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The Carrie Diaries 1×07 – CaughtTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dopo decenni di teen drama è assodato che dove c’è un ballo
scolastico non c’è coppia che tenga e nemmeno The Carrie Diaries si è sottratta
al clichè, per cui: Carrie lascia George, Mouse lascia Seth, Donna scopre la
tresca di Maggie con il poliziotto nonché dipendente del padre e la ricatta
subdolamente.
TCD sta percorrendo la sua strada in modo impeccabile
considerando i clichè con cui deve inevitabilmente scontrarsi un teen drama, e
lo fa senza buttarsi nel melodramma ridicolo a cui siamo spesso abituati.
La cosa alquanto sgradevole dell’episodio è stata la
liquidazione di George in sette secondi netti: ci era stato presentato come un
bravo ragazzo, perfetto, comprensivo, affascinante, simpatico perfino a Dorrit, gentile, sincero e chi più ne ha più ne metta e invece in questa puntata tutta
d’un tratto, dal ragazzo che ti passa a prendere fuori dal lavoro con una
cioccolata calda e doppia panna montata, diventa un pervertito (ah già, uomini)
e parecchio sgradevole (dopo le frasi dette era come minimo da gulag immediato), ma in qualche modo bisognava levarlo dalle scatole per far si che si possa aprire uno spiraglio tra Carrie e Sebastian. Ad intaccare il
tutto ci pensa Donna LaDonna vestita come una prostituta dei bassifondi, che
scoperta la scappatella di Maggie la ricatta, obbligandola a tenere Carrie
lontana da Sebastian.
Mouse invece è impegnata in tutt’altro, la piccola nerd
ha infatti preso una B+ lasciando che la sua relazione prevalesse sui suoi
studi, per cui decide di lasciare Seth, decisione senza dubbio insensata,
tutte sappiamo che lasciarsi con un ragazzo purtroppo non impedisce di pensarlo
e la concentrazione, qualunque cosa tu stia facendo, va a farsi benedire. E
dopo questa scelta cara Mouse, la poltrona da senatore te la meriti
decisamente.
A chiudere sono Dorrit, spoglia della maschera di cera che
di solito ha in faccia e il padre, che la accompagna a vedere lo Schiaccianoci,
tradizione che Dorrit aveva con la defunta madre. La piccola Bradshaw è
adorabile, fa la parte dell’adolescente ribelle e rompiballe ma anche un cieco
capirebbe che è solo apparenza celando dietro molto di più, la trovo uno dei
personaggi meglio disegnati e articolati dello show.
L’aspetto più importante dell’episodio tuttavia è il
delinearsi di quella che sarà la carriera di Carrie, fulcro di Sex and The City
e perno della sua vita sociale, infatti Carrie dopo varie riflessioni e sensi
di colpa accetta di lavorare per Larissa a Interview Magazine (“Magari scrivere
è la tua strada Carrie Bradshaw” Larissa ha l’occhio lungo da qui a 15 anni) e
le si aprono così le porte di quel mondo fatto di glamour, champagne, Manolo
Blahnik, New York e feste lussuose da fare schifo.
The Carrie Diaries si riconferma un telefilm ben fatto,
sobrio, simpatico e piacevole da guardare senza quasi mai storcere il naso,
compito difficile dato l’ingombrante peso della serie madre e invece è riuscito
sorprendendo un pò tutti e larga parte del merito va alla protagonista, AnnaSophia
Robb. Il rischio infatti era che tutti avremmo odiato la sedicenne Bradshaw
perché Carrie è solo Sarah Jessica Parker e di conseguenza non avrebbe mai
rispecchiato l’immagine che tutti abbiamo di lei. Invece non solo la Robb è
bravissima come attrice, ma ricorda senza nessuno sforzo Carrie Bradshaw di SaTC,
nei movimenti,nelle azioni,nel portamento; ma soprattutto, cosa più importante,
è riuscita a creare un personaggio “a sé”, capace di farci simpatia da subito
per com’è e non per essere legata al personaggio della HBO che conosciamo.
Se aggiungete i vaghi riferimenti a SaTC buttati lì con
disinvoltura (“se a 30 anni non sarò ancora sposata e continuerò a parlare di
ragazzi, soffocatemi con un cuscino” troppo tardi Carrie, troppo tardi), questo
telefilm è davvero un gioiellino.
Pecca della puntata e l’assenza della City, infatti la
vicenda si svolge esclusivamente nel Connecticut. Fino ad ora il telefilm ha raccontato
le storie del sobborgo e quelle di New York tracciando un percorso parallelo perfetto
e assegnando alla Città un ruolo centrale e non potrebbe essere diversamente,
poichè la storia dell’adolescente Carrie e di quella che sarà la Carrie dell’
HBO, si sviluppa proprio quando la ragazza di provincia scopre la Grande Mela e
l’eterogeneità delle persone che la popolano. In ogni modo l’arrivo a Interview
di fine episodio dovrebbe ricatapultarci nelle peripezie newyorkesi.
Non potevo concludere senza una piccola nota alla colonna
sonora di questa puntata messa lì giusto a ricordarci che siamo negli 80s: “Dreaming”,
“Freeze Frame” e sottofondo di chiusura “It’s My Life” dei Talk Talk. 
PRO:

  • Carrie e il lavoro a Interview e tutto ciò che questo
    comporterà
  • Acuti
    riferimenti a Sex and The City
  • Papabile riavvicinamento tra Carrie e Sebastian
  • Dorrit si apre con il padre
CONTRO:
  • Capovolgimento del personaggio di George
  • Maggie che continua a farsela con il poliziotto
  • Assenza della City
Non è stata un puntata particolarmente memorabile, ma The
Carrie Diaries riesce a rendere piacevole anche i must più scontati e
difficilmente annoia.

VOTO EMMY

Lunatica, brutta, cinefila e mancina. Tutte le serie tv sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.

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