allo spaccato prettamente politico-sociale della storia. L’attenzione rivolta a questa tematica viene circoscritta in una sequenza (quella relativa al dirottamento aereo) che eleva la valutazione della puntata da un normale ringraziamento (considerata la staticità fino a quel punto la votazione non poteva essere tanto più alta) ad una benedizione condita da scroscianti applausi.
Ancora una volta, The Boys mostra al proprio pubblico il vero elemento che contraddistingue questa serie: l’umanità (e di conseguenza la normalità) dei suoi supereroi.
Può sembrare un paradosso, ma si tratta dell’elemento attorno al quale questa serie viene costruita: non esistono anime candide o inattaccabili, così come non si tratta di veri e propri antieroi per i loro atteggiamenti. I supereroi di The Boys si limitano a mostrare la loro umanità sempre e comunque: desiderio di potere e fama; consapevolezza del ruolo sociale e del dover evitare scandali pubblici; sete di soldi e di voler primeggiare. Homelander, più di tutti in questa puntata, mostra proprio questa caratteristica cercando di salvare se stesso e Queen Maeve dal disastro senza porsi troppi problemi relativamente al lasciar morire tutti i passeggeri per cui inizialmente si erano mossi in salvataggio. La consapevolezza (umana) che si percepisce nella frase “so they can tell the world that we left the rest of them to fucking die?” ed i concitati attimi successivi a questo dialogo fanno raggelare il sangue valutato il contesto della storia.
Parallelamente a questa estrema umanizzazione degli eroi, però, The Boys cerca anche di dimostrare che non è tutto così marcio come può apparire. Ecco quindi che The Deep cerca a tutti i costi di salvare un delfino tenuto in cattività in un deprecabile parco acquatico (di cui lui stesso è mascotte e simbolo). Se da un lato si cerca di mostrare questa “bontà supereroistica” a cui il pubblico tanto è abituato, dall’altro la serie cerca di farla scontrare con la realtà: con una frenata improvvisa il delfino viene sbalzato fuori dal furgone sfondando il cristallo del veicolo e successivamente spiaccicato violentemente da un camion di passaggio. Una realtà cruda, violenta e carica di sangue così lontana dai supereroi candidi e puliti che vengono solitamente propinati in tv o al cinema.
Il risultato è una serie che riesce ad amalgamare alla perfezione sia il suo chiaro impegno nell’umanizzazione del lato soprannaturale, sia quello prettamente supereroistico che fa capolino poche, ma ponderate volte.

“…e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo.”

Ad inizio recensione si appuntava del rallentamento nello sviluppo della trama relativa all’indagine di Butcher & CO. visto e considerato che l’episodio si circoscrive all’inseguimento ed alla successiva cattura di quella che potrebbe essere tranquillamente una sorta di cavia per il Composto V così tanto menzionato all’interno della serie. La giovane ragazzina asiatica, che si rende protagonista di un vero e proprio massacro rendendo una sorta di scantinato un vero e proprio mattatoio, potrebbe essere la prova schiacciante per dimostrare che il gruppo The Seven altro non è che un ammasso di “falsi dei”. Un messaggio che, seppur presente dal primo episodio, ha iniziato ad emergere e farsi strada sempre di più episodio dopo episodio.
Fondamentale per questa lotta al potere sarà sicuramente il delicato rapporto tra Hughie ed Annie, due persone totalmente normali ma catapultate in una realtà più grande e più violenta di quanto potessero aspettarsi. Il vero punto di snodo sarà rappresentato dalla caduta nell’oblio della violenza e delle bugie di uno o dell’altro personaggio: Annie ed Hughie, due anime candide e pure, riusciranno a non essere fagocitati dall’oscurità? Entrambi un primo passo verso il lato oscuro sembrano averlo fatto (Annie concedendosi a The Deep; Hughie uccidendo Traslucent), ma chi completerà per primo la trasformazione?

“I said they didn’t have to die. We arrived three minutes after the plane went down. And why? Because we’re not in the chain of command. If NORAD called us before they scrambled jets, then we could’ve saved them. 123 men, women and children. Excuse me. But if they let us into the military, then this will never happen again. That is my solemn promise to you. Right, Maeve? Talk to your congressmen. Talk to them. They’ll listen to the people. And together together, we will make sure that this never happens to our great nation ever again! God bless you. God bless America.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Risvolti politici ed intromissioni nella sicurezza nazionale
  • Scena dell’aereo
  • Scena del delfino
  • La reazione di Homelander alla richiesta di soccorso
  • Annie ed Hughie: due personaggi così vicini al baratro rappresentato dal lato oscuro
  • La narrazione dei falsi dei
  • Il mattatoio
  • Il ritrovamento del paziente zero
  • Qual è il collegamento tra Butcher ed Homelander?

 

Applausi.

 

Get Some 1×03 ND milioni – ND rating
The Female of the Species 1×04 ND milioni – ND rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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