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Yellowstone 5×02 – The Sting Of WisdomTEMPO DI LETTURA 4 min

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5x02 Yellowstone the sting of wisdomIn contemporanea col primo episodio, viene rilasciato anche il secondo a cui è legato perché spiega cosa è successo appena dopo il notevole cliffhanger che lo chiudeva, lasciando lo spettatore “trepidante” nel sapere il destino di Tate, Monica e il bambino che sta(va) per partorire.
Una scelta un po’ anticlimatica ma anche apprezzabile per rendere più trasparente la situazione e l’impatto che l’incidente ha avuto proprio sul figlio di Kayce e Monica.

UN DESTINO DI CUI FORSE NON INTERESSA MOLTO


Una costante che ha sempre accompagnato le ultime stagioni: il poco interesse suscitato per tutto quello che riguarda il personaggio di Kayce e la sua famiglia diretta. Se in ogni stagione la famiglia Dutton a turno ha sempre rischiato di morire nelle maniere più estreme possibili (attentati o esplosioni), non stupisce che stavolta il destino poteva toccare Monica e Tate. Il problema pero è che in fondo di questi personaggi non si è mai entrati in empatia proprio perché sviluppati poco o male.
È inutile dire che tutto ciò che riguarda John, Beth o Rip suscita sempre un qualche tipo d’interesse (va detto che non senza qualche problema di ripetitività), questo non accade quasi mai con Kayce e soprattutto con Monica e Tate. Taylor Sheridan non sembra avere grandi idee per loro e anche l’utilizzo del viaggio sciamanico premonitore sembra essere qualcosa di avulso dalla trama generale. Il problema non è il tema della predestinazione in sé. Intatti la serie e i suoi spinoff insistono molto sul rapporto col destino, ad essere critico qui è il come viene usato. Kayce dovrebbe essere il Dutton “decente e presentabile” ma è sostanzialmente estraneo a tutto e tutti.
È paradossale il suo ignorare completamente la candidatura del padre e tutte le conseguenze sulla proprietà. In fondo, l’ha sempre detto, si potrebbe obiettare. Allora perché non ha più nessuna scena di dialogo insieme agli altri? Soprattutto se si “perde” tempo a raccontare un furto di cavalli sostanzialmente usato come scusa per non essere dove dovrebbe essere. È tutto così pretestuoso e senza mordente, tanto da sembrare di rubare minuti a cose più interessanti, soprattutto se la tragedia è così tanto telefonata da essere percepita come “relativamente” poco grave (ovviamente non si sta dicendo che la morte di un neonato non lo sia). Il divario tra cioè che dovrebbe essere e cosa realmente è in termini drammatici.

E IL RESTO DELLA FAMIGLIA?


Volendo estendere il discorso fatto poco sopra, anche qui tutto risulta un po’ già visto: Beth che, per l’ennesima volta, domina Jamie o John che tratta male tutti (si veda, per esempio, lo stupore di Beth nel non essere a conoscenza dei propri piani). La trama di John governatore del Montana con la società Market Equity e la comunità indiana contro potrebbe essere interessante anche se richiama una situazione simile già vista in passato. C’è l’impressione che tutti vadano col pilota automatico, calcando troppo quelle caratteristiche che li hanno fatto amare dal pubblico ma non aggiungendo praticamente nulla di nuovo (ed interessante). Sheridan risulta come sceneggiatore di tutti gli episodi ma forse sta mostrando il fianco per i troppi progetti in cui è coinvolto (vedi anche gli stessi spinoff).

TUTTO GIÀ VISTO ALLORA?


Una cosa già evidenziata da Rip nell’episodio precedente (durante la festa al ranch in onore di John), presente anche in questo episodio, è la fine tragica che si sta profilando davanti per la famiglia Dutton. Stavolta è lo stesso John ad esserne il portatore in diversi segmenti dell’episodio, dando così un orizzonte diverso alla lettura degli avvenimenti.
La famiglia e il ranch rimangono le cose assolutamente da difendere, costi quel che costi, ma il tutto sembra svuotarsi di senso, dove qualche personaggio (John e Rip) comincia a rendersi conto che la solita modalità di affrontare i problemi non porterà mai a qualcosa di buono, quindi ad un’inevitabile caduta, rimanendo fedeli in maniera testarda a simboli ormai svuotati di senso. È interessante fare un paragone con 1883, l’unico spinoff già uscito, mettendo a confronto le due famiglie e i rapporti tra di loro. Difficoltà simili in tempi diversi ma sostanzialmente opposti nelle motivazioni. Positive e lungimiranti in passato, tragiche e ciniche nel presente.
Questo rende comunque piacevole la visione nonostante tutti i difetti elencati sopra.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’inizio del cambio di prospettiva sul tema della difesa della propria famiglia
  • Troppe svolte già viste e qualche trama poco interessante

 

Yellowstone va vista a prescindere anche quando, come in questo episodio, molte cose non risultano interessanti. Sheridan, si sa, è discontinuo quindi la fiducia rimane sempre alta.

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive solo per assecondare le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un'illusione. Sogna un giorno di produrre, o magari scrivere, qualche serie, per qualche disperata tv via cavo o canale streaming. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley ma, per non essere troppo snob, non si nega qualche guilty pleasure ogni tanto.

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