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American Horror Stories 3×01 – BestieTEMPO DI LETTURA 3 min

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American Horror Stories 3x01 recensioneIl ritorno di American Horror Stories per una 3° stagione è pressoché equivalente all’annuncio di un amico che informa il suo gruppo dell’intenzione di ritornare al casinò per giocare alla roulette. Roulette che in passato ha fruttato belle vittorie (“Dollhouse“, “Bloody Mary“) ma anche clamorose sconfitte (“Feral“, “Necro“, “Milkmaids“).
Se si guarda al conto generale la somma non è positiva, anzi, il portafoglio di questo “amico” è in negativo ma, allo stesso tempo, la percezione è diversa ed è votata alla speranza di poter vincere di nuovo visto che, rimanendo sulla metafora, ogni giocata (leggasi: episodio) è completamente indipendente dalla precedente e quindi, fintanto che ci sono soldi (leggasi: spettatori), la possibilità di vincere e di perdere si azzerano ogni volta.
Dev’essere più o meno questo il pensiero dei dirigenti di FX On Hulu che, fatti i conti tra spese e ricavi (e fregandosene della qualità non eccelsa del prodotto finale), hanno deciso per un rinnovo della serie che non è stato annunciato in alcun modo e di cui non si è nemmeno a conoscenza del totale degli episodi commissionati. Per Halloween sono stati infatti rilasciati quattro episodi per una maratona horror che però puzza molto di “serie tv impattata dagli scioperi”, esattamente come accaduto con la serie madre che ha mandato in onda cinque episodi della 12° stagione annunciandoli come “Prima Parte” in attesa che si possa ritornare a girare le restanti puntate ad un certo punto nel 2024.

A.A.A. CERCASI SCENEGGIATORI DECENTI


Il fatto che FX abbia investito relativamente poco per questi quattro episodi sembra confermato dal pedigree dello sceneggiatore di questa season premiere (che poi è autore anche della 3×03), tale Joseph Cole Baken, un neofita che alle spalle ha un film autobiografico di cui è regista, sceneggiatore e star (Joe Gives Up And Moves To Montana) e un’altra pellicola di dubbia qualità (Mailman) di cui è sempre regista e sceneggiatore.
Sfortunatamente il curriculum del giovane Baken è la conferma di tutte le paure e preconcetti che attanagliano il recensore di turno che sta per cliccare play su un nuovo episodio di American Horror Stories: la trama è ampiamente già (stra)vista dato che c’è la solita adolescente che ha perso uno dei due genitori, si trasferisce in una nuova città, non ha amici, viene bullizzata e trova ovviamente un/una amico/a virtuale che la manipolerà per il proprio ludibrio. Niente di nuovo, niente di imprevedibile e nemmeno vagamente horror o thriller. Non proprio l’inizio che si vorrebbe vedere in una maratona di Halloween.

A.A.A. CERCASI PERSONAGGI CARISMATICI


Anche a causa di una sceneggiatura piatta come un foglio di carta, i vari character di “Bestie” non danno alcun tipo di valore aggiunto alla puntata. Forse solo ingaggiando attori come Leonardo Di Caprio o Jamie Lee Curtis ci potrebbe essere una qualche vaga speranza di migliorare un prodotto e una storia altrimenti serenamente cestinabili.
La protagonista, Emma Halleen, fa del suo meglio ma non buca in alcun modo lo schermo; lo stesso dicasi di Seth Gabel, veramente deludente in questo ruolo di padre; l’unica attrice che stuzzica un po’ di interesse è Jessica Barden, irriconoscibile nel ruolo di Bestie4eva e tra le altre cose anche moglie del regista dell’episodio Max Winkler (figlio del ben più noto e dotato Henry Winkler). Quando si dice: le cose si fanno in famiglia. Ad ogni modo il suo ruolo, verosimilmente la parte “horror” della puntata, non è sufficiente nemmeno per graffiare la patina di paura e scarejump che ci si aspetterebbe di avere dalla serie.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il finale, per quanto discutibile, almeno non ricade nella prevedibilità
  • Trucco di Anna Rexia e Bestie4eva
  • Recitazione piattissima
  • Trama ampiamente già vista
  • Seth Gabel (potenzialmente l’unico attore con del carisma) relegato a mera comparsa
  • Assenza del lato horror

 

L’amico della metafora iniziale ha scommesso alla roulette e ha perso miseramente questo giro. Forse deve spostarsi al tavolo da blackjack.

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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