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The Lord Of The Rings: The Rings Of Power 1×02 – AdriftTEMPO DI LETTURA 5 min

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the-lord-of-the-rings-the-rings-of-power-1x02-adrift recensioneLa recensione della prima puntata dell’attesissimo The Lord Of The Rings: The Rings Of Power termina con l’esortazione a guardare lo show considerandolo un prodotto inedito e non una trasposizione dell’opera Tolkeniana per evitare di rimanere delusi dalle differenze. Esortazione che chi scrive questa recensione non fa fatica ad accogliere visto che non ha letto i famosi libri. Le considerazioni che seguono nascono quindi guardando il prodotto per come appare sullo schermo e con le aspettative di chi conosce il mondo tolkeniano tramite le precedenti trilogie.
Fatta questa premessa, si può partire da una prima considerazione: questo secondo episodio non si discosta molto dal primo, rappresentando un prosieguo naturale a quella presentazione di personaggi e dinamiche che caratterizza i primi episodi di una nuova serie, volti a creare l’ambiente in cui l’occhio dello spettatore possa imparare a muoversi.

EPISODIO DI PREPARAZIONE


L’impressione di essere ancora in una fase di preparazione si rafforza se, terminata la visione dell’episodio, ci si lascia guidare da Prime Video alla ri-visione del trailer, ricordando la promessa di una serie non solo sontuosa e epica, come effettivamente già è, ma anche ricca di azione. Al momento il ritmo con cui si saltella da una location all’altra per mostrare elfi, nani, uomini e pelopiedi nei loro ambienti non è dei più incalzanti rendendo talvolta la visione un po’ noiosa.
L’avventura marina di Galadriel è stata fin troppo lunga e se l’obiettivo era trovare un nuovo compagno di viaggio poteva essere fatto anche senza tutta la sequenza del verme del mare.
Nonostante l’arrivo dello straniero con una meteora, anche la storyline di Nori fatica ad interessare quanto dovrebbe, almeno finché non si scoprirà qualche dettaglio in più sulla natura dell’uomo(?). È inevitabile pensare a lei come all’ennesimo “Hobbit” al centro di una vicenda più grande di sé ma fare paragoni con la storyline di Frodo Baggins sarebbe come sparare sulla Croce Rossa quindi per il momento giustamente si sorvolerà.
Invece, risulta più intrigante la storyline della spada segnata dal sigillo di Sauron nelle mani di Theo che non sembrerebbe un personaggio primario o, almeno, non quanto sua madre. Nel mondo fantasy gli oggetti stregati che si animano al ritorno del mago proprietario (questo perlomeno è quanto si può immaginare circa la storia della spada spezzata) esercitano sempre il loro fascino e questo non è da meno.

UNA SERIE DA CINEMA


Impeccabile e esente da giudizi negativi è invece la resa scenica della serie. Ogni sequenza che si apre con una panoramica mozza il fiato per la bellezza, grazie al potere degli immensi paesaggi neozelandesi ma anche della regia che ne esalta la magnificenza.
The Rings Of Power è un prodotto cinematografico prestato alla televisione. Sebbene da un lato questo sia un punto a favore perché lo show va ad aggiungersi a quei prodotti televisivi che negli anni hanno elevato il mezzo tanto da renderlo spesso paragonabile al cinema, può essere anche un limite. Un prodotto così visivamente d’impatto e di qualità può apparire sprecato se chi lo guarda lo fa da uno schermo di un pc, di una tv 35” o addirittura da uno smartphone. Perché se si può essere discordi su scelte di trama e caratterizzazione dei personaggi, quello che metterà sicuramente d’accordo tutti è che, tecnicamente, The Rings Of Power è una serie fatta benissimo.
È bellissima da un punto di vista estetico. Non poterla apprezzare nelle sale di un cinema è un peccato per il pubblico ma soprattutto per la serie stessa che arriverebbe allo spettatore in maniera molto più potente, facendo forse dimenticare anche gli elementi meno convincenti della trama o del ritmo.

ASPETTATIVE DA PREQUEL


Se i lettori delle opere tolkeniane dovranno fare lo sforzo di vedere la serie dimenticando quanto sanno dai libri e scritti, lo stesso non si può chiedere anche per la trilogia cinematografica. È forse impari confrontare una serie tv con tre film che hanno collezionato 17 Oscar, un punteggio medio di 91/100 su Metacritic, 93/100 su Rotten Tomatoes, e 8,9/10 su IMDB? Probabilmente no, visto quanto si è scritto sopra sulla qualità cinematografica di The Rings Of Power. Le buone premesse ci sono ma è ancora troppo presto per giudicare se, alle bellissime riprese e scenografie, corrisponderà un’altrettanto convincente trama.
I prequel sono sempre un’arma a doppio taglio, come per esempio la trilogia de Lo Hobbit. Da un lato si può contare su uno zoccolo duro di fan della serie/film di cui si sta narrando ciò che accade prima. Vedere le città dei nani al loro splendore o i piani per la fornace che produrrà i famigerati anelli è già emozionante e basta essere moderatamente fan della trilogia dell’anello per apprezzarne l’importanza. Dall’altro le aspettative sono altissime e il rischio di deludere è forse maggiore di quello di stupire.
Facendo un azzardato parallelo con Star Wars, ci si può chiedere: The Rings Of Power sarà per Lord Of The Rings quello che è stato Rogue One: A Star Wars Story, un gioiellino nel marasma di prequel del brand “Star Wars”, apprezzato da fan e critica? Oppure dovrà accontentarsi di essere il ben più dimenticabile Solo?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Comparto tecnico e resa scenica di grandissima qualità
  • Città dei nani, finalmente viste prima che vadano in rovina
  • Vedere i piani per la fornace che produrrà gli anelli è già emozionante
  • Ritmo a tratti lento
  • Non tutte le storyline suscitano lo stesso interesse

 

The Rings Of Power è una serie ambiziosa con un’estetica di grandissima qualità ma con l’arduo compito di rispettare delle aspettative altissime dei fan di un mondo complesso e con un immaginario iconico. Le buone premesse ci sono ma è troppo presto per giudicare se sarà all’altezza.

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