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Star Trek: Strange New Worlds 1×01 – Strange New WorldsTEMPO DI LETTURA 5 min

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Star Trek Strange New Worlds 1x01 Recensione Pilot Le sensazioni sono buone. Il franchise di Star Trek negli ultimi tempi non è che abbia vissuto anni di gloria. C’è stato il revival, a partire dal reboot di J.J. Abrams, che ha scisso profondamente il fandom trekker tra sostenitori e critici feroci. Di lì in poi c’è stato anche il ritorno in TV, vera casa della Flotta Stellare, in cui però il nuovo corso di Kurtzman ha vissuto momenti parecchio difficili. Dopo la fiammella di speranza riaccesa con una buona seconda stagione di Picard (mentre Discovery continua a vagabondare nell’oscurità), serviva un prodotto capace di dare continuità ai sogni dei fan.
Strange New Worlds potrebbe essere lo show che serviva a Star Trek: una dimostrazione di come si possa ancora lavorare all’interno dell’era TOS, senza scomodare retcon e arricchendo la lore “trekkiana”. Il prodotto, ancora una volta affidato a Akiva Goldsman, è stato ampiamente annunciato da una serie di corti della seconda stagione di Short Treks e, soprattutto, dalla seconda (e migliore) stagione di Discovery. Inoltre, Strange New Worlds non dovrebbe avere alcuna trama orizzontale, bensì dieci episodi con trame auto-conclusive, così come era la serie originale del ’66.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?


Star Trek: Discovery. 2×14. Per salvare tutte le forme di vita esistenti nella galassia da Controllo, la USS Discovery si vede costretta ad avventurarsi in un wormhole con tutti i dati provenienti dalla Sfera. La Discovery si ritroverà poi nel XXXII secolo in un futuro apocalittico. Invece cosa è successo all’equipaggio dell’USS Enterprise, che ha collaborato in questa eroica missione? “Strange New Worlds” riparte proprio da qui, dal file “classified” riguardante la Discovery (e di conseguenza anche il motore a spore) e da un Christopher Pike scosso dagli eventi e, soprattutto, dalle visioni sul suo futuro.
Richiamato anzitempo dal riposo necessario per far riparare un’Enterprise a pezzi, il capitano Pike dovrà rimettersi in carreggiata per guidare ancora una volta l’Enterprise a salvare Numero Uno, rapita durante una missione di primo contatto. Per questa missione di emergenza l’equipaggio viene un po’ arrangiato, mettendo insieme però il nucleo di quello che sarà l’iconico equipaggio del capitano Kirk. C’è una giovane e promettente tenente Uhura (Celia Rose Gooding), la dottoressa Chapel (Jess Bush) e Spock (Ethan Peck), ovviamente come ufficiale scientifico. Insieme a loro alcuni volti nuovi (e non), come il capo della sicurezza La’an Noonien-Singh (Christina Chong), la timoniere Erica Ortegas (Melissa Navia) e l’ufficiale medico M’Benga (Babs Olusanmokun), easter-egg per i fan di vecchia data.

VISIONI DAL FUTURO


Il capitano Pike, protagonista di Strange New Worlds, è un personaggio abbastanza importante nella lore e, forse, meriterebbe un piccolo approfondimento dati i numerosi richiami a scene della serie originale. Christopher Pike fu concepito come il protagonista dell’originale serie di Star Trek; infatti l’episodio pilota “Lo zoo di Talos” vedeva Pike a comando dell’Enterprise, assistito da Numero Uno e Spock. Dopodiché l’interprete di Pike, Jeffrey Hunter, abbandonò il ruolo e fu scelto William Shatner col suo ben più carismatico James T. Kirk alla guida della nave stellare. Tuttavia, avendo incluso “Lo zoo di Talos” all’interno della serie originale, divenne necessario sviluppare degli episodi che chiudessero la storyline del capitano Pike.
Venne raccontato di come Pike fu promosso a capitano della Flotta Stellare, affidando l’Enterprise al suo protetto James Kirk. Tuttavia, in seguito ad un incidente, proprio Pike rimase esposto ai raggi delta per mettere in salvo alcuni cadetti intrappolati. Quest’episodio è ciò che è stato rivelato al personaggio interpretato da un ottimo Anson Mount che, vedendosi sfigurato, è convinto di vedere la sua morte. Invece Pike sopravvisse, grazie ad un supporto tecnologico che gli consentiva di svolgere almeno le funzioni vitali. Fu Spock a riportarlo su Talos, come ultimo desiderio, regalando a Christopher gli ultimi giorni da vivere su un paradiso terrestre in una realtà non più fisica. Così si chiudeva la storia del capitano Pike, e il cerchio con il primo episodio pilota di Star Trek.

Pike:Our mission? We explore. We seek out new life and new civilizations. We boldly go where no one has gone before.

ORDINE GENERALE 1


È apprezzabile notare come in un momento storico difficile come quello attuale, Star Trek si stia impegnando a riportare ottimismo e speranza nei cuori delle persone. Già in Picard era abbastanza evidente, ma in “Strange New Worlds” tutto ciò assume una scala di misura maggiore. La popolazione “primitiva” che ha rapito Numero Uno è entrata in possesso delle tecnologie avanzate della Federazione, ed è importante riportare tutto alla normalità evitando primi contatti che violino l’ordine generale numero 1: la Prima Direttiva. La regola che vieta di interferire nello sviluppo naturale di una civiltà.
Tuttavia, certe volte alcune regole sono fatte per essere infrante, con criterio e saggezza. È questo il caso del capitano Pike che, infrangendo la regola aurea della Federazione, riesce a risolvere una situazione politica molto accesa, annettendo il pianeta Kiley 279 alla Federazione. Un episodio pilota, quindi, molto denso e anche pieno di momenti emozionanti, come il monologo di Pike su Kiley, il racconto delle origini di La’an (il cui nome non è un caso), o anche l’arrivo in plancia di Samuel Kirk, fratello baffuto del famoso capitano. In più, la colonna sonora strizza più volte l’occhio alla serie classica, non facendosi mancare sonorità più moderne.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La formazione del nucleo del futuro equipaggio del capitano Kirk
  • Vibes da Star Trek TOS
  • Anson Mount impersona un ottimo capitano
  • La lore del capitano Pike e “Lo zoo di Talos”
  • La nascita della Prima Direttiva
  • La colonna sonora
  • I temi di unione e fratellanza, così come il monologo di Pike
  • Kirk, anche se non è QUEL Kirk
  • Il racconto della Terra dalla Terza Guerra Mondiale alla nascita della Federazione
  • La capigliatura di Spock, un po’ superficiale per lo standard artistico
  • Ethan Peck un po’ impacciato nei panni di Spock: rimandato

 

Un’ottima partenza per uno show che non si può definire come uno spin-off di Discovery. Star Trek torna al suo setting più consono, con una messa in scena moderna che trasforma in realtà i sogni dei fan. Adesso è il momento di gustarsi la nuova missione quinquennale dell’astronave USS Enterprise.

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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